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Dove spira il vento

ottobre 5, 2018 • Politica, z in evidenza

 

di Niram Ferretti –

Aria pestilenziale di questi tempi in cui impera la Virtù e le tenebre si infittiscono, sempre a destra con i vari babau, i cattivi con la parte fissa nel copione.

E’ successo anche a Daniel Pipes, tra i più preparati analisti americani e studiosi di Islam e Medioriente, ebreo, figlio di uno dei maggiori sovietologi del secolo, Richard Pipes, il quale, per avere deciso di fare una crociera insieme al magnate canadese Ezra Levant a cui parteciperà anche l’attivista britannico Tommy Robinson, è stato accusato dalla stampa progressista tedesca e austriaca di essere contiguo all’estrema destra con simpatie hitleriane.

Alti si alzano gli stendardi dei difensori della democrazia contro i nostalgici del Terzo Reich, e ne vedremo probabilmente delle belle il 14 di ottobre quando in Germania si andrà al voto in Baviera, il più grande e importante land tedesco, la California d’Europa, dove l’AfD potrebbe confermarsi secondo partito nazionale in virtù del crollo della CSU.

D’altronde, come ha scritto Soren Kern in un articolo pubblicato dal Gatestone Institute, “L’omicidio di un cittadino tedesco commesso a Chemnitz da due migranti la cui richiesta d’asilo era stata respinta e il tentativo di insabbiamento da parte della polizia hanno contribuito ad aumentare l’appoggio al Partito Alternativa per la Germania (AfD) contrario all’immigrazione che, secondo un nuovo sondaggio, ha superato in popolarità il Partito socialdemocratico (Spd) diventando la seconda forza politica della Germania”.

Certo l’AfD dovrebbe depurarsi di diverse scorie, e di nostalgici della DDR e delle camicie brune, ma non per questo si tratta di un partito fondato sulla nostalgia di Hitler e chi lo afferma fa solo cabaret come quello allestito dai giudici francesi che hanno intimato a Marine Le Pen di farsi visitare da una commissione psichiatrica per avere postato su Tweetter nel 2015 immagini di corpi mutilati dall’ISIS infrangendo una legge sulla tutela dei minori.

Il vento, si sa, soffia dove vuole ma ultimamente sembra soffiare sempre più a destra come si è visto anche dalle recenti elezioni in Svezia dove la destra ha sfiorato il 18% erodendo la roccaforte socialdemocratica che da mezzo secolo fa il bello e il cattivo tempo nel paese.

Vedremo alle europee se questa tendenza si confermerà, così come vedremo a metà novembre, negli Stati Uniti, ancora il più potente paese del pianeta, se Donald Trump conserverà la maggioranza al Senato.

Nel frattempo dobbiamo assistere alla demonizzazione di tutto ciò che si muove nel solco della destra, sia essa moderatamente o corposamente conservatrice.

I demoni, si sa, albergano tutti là dove si vuole difendere la propria identità nazionale, la propria tradizione culturale, in cui ci si oppone al Verbo di Bruxelles che vorrebbe sempre meno confini e steccati e accoglienza giuliva nei confronti dell’immigrazione prevalentemente islamica.

E’ il futuro, annunciano, è il Progresso, non ci si può opporre alle leggi della Storia. Tutto ciò lo abbiamo già sentito nel passato sulla bocca di altri aurispici, anche loro interpreti solerti del  Destino dell’umanità, e anche loro sempre pronti a precipitare nell’oscurità chi si opponeva ai vaticini.

Il fatto è che nessuno conosce le leggi della storia, per il semplice fatto che la storia non possiede alcuna essenza. Il futuro è sempre e solo una scommessa, come la storia, la cui direzione è, salvo grandi linee, sostanzialmente indeterminata e assai plasmabile.

 

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