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L’UE dà La Priorità All’accordo Sul Nucleare Invece Che Ai Diritti Umani In Iran

agosto 28, 2018 • Mondo, z in evidenza

Redazione –

L’Unione Europea ha dichiarato la scorsa settimana di attribuire “grande importanza” alla questione dei diritti umani in Iran, ma le sue azioni (o più correttamente la sua inazione) raccontano un’altra storia. In soli 18 mesi l’amministrazione degli Stati Uniti ha emesso nuove sanzioni contro 17 ragguardevoli abusi dei diritti umani in Iran ed ha ripetutamente espresso forte e chiaro il suo supporto alla rivolta popolare contro il regime, iniziata a Dicembre.

L’UE, d’altra parte, non ha imposto, relativamente alla questione dei diritti umani, nessuna nuova sanzione contro nessun individuo in Iran da quando, nel 2015, ha firmato l’accordo sul nucleare, sebbene l’accordo richieda solo la sospensione delle sanzioni nucleari, ed ha espresso la sua solidarietà solo in modo sporadico e tenendo un basso profilo.

La risposta passiva dell’UE riflette il fallimento nel riconoscere che l’accordo sul nucleare, formalmente noto come Piano d’Azione Congiunto Globale (PACG), impedisce all’Europa di affrontare con l’Iran problematiche che non siano relative al nucleare (vedi i diritti umani).

L’UE è più interessata a proteggere il PACG che alla vita reale del popolo iraniano. Per quale altra ragione avrebbe aspettato giorni prima di rilasciare una dichiarazione relativamente alle proteste di fine 2017 in cui accusava entrambe le parti di aver usato la violenza? Per essere chiari, per quanto concerne la tematiche dei diritti umani e dell’oppressione, esistono solo una parte giusta ed una parte sbagliata.

Federica Mogherini, capo della politica estera dell’UE, ha parlato a lungo del PACG, prima di dichiarare di avere brevemente discusso dei “recenti eventi interni all’Iran” durante un incontro con il ministro degli esteri iraniano tenutosi a Gennaio.

L’UE crede, sbagliando, che il presidente iraniano Hassan Rouhani sia una sorta di moderato che deve essere assecondato per portare la democrazia in Iran, ma il relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani in Iran è in forte disaccordo. L’ultima relazione dell’ONU rileva che le azioni dell’Iran “contrastano brutalmente” con la promessa di Rouhani di rispettare i diritti umani.
Anche il popolo iraniano ha protestato contro le false promesse dei mulah; ecco perché durante le proteste i manifestanti hanno denigrato la falsa distinzione tra moderati ed estremisti al grido di “Morte a Rouhani!”.

L’UE ha anche cercato, a partire dal ritiro degli Stati Uniti a Maggio, di salvare l’estremamente viziato PACG, ma ha avuto uno scarso successo dal momento che molte imprese si sono ritirate per evitare le sanzioni americane. Gli Stati Uniti, al contrario, stanno conducendo un’intensa campagna contro il regime perché ci sia un cambiamento nel paese.
L’UE deve porre fine a questa politica di assecondamento e deve lavorare per un Iran migliore e più giusto, dove sia il popolo iraniano a comandare.

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