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Coazione a ripetere

agosto 26, 2018 • Politica, z in evidenza

di Niram Ferretti –

Convergenze, somiglianze, o meglio, medesime tattiche. “A pensar male”, diceva Giulio Andreotti, parafrasano La Rochefoucauld, “si indovina quasi sempre”. La decisione dei pm di Agrigento di mettere nel registro degli indagati Matteo Salvini, per arresto illegale, abuso di ufficio, sequestro di persona, in merito al caso dei migranti tenuti in stallo sulla nave Diciotti, ci fa venire in mente l’incessante tentativo negli Stati Uniti di inchiodare Donald Trump a qualche pesante responsabilità da quando è stato eletto presidente, in modo da potere attivare la procedura di impeachment.

Ci fa pensare alla graticola giudiziaria, sulla quale da mesi e mesi, in Israele,  è stato messo Benjamin Netanyahu per accuse che riguarderebbero, anche nel suo caso, un presunto abuso di ufficio e corruzione. La grancassa è cominciata quasi subito, dopo la sua vittoria  alle ultime elezioni. Lo scopo è dichiarato, renderlo moralmente unfit di governare e così rimuoverlo dalla scena politica.

Ci fa pensare a come i Virtuosi, i sacerdoti del Bene e del Progresso, che il Destino vuole immancabilmente a sinistra, i Savianoboldrinilernerscalfari eccetera, abbiano ragione, e non possono non averla se il Bene e il Progresso sono dalla loro.

Dunque, inevitabilmente, i ribaldi e truci, verranno rimossi presto dalla scena perché “il reale è razionale“, e non è razionale che il Ministro degli Interni possa essere Salvini o il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Nel mentre, bisognerà solo aspettare che la Giustizia (risum teneatis), faccia il proprio corso e intanto indignarsi  come Massimo Cacciari…Ci dispiace un po’ che Il Foglio, sempre così prodigo di strali contro l’uso politico della magistratura, sempre a spada tratta a difesa del bucaniere Berlusconi, taccia a proposito dell’iniziativa dei pm di Agrigento. Sarà forse che a Cerasa e a Ferrara non piaccia troppo questo governo loro che speravano in una bella riedizione del consociativismo in salsa piddina-berlusconiana? Forse…

Ma procediamo. Può essere casuale che tutti e tre i personaggi politici elencati, uno il presidente degli Stati Uniti, l’uomo più potente al mondo, l’altro il Primo Ministro israeliano e il terzo, il Ministro degli Interni italiano, siano esponenti di schieramenti politici di destra? Ovviamente no. Non c’è nulla di casuale. Si tratta di un fatto molto semplice e di una prassi consolidata.

Il rigetto del responso democratico, che nelle urne ha dato la maggioranza a governi di destra, da parte dello schieramento di sinistra, è moto pavloviano. “Trascende ogni mio controllo”, per citare il Marchese di Valmont, nel suo rigetto della disperata perorazione amorosa della sua ex amante, la sciagurata Madame de Tourvel.

Invece di operare come opposizione, e dunque, legittimamente, di criticare le politiche e le azioni dei governi in carica e dei loro rappresentati, a sinistra preferiscono a ciò il massimalismo della demonizzazione ad oltranza. Non potendo sovvertire il responso delle urne, hanno a disposizione l’accanimento mediatico e quello giudiziario. Non è poco.

Così, Salvini è finito nel registro indagati, mentre  per Netanyahu, sulla base di indagini che non hanno portato a nulla di conclusivo, è stato chiesto da parte degli inquirenti il rinvio a giudizio, e contemporaneamente si cerca di incastrare Trump. I Virtuosi hanno sempre a disposizione questa carta da giocare e la giocano con la massima spregiudicatezza possibile.

Il loro gioco è palese. L’antidoto è, naturalmente, di continuare con il proprio programma politico, in modo risoluto e serio, senza lasciarsi intimidire dai nuovi giacobini con a seguito l’urlante stuolo delle tricoteuses.

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