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Teatro psicotico

luglio 24, 2018 • Paralleli, z in evidenza

 

di Niram Ferretti –

Il teatro psicotico di Roberto Saviano ha trovato recentemente una inevitabile sponda in quello parallelo allestito da Asia Argento. Perché inevitabile? Perché i due personaggi, lo scrittore e l’attrice si sono auto eletti guru, testimonials di cause civili rilevanti, che hanno fatto proprie e alle quali si sono votati con ardore. Non potevano non incontrarsi.

L’attrice italiana dalla carriera assai appannata ha riconquistato  nei mesi scorsi la ribalta non in virtù di una interpretazione felicemente conseguita ma per avere rivelato di essere stata abusata da Harvey Weinsten, l’ex produttore e fondatore della Miramax, dopo di che, sull’onda della rivelazione e dello scandalo, ha assunto il ruolo di paladina della causa delle donne molestate o abusate. Causa che si è plasmata nel movimento Metoo, la falange talebana e glamour delle celebrities tutte vittime dei maschi. Di questa causa la Argento si è fatta portavoce italiana, trasformandosi in una sorta di Giovanna D’Arco insufflata dalla voce di una femminilità torva e punitiva la cui missione è la condanna preventiva di ogni Maschio. L’inquisitore, o, in questo caso, l’inquisitrice dà per scontata la colpevolezza. Non esiste presunzione di innocenza. Al reo è solo conferito l’onere della discolpa.

Saviano vola da tempo in cieli impegnati, e da esperto di malavita organizzata, è diventato esperto di ogni cosa, ma soprattutto è diventato icona di se stesso. La rappresentazione savaniese, come quella della Argento, è tutta centrata sul proprio ruolo, sulla assoluta convinzione di essere dalla parte della Verità e del Bene, e dunque sulla conseguente azione di reprimenda e fustigazione nei confronti dei rei, dei peccatori, di chi non asseconda, nel caso di Saviano, la visione del Migrante come angelo e vittima ad un tempo, e angelo in quanto vittima e vittima in quanto angelo.

Nella narrazione savianoargento, la vittima è architrave. La Vittima con la maiuscola, perché sulla ribalta del teatro, tutto si declina metafisicamente, si toccano con mano gli assoluti, non si tratta di avere a che fare con quisquiglie. Asia Argento, essa stessa “vittima” combatte per le altre donne vittime della violenza del Maschio (nessuna in Africa o nei paesi musulmani, trattasi di vittime nel milieu del cinema più o meno, ma da qualche parte si deve pure cominciare). Saviano, da non vittima, combatte per le vittime delle guerra e del mare, per una società giusta ed equa dove al migrante sia dato accesso libero e incondizionato. Non importa la realtà, conta solo l’astrazione del principio. Fiat iustitia et pereat mundus! è il grido profferito da ogni savianologo.

Saviano e Argento avversano le tenebre (seppure la seconda con esse, per storia familiare e inclinazioni maledettiste ha una certa dimestichezza) e le tenebre hanno spesso un nome. Nel caso di Saviano si tratta di Matteo Salvini. Non potendo affrontate direttamente Donald Trump, si è dovuto accontentare. E su Salvini ha trovato improvvisa convergenza con Argento, la quale ha recentemente insultato il Ministro dell’Interno reo di avere osato criticare un’altra pasionaria, forse la maggiore della patria, Laura Boldrini, sostenitrice a spada tratta di Saviano e dei suoi intenti. E’ così che  le stelle luminose di Saviano e Argento, i due Savonarola maschio e femmina, si sono unite. Di nuovo, ripetiamolo, era inevitabile. Bastava consultare gli astri.

Quando la Virtù risplende così fulgida non può che attrarre a sé e allo stesso tempo aumentare la tenebra che cerca di distruggerla. Nel caso di Asia Argento, qualche tempo fa, essa prese la forma del Mossad, a suo dire, sulle sue tracce per eliminarla dalla scena. Le rivelazioni su Harvey Weinsten erano troppo dirompenti per Israele. Roberto Saviano invece, dopo la querela nei suoi confronti fatta da Salvini, ha optato per Vladimir Putin. Non bastava la tenebra minore leghista ci voleva quella maggiore russa. Putin è prefetto, è un supercattivo con i fiocchi, ed è stato nel passato agente del KGB. Cosa si può volere di più nella battaglia tra luce (Saviano-Argento) e tenebra (Salvini-Mossad-Putin Kgb)?

Il Mossad garantirebbe Weinstein (anche se, a dire il vero con scarso successo) come Putin garantirebbe Salvini.  Mettersi contro uno e l’altro significa mettersi nei guai. Dopo la denuncia di Salvini, Saviano ha chiamato ad adunata i suoi. In effetti Putin è pericoloso. Asia Argento ha già passato brutti momenti, chiusa in casa, a dire del famoso padre, terrorizzata forse di essere uccisa in strada. Ma poi, fortunatamente si è ripresa. Confidiamo che si riprenda anche Saviano. Sospettiamo che Putin sia in altre faccende affaccendato per avere il tempo di commissionare un caffè al polonio da servire al paladino dei migranti.

Una cosa vogliamo auspicare, che la nuova coppia continui la sua magnifica crociata. Le vittime attendono il riscatto. Con Savianoargento, possono cominciare a dormire sonni meno affranti.

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