MENU

Ben venga Trump a rompere le uova

luglio 18, 2018 • Politica, z in evidenza

 

di Niram Ferretti – 

 

Tutti (si fa per dire) in piazza contro Trump a Londra, contro il tiranno, il fascista, il sessista. E’ la narrativa egemone demonizzante, in cui il presidente americano è ormai, da un anno e mezzo il supercattivo assoluto, l’Orco che distrugge la tela tessuta con pazienza dal pacificatore Obama, il suadente Obama, il multilateralista, Obama l’europeo onorario.

Trump è apparso all’orizzonte per cancellare la favola che ammagliava gli aedi di Repubblica, del Guardian, del New York Times. A Londra la folla lo respinge, lo vuole allontanato, così come lo voleva respinto la marcia delle pussies, celebri e meno celebri con cappelli vaginali le quali protestavano a Washington contro un uomo che avrebbe delle donne una visione balocca, loro, tra cui Veronica Ciccone, l’attempata rockstar che ha costruito sull’immagine della donna oggetto buona parte della sua fortuna e poi Linda Sarsur la suprematista islamica che difende la sharia come forma di emancipazione femminile.

A tali farseschi sepolcri imbiancati si aggiunge il leader del Labour, Jeremy Corbyn il quale, durante le manifestazioni londinesi contro Trump, in un video sul suo profilo Twitter ha dichiarato senza alcuno sprezzo del ridicolo, ”Trump viola i diritti umani fondamentali promuovendo una politica di odio e paura. E la May lo ha accolto con il tappeto rosso”. Certamente non li violano Hamas e Hezbollah, con i quali Corbyn intrattiene amorosi afflati e li chiama “amici”. Ma è questo il canovaccio ormai, della sinistra residuale, pro-immigrazionista senza se e senza ma, quella savianese, corbyniana, terzomondista, la quale non può assolutamente tollerare che ci sia chi ha del proprio paese una concezione culturalmente identitaria in cui la salvaguardia del patrimonio storicamente ereditato nel corso della storia, non è sentita come un peso, un gravame da cui disfarsi. Massimamente i musulmani tendono a preservarla a fronte delle proiezioni allucinate progressiste di un mondo senza frontiere e nazioni costituito da una umanità ibrida e meticcia, che si potrà chiamare allegramente “gran mischione” come vorrebbe l’accigliato Michele Serra, oppure semplicemente “umanità”.

E quindi i Trump, i Putin, gli Orban, i Morawiecki, i Kurtz, i Salvini, sono tutti, indistintamente messi dentro il medesimo carniere, bollati come “sovranisti”, “egoisti”, “isolazionisti”, perché oserebbero opporsi alle leggi della Storia, alle magnifiche sorti e progressive che sono state pensate dagli eredi di Rousseau e Condorcet, i fiaccolai illuministi i quali sanno sempre senza fallo dove è diretta l’umanità, scrutando, come gli auguri, le viscere fumanti degli eventi per leggervi ovviamente il futuro che verrà.

Il Bene è il Bene e non si può fermarlo, l’Assoluto si concreta nel faticoso farsi della dialettica e culmina non in Napoleone a Jena, ma nel Migrante, nuova icona processuale, dogma indiscutibile. Chi osa dissentire, porre dubbi, verrà immediatamente sottoposto alla nuova inquisizione dei Saviano, dei torvi custodi della Verità. Anatema sit!

Il ricatto è infantile e sordido. Chi muore in mare deve essere accolto prima che muoia, chiunque esso sia. Ma non è questo il punto. Ogni giorno muoiono per fame, carestia, guerre, migliaia di persone, il male crivella il mondo dall’origine, è storia nota. Leggere i rapporti UNICEF sulla morte dei bambini per denutrizione e violenze è lettura sconcertante, ma non si riesce a piangere, i numeri sono troppo alti, diventano astrazione, e il cuore umano può solo palpitare veramente per ciò che gli è prossimo, con cui può identificarsi. Il piccolo Aylan morto sulla spiaggia fa assai più effetto. Ma ancora non è questo il punto. Il realismo politico esige ciglia asciutte, consapevolezza e una certa, inevitabile durezza di cuore soprattutto nei confronti di chi non si fa alcuno scrupolo nell’approfittarsi dell’ospitalità e della generosità altrui, come i poveri in Viridiana di Luis Bunuel, apologo magistrale sulle conseguenze nefaste e inevitabili del sentimentalismo applicato agli ultimi.

Nessuno sa dove si dirige la storia, e meno che mai lo sanno qui in Italia, Saviano e Gad Lerner, per la semplice ragione che la storia non ha un eidos, si fa giorno per giorno componendo un canovaccio abborracciato.

Bisogna guardarsi massimamente da chi ritiene di sapere quale sia il suo corso e cerca di imporlo a moltitudini come Destino. I falsi Paracleti sappiamo cosa hanno prodotto. Ben venga Trump con i suoi eccessi e intemperanze a rompere uova avariate spacciate per prelibatezze.

Print Friendly, PDF & Email

Comments are closed.

« »