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La realtà negata

giugno 19, 2018 • Cultura e Società, z in evidenza

di Niram Ferretti –

Certo sì, i rom. Certo sì, Salvini che viene ritratto in pose ducesche da Repubblica. Magari sì, il neo ministro dell’Interno poteva aspettare un attimo e trovare un’altra modalità di comunicazione più ponderata ed efficace riguardo alla questione degli zingari, invece di fare sempre appello alla pancia, agli istinti bassi delle tricoteuses, ma continuare ad evocare il fascismo nella forma delle leggi razziali del 1938, sarebbe ora di finirla. Capiamo l’onorevole Emanuele Fiano, appartiene al PD, al partito della teologia dell’immigrazione, ma Salvini non procederà a deportazioni di sinti e non applicherà su i loro vestiti, distintivi gialli.

Sarebbe ora di finirla con questa retorica demonizzante, con l’Uomo Nero, il babau barbuto o non barbuto, con “se non sei di sinistra e uno dei nostri sei un fascista o forse peggio, un nazifascista”. Ma non finirà, ovviamente, perché siamo in Italia, e comunque succede anche altrove, basta vedere gli Stati Uniti, e la mostrificazione di Trump.

Abbiamo qui e là, nelle file degli Alfieri del Progresso, straordinari esempi di umanisti a tutto campo, gente che sa sempre da che parte è la giustizia e il bene, non sbaglia mai, non può, come Roberto Saviano, il Sathya Sai Baba laico che non materializza oggetti, ma pensieri sempre impeccabili e perfetti. Ce ne sono altri, naturalmente, come Michele Serra o Mario Calabresi.

In un articolo di oggi su Il Foglio, Michele Serra ci dice che “La sinistra nasce dentro un linguaggio, quello della complessità, che in questo momento storico è totalmente soccombente. Nessuno ha il tempo di sopportarla, la complessità: se bastano pochi secondi per ottenere una risposta, nel giochino mondiale del web, perché diamine devo rompermi la testa in qualche maledetta analisi o ragionamento?”. Splendido. La sinistra che nasce dentro il “linguaggio della complessità” (e vediamo e vedremo ulteriormente come sa essere complesso questo linguaggio), è già di per sé rivendicazione di superiorità, di primazia intellettuale. Dunque, per contrasto, la destra dove nascerà? Ma chiaro, sotto il portico della semplificazione, degli slogan urlati, della koine pubblicitaria. Noi, siamo qui nella complessità (e basta leggere l’Amaca per rendersene conto) e voi siete là nel mondo fatto a caselle e quadri. Serra, come Saviano sopporta da molto tempo la complessità. E’ il peso oneroso della complessità che li rende così aggrottati.

Repubblica, bisogna dirlo, gli accorpa bene, è un convivio di intelligenze ontologicamente predisposte alla complessità e, immancabilmente, alla Virtù. Lo vediamo d’altronde con L’Espresso settimanale del gruppo dell’Illuminato De Benedetti, che diede a Salvini dell’antisemita, e pubblica una copertina dallo straordinario e illuminatissimo spessore antropologico. Da una parte c’è un uomo di colore, dall’altra il leader della Lega, con il titolo, UOMINI E NO, dove il sostantivo al plurale è sotto la faccia dell’uomo di colore mentre la parola olofrastica è sotto quella di Salvini. Il riferimento al libro di Vittorini è esplicito, così come il discrimine. Ubermensch e Untermensch in versione aggiornata.  Perché lo sappiamo, sono loro i tolleranti, dall’altra parte ci sono solo gli squadristi. Lo stesso Espresso che recentemente ha pubblicato un reportage su Gaza, sulle vittime “innocenti” di Hamas, corredato da uno scritto di Curzio Maltese che, se lo ha letto, deve avere fatto venire un orgasmo multiplo a Maurizio Blondet.

Ma torniamo allo specifico. A sinistra non hanno ancora capito, ma proprio non gli entra nella cabeza, che se al governo oggi ci sono i 5Stelle e la Lega, e c’è il babau fasista è perché  hanno fallito, perché  non hanno compreso che il loro “illuminismo” fondato sulle magnifiche sorti e progressive della società aperta e multiculturale dove tutti vissero felici e contenti e integrati, ha fatto patatrac. Non funziona. Non funzionerà. E’, come tutte le utopie, un sueño, o meglio una costruzione ideologica, una astrazione. La realtà si ribella e ti sbatte in faccia i fatti, se ne fotte delle tue allucinazioni. E’ sempre stato così. E i fatti continueranno a essergli sbattuti in faccia senza sosta, quelli che, in un esemplare articolo sul Messaggero del 18 giugno, ricorda Luca Ricolfi, sottolineando:

“Ho l’impressione che, a differenza del passato, non vi sia facile trovare una spiegazione che vi rassicuri. Fino a ieri una spiegazione l’avevate: l’Italia cattiva, xenofoba e razzista, era l’Italia della destra, guidata dal cattivo per antonomasia, l’odiato Cavaliere. Ma oggi? Oggi che la destra si è ridotta a rappresentare poco più di un terzo del paese, mentre gli altri due terzi o guardano a sinistra o guardano al Movimento Cinque Stelle? Oggi che un terzo degli elettori di sinistra sta con quello che per voi è il simbolo stesso del male, anzi della non-umanità?”.

Non servirà alla sinistra continuare a spostare tutto sulla meta-narrazione, dei brutti, degli sporchi e dei cattivi, non ha più presa, soprattutto qui, dove quelli che loro considerano tali sono al governo del paese, e ci resteranno sempre di più in virtù di questa fabula. Ma si sa, è più facile costruire caricature e mostri, come hanno fatto i liberals negli Stati Uniti difronte alla vittoria di Donald Trump, piuttosto che confrontarsi con le ragioni strutturali del proprio fallimento.

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