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Iran: acciaieria di AHvaz l’arresto di 60 lavoratori in sciopero

giugno 13, 2018 • Mondo, z in evidenza

Redazione –

Iran: La terza settimana di sciopero e proteste dei lavoratori dell’acciaieria di Ahvaz e l’arresto di 60 lavoratori. Da febbraio le proteste contro il regime, considerato la causa della povertà e del malessere sociale, non si sono mai interrotte.

Appello per il sostegno ai lavoratori e per rilascio immediato e senza condizioni degli arrestati.

Mentre lo sciopero dell’acciaieria di Ahvaz entra nella terza settimana, il 12 giugno i lavoratori con slogan “Devono essere liberati i lavoratori arrestati!” hanno dato luogo ad una manifestazione. La protesta dei lavoratori è contro l’arresto dei loro colleghi e per non aver ricevuto da mesi lo stipendio.

I lavoratori che si trovano in una straziante condizione, lanciavano slogan:

“Il lavoratore morirà, ma non sopporterà l’oppressione; lascia perdere la Siria, pensa a noi; Il nostro nemico è qui, i menzogneri dicono che il nemico è l’America; Cittadini con onore, sostegno sostegno; morte all’oppressore, viva il lavoratore”.

I lavoratori protestavano anche per l’ignota situazione della proprietà della loro fabbrica e la problematica della produzione.

Molti cittadini della città di Ahvaz hanno sostenuto i lavoratori, nei giorni scorsi bloccato la ferrovia che giunge la città a Teheran, manifestato di fronte agli uffici dei deputati del majlès e rotto i vetri delle finestre.

Le forze  anti-sommossa, agenti in abito borghese e dell’Intelligence con lo scopo di contenere i manifestanti li hanno accerchiati e con la violenza arrestato almeno 10 lavoratori. I lavoratori che il 12 giugno dopo del digiuno del Ramadan davano luogo alla protesta sono stati oggetto dei violenti attacchi e arresti. Il numero degli arrestati  ammonta a 60.

L’acciaieria di Ahvaz in funzione da 54 anni è tra le più grandi ed ha 3000 dipendenti, che nel 2009, sotto mentite spoglie di privatizzazione è stata concessa alle persone molto vicine al regime.

Dopo due anni e la rivelazione di una corruzione di oltre 4 miliardi di dollari e in seguito agli ingenti debiti è stata concessa alla Banca Melli, che dichiarato fallimento, dopo aver incassato e speculato mezzo miliardo di dollari.

Il saccheggio degli uomini del regime e la fallimentare politica economica hanno bloccato la produzione dell’acciaio e messo sul lastrico i lavoratori.

La Resistenza Iraniana salutando calorosamente i lavoratori in sciopero e condannando fermamente gli arbitrai arresti dei lavoratori, si appella a tutta la popolazione della regione Khuzestan, in particolare ai valorosi giovani e lavoratori a sostenere i lavoratori e chiede a tutte le organizzazioni delle difesa dei Diritti umani e Diritti dei lavoratori di condannare senza se e senza ma la politica repressiva e anti lavoratore del regime teocratico iraniano e intraprenda le iniziative adeguate per il rilascio dei lavoratori.

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