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Gli allucinati e il mondo da rifare

giugno 13, 2018 • Politica, z in evidenza

 

di Niram Ferretti –

 

Abbracciare il dispotismo oscurantistico in nome dell’odio al fulmicotone nei confronti del liberalismo e della democrazia, soprattutto quando è immerso nella salsa della più rancida ideologia antioccidentale, è patologia di vecchia data. Patologia che ha trovato manovalanza copiosa tra le file della cosiddetta intellighenzia sia di destra che di sinistra, intellettuali, scrittori, artisti, affabulati di volta in volta dal culto nerboruto della forza, dal dominio del maschi alpha sulle schiere sterminate dei maschi beta, o che, in nome dell’affrancamento dalla contraddizione delle società capitaliste, dalle storture illuministe, guardavano a grandi figure paterne e autoritarie come Stalin o Mao Zedong, forgiatori di uomini e donne nuove. Un esempio per tutti, il “perfetto” Che Guevara, il santificato assassino seriale, che Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir andarono a omaggiare a Cuba negli anni ’60.

Il Che mitico e revolucionario aveva idee chiare e distinte, di forgio cartesiano, su come sterminare uno ad uno i nemici della palingenesi sociale di cui si sentiva, ovviamente, un alfiere indomito. Dietro di lui, l’ombra di St Just lo arringava, il dandy di bell’aspetto, anche lui borghese come l’argentino che si annoiava tanto, il quale non derogava sul fatto che il sangue dovesse scorrere copioso.

Quanti ne abbiamo visti all’opera e ancora ne vediamo, fervidi ammiratori di dittatori o dittature che sole si porrebbero contro la “mondializzazione”, lo strapotere maligno della finanza e di oscure lobbies di “illuminati” guidate da George Soros? Il cabarettista rossobruno della filosofia italiota, Diego Fusaro ne è un esempio prêtàporter, un altro è l’ex vate del pensiero debole, Gianni Vattimo, omosessuale dichiarato, di cui si ricordano nel 2014 perorazioni a favore di Hamas mentre Israele si difendeva dalle centinaia di razzi sparatogli addosso dal gruppo integralista islamico, e che, in quanto omosessuale sarebbe stato fatto fuori senza batter ciglio. E’ accaduto, per esempio, a Mahmoud Ishtiwi, uno dei comandanti di Hamas.  Malgrado facesse parte della falange terrorista, è stato giustiziato a Gaza nel 2016 per “turpitudine morale”. Lo stesso “reato” per cui si viene puniti con la morte nello stato etico-coranico iraniano, un baluardo per i fusarini contro la decadenza occidentale, di cui, naturalmente, l’omosessualità sarebbe un sintomo eclatante.

La distruzione della ragione è un esercizio voluttuoso, anche se non tutti possono essere Nietzsche. Tuttavia, da Michel Foucault (altro omosessuale) che vedeva nell’ayatollah Khomeini una risorsa, e nella rivoluzione del 1979 una straordinaria occasione di rinnovamento spirituale (in un paese in cui, dopo il “rinnovamento spirituale” anche lui, se ci avesse vissuto, avrebbe trovato la morte per il suo orientamento sessuale) a Roger Garaudy passato dall’ortodossia comunista al negazionismo e al complottismo per prostrarsi infine di fronte ad Allah, non mancano ne sono mancati esempi corroboranti.

In un folgorante saggio degli anni ’50, Intellettuali contro l’intelletto, Leszek Kolakowski scriveva, “Sembra che in molti intellettuali ci sia qualcosa di simile alla ‘componente di Naphta’ (della Montagna incantata): un’intelligenza indipendente ostacolata dalla sua stessa indipendenza e alla ricerca di un’autorità di matrice diversa e non intellettuale. La brama di barbarie, il culto della forza e il culto dell’autorità non sono invenzioni nuove fra gli intellettuali“.

Certo il mondo è un posto ingiusto e la democrazia, lo sappiamo, ahinoi, è fisiologicamente disfunzionale, il libero mercato genera enormi sperequazioni, non tutti hanno quello che meritano e non tutti meritano quello che hanno, funziona così tuttavia, da sempre, sotto ogni sole e latitudine. Sorge però il sospetto che, per quanto carenti possano essere gli Stati Uniti o Israele, pochi, dotati di mente sana, gli preferirebbero la Corea del Nord o il Venezuela, l’Iran e la Siria. Appunto, è questione di sanità mentale, di un rapporto equilibrato con la realtà, in altre parole, non intossicato o ammorbato da furibondi fantasmi psichici, da astrazioni deliranti, da otturamenti ideologici.

La realtà è spesso faticosa, come è spesso faticoso l’esercizio del buon ragionamento che sa per principio che non esistono panacee, soluzioni definitive per la povertà, l’ingiustizia, l’abuso di potere, la violenza. E sapendolo non ci si lascia aggiogare da lestofanti che promettono di rifare il mondo nuovo e con il mondo, ovviamente, l’uomo.

Il mondo e l’uomo sono venuti in essere una volta sola e possono venire a malapena aggiustati qua e là, con una accorta e spesso costosissima, in termini di risorse e impegno, manutenzione (nella consapevolezza che sarà comunque sempre necessario rimetterci le mani). A nessun criminale travestito da inviato dello Spirito è stato mai conferito il potere di rigenerarli.

 

 

 

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