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Protesta delle donne per i diritti umani in Iran

aprile 13, 2018 • Paralleli, z in evidenza

 

Redazione –

Gli attivisti per i diritti umani stanno richiamando le autorità iraniane per rilasciare diversi prigionieri che sono in sciopero della fame. Gli attivisti sostengono che i tre prigionieri che sono in sciopero della fame sono stati imprigionati in condizioni inappropriate e pericolose. I tre prigionieri sono Golrokh Ebrahimi Iraee, Atena Daemi e Arash Sadegh.

Ms Golrokh Ebrahimi Iraee che oggi è al suo 68mo giorno di sciopero della fame, è stata condannata a sei anni di reclusione per aver “insultato l’islam”. E’ stata arrestata dopo che la polizia e le forze soppressive sono entrate in casa sua ed hanno iniziato a perquisire. Non avevano un mandato per la per ma l’hanno arrestata comunque.

Gli agenti hanno trovato storie private e non pubblicate da lei scritte e queste storie sono state usate contro di lei in tribunale. Il giudice ha reputato i suoi scritti come offensivi verso l’Islam.

Golrokh Ebrahimi Iraee patisce gravi condizioni di salute tra cui grave gonfiore alle gambe e problematiche renali. Ha perso più di 20 kg.Al momento si trova nella prigione di Qarchak – un edificio che prima era una fabbrica di polli.

Ci sono centinaia di donne imprigionate in questo edificio e stanno tutte vivendo in condizioni igieniche altamente carenti. il sovraffollamento esaspera il problema ed alle prigioniere sono state negate la maggior parte delle necessità di base cosi come una appropriata ossigenazione dei locali, cibo e acqua potabile. Alle prigioniere sono state negate anche le cure mediche essenziali.

Arash Sadegh, marito della signora Ebrahimi, è stato anch’egli imprigionato in Iran ed è in sciopero della fame.Lui è stato condannato ad una reclusione di 15 anni per aver “insultato il fondatore della repubblica islamica” e per aver diffuso una propaganda anti-sistema. E’ stato punito per aver richiesto il trasferimento della moglie nella nota prigione di Evin nella capitale fin da quando è stata catturata.

Un altra detenuta, Athena Daemi, è in sciopero della fame.Sfortunatamente, questo è diventato un evento ricorrente negli ultimi 5 anni in Iran. Essendo di fronte ai loro ingiusti arresti, e di fronte alle continue e crudeli torture a cui sono sottoposti, i prigionieri spesso sentono di non avere altre opzioni.

Imprigionare qualcuno solo perche fa sentire la loro voce contro la corrotta leadership è solo un altro esempio della brutalità del regime. Il regime, in pericolo perché sa che la sua fine è vicina, sta facendo del suo meglio per zittire la grandissima maggioranza che vuole la sua fine.

Alla fine dell’ultimo anno, proteste e dimostrazioni antigovernative sono esplose in più di cento città in tutto il paese. Inizialmente le proteste erano contro il malgoverno dell’economia e la diffusa corruzione, ma prima che ce ne rendessimo conto le persone gridavano “abbasso il leader supremo” e “abbasso Rouhani”.

Il regime iraniano si è reso conto che non può zittire il popolo ma continua con la sua campagna di torture e arresti indiscriminati sperando di spaventare il popolo. Ma in fondo sa che niente e nessuno può zittire il popolo.

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