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Iran: il regime teocratico censura Internet e Telegram

aprile 3, 2018 • Medio Oriente, z in evidenza

Redazione –

Iran: Aumento delle restrizioni di Internet e blocco di Telegram per ordine di Khamenei per paura della rivolta.
Il fascismo religioso al potere in Iran mira a prevenire le fiammate e la diffusione di rivolte popolari e proteste che si verificano ogni giorno in diverse parti del Paese, con l’intensificazione delle restrizioni di Internet e il blocco di social network come Telegram.

Alaeddin Boroujerdi, presidente della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del ‘parlamento’ del regime, ha dichiarato il 31 marzo che Telegram sarà chiuso al più tardi il 20 aprile, e che “sarà sostituito da una piattaforma nazionale simile”. Riferendosi esplicitamente a Khamenei, ha detto: “Questa è una decisione che è stata presa al più alto livello”. “Considerando il ruolo distruttivo che Telegram ha avuto nelle crisi dello scorso anno nel Paese, questo è importante per la nostra sicurezza nazionale” ha aggiunto. Il significato di “rete nazionale” è una rete completamente sotto il controllo del regime.

Secondo il ministro della “Guida islamica” del regime, l’80% delle informazioni in lingua farsi nel cyberspazio viene trasmesso via Telegram e, secondo i parlamentari del regime, “il filtraggio di Telegram danneggia 200.000 posti di lavoro e rende mezzo milione di persone in difficoltà finanziaria”.

Khamenei ha affermato durante un incontro con i leader del regime il 12 giugno 2017: “Nel cyberspazio, la cosa più importante è la Rete Nazionale di Informazione. Purtroppo, questo settore è stato trascurato; se lo trascuriamo con il pretesto che il cyberspazio non dovrebbe essere ostacolato, questo non risolve il problema, e la logica non è giusta.  Perché dovremmo permettere che quelle cose che sono contrarie ai nostri valori, contrarie ai nostri principi fondamentali, siano diffuse all’interno del Paese? Quindi, anche il problema della Rete Nazionale di Informazione è molto importante”.

La resistenza iraniana chiede al pubblico generale, in particolare ai giovani, di protestare contro le restrizioni di Internet e la chiusura di Telegram, e invita il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, gli Stati membri e gli organismi internazionali competenti come l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni a condannare fermamente questa pirateria su Internet e la repressione delle comunicazioni, che viola molti trattati internazionali, e provvedere alla necessità per il popolo iraniano di accedere a Internet e ai social network.

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