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Iran, proseguono arresti e torture

febbraio 15, 2018 • Politica, z in evidenza

Redazione –

La Resistenza Iraniana condanna l’assassinio del dottor Kavuos Seyed Emami sotto la tortura da parte degli aguzzini del regime dei mullà, lanciando un appello internazionale volto a fermare l’inaudita violenza contro i prigionieri causando la loro morte. Nelle ultime settimane nelle carceri iraniane sono stati assassinate almeno 12 persone.   

Il Dottor Kavuos Seyed Emami di anni 64, un sociologo e docente universitario, è stato arrestato il 24 gennaio e l’8 febbraio, dal carcere hanno avvertito la famiglia del suo suicidio. Seyed Emami autore di numerosi volumi e articoli sulla questione ambientale, già direttore generale dell’ente Hayat-e Vahsh Miras Parsian, era stato arrestato insieme ad alcuni attivisti ambientali. Il professor Kavuos Seyed Emami, come altri arrestati era stato privato del diritto ad avere un difensore e di incontrare la propria famiglia. 

Abbas Jaafari Dolat-abadi, il criminale procuratore di Teheran, aveva dato, il 10 febbraio, la notizia dell’arresto di alcuni ambientalisti con l’accusa di spionaggio.   

Le ridicole menzogne della dittatura religiosa al potere in Iran non ingannano nessuno. Nelle ultime settimane nelle carceri iraniane sono stati assassinate almeno 12 persone arrestate nella rivolta. Il regime dei mullà dichiara che questi decessi sono  a causa di “suicidi” , “astinenza dalla droga” oppure “overdose”. Il portavoce della Commissione della Giuridica e Giustizia del majlès, il mullà Hassan Noruozi in una dichiarazione vergognosa ha detto che: “costoro sono morti crepa cuore dal rimorso di ciò che avevano combinato”.   

La notizia del suicidio del dottor Emami è talmente assurda che il presidente della frazione dell’Ambiente del majlès del regime, Mohammad Reza Danesh ha dichiarato: “la notizia dell’arresto di alcuni attivisti ambientali e il fatto che da 20 giorni non si sa nulla di loro è sospetto, e la notizia della morte del dottor Emami è spiacevole e aumenta la nostra preoccupazione per i diritti degli arrestati.   

L’assordante silenzio della comunità internazionale nei confronti degli assassini politici e delle torture, incinta il disumano regime al potere in Iran a fare ancora peggio.

La Resistenza Iraniana chiede al Segretario generale dell’ONU, al Consiglio di Sicurezza, al Consiglio dei Diritti Umani, all’Alto Commissariato dei Diritti Umano ed altri organizzazioni della difesa dei Diritti Umani, all’UE e ai paesi europei di intraprendere gli provvedimenti che obblighi il regime a fermare i suoi criminali e spaventosi atti contro i prigionieri.

Le relazioni con questo sanguinario regime devono essere condizionate alla sospensione immediata delle torture e impiccagioni. Urge la formazione una delegazione che indaghi sulla drammatica situazione dei prigionieri, in particolare politici in Iran.       

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