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Ministro Fedeli all’inaugurazione dell’anno accademico si sottrae alle domande dei giornalisti

gennaio 18, 2018 • Cultura e Società, z in evidenza

di Luigi Coppola –

Una cerimonia sin troppo istituzionale, nella mattinata del 15 gennaio, ha inaugurato l’anno accademico numero 456 per l’ateneo sassarese. In un’Aula Magna stipata in ogni dove da stuoli di rappresentanti di ogni istituzione civile, militare e religiosa, le truppe cammellate dei politici in parata hanno rubato scena e soprattutto posti a sedere per gli studenti, rappresentati in minima parte rispetto alle passate edizioni. La solenne cerimonia ha preso il via alle 11.00 con l’ingresso del Corteo accademico, scandito dal “Gaudeamus Igitur” intonato dall’Associazione Coro dell’Università di Sassari.

Pragmatico e denso di riscontri e numeri incoraggianti, il saluto del Magnifico Rettore Massimo Carpinelli. Alla presenza del Presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Gianfranco Ganau con gli assessori regionali Maria Grazia Piras e Donatella Spano (in rappresentanza del Presidente della Regione Francesco Pigliaru), il Sindaco di Sassari Nicola Sanna, il Prorettore vicario dell’Università di Cagliari, Francesco Mola, il Prorettore dell’Università La Sapienza Renato Masian, il Rettore dell’Università di Macerata Francesco Adornato, il Rettore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Michele Bugliesi oltre una rinforzata schiera di parlamentari e consiglieri regionali, rigorosamente in quota PD, il responsabile dell’ateneo sassarese ha annunciato un ulteriore importante incremento nel numero d’iscrizioni (+ 11%) e la recente approvazione, da parte del Senato e del CdA, di quattro nuovi corsi di laurea che dovrebbero arricchire l’offerta formativa per il prossimo anno.

I nuovi corsi in attesa dei necessari accrediti ministeriali sono: “Qualità e sicurezza dei prodotti Alimentari”; “Wildlife Management, Conservation and Control” (corso internazionale interamente in inglese); “Ingegneria Informatica”; “Corso di laurea in Gestione e sicurezza” (corso di laurea professionalizzante, realizzato grazie alla collaborazione tra l’Università e l’ordine dei Periti Industriali).
L’unico momento emozionante e qualificante della cerimonia è stata la lectio magistralis di Ramin Bahrami dedicata a “Bach ieri, oggi, domani”. Al compositore tedesco, Bahrami, nato a Teheran e diplomato al Conservatorio “G. Verdi” di Milano con Piero Rattalino, ha dedicato il suo intervento. Culminato nella lettura di uno stralcio tratto da la “Lettera all’umanità”, tratto dal suo libro “Nonno Bach” (Bompiani editore 2015).

“Viviamo in un’epoca in cui la pratica dell’ignoranza è in costante ascesa osteggiando con aggressività il culto del sapere. Molti ragazzi e ragazze, non riuscendo o non potendo riconoscere il percorso per la loro crescita culturale e per un futuro migliore, scelgono di non intraprendere la via dell’Università o più in generale del sapere.”. Il passaggio saliente nell’intervento di Gianfilippo Caggiari, rappresentante degli studenti, specializzandi e dottorandi in Senato Accademico, ha caratterizzato il contributo più reale e coerente in una mattinata dettata da un’agenda di apparato e passerella politica.

Dove le conclusioni della ministra Valeria Fedeli hanno enfatizzato il varo del più ricco finanziamento mai registrato prima: “quasi 400 milioni di euro con traiettorie specifiche per i giovani e per il Sud” e l’apprezzamento riscontrato nello scorso novembre al Miur nel referto tecnico della Corte dei Conti. Peccato che la stessa esponente governativa nel consegnare idealmente il testimone al suo prossimo successore nel nuovo governo 2018, oltre il caloroso abbraccio scambiato con il suo predecessore in dicastero, l’ex ministro Luigi Berlinguer, si sia sottratta all’incontro con la stampa preventivamente programmato al termine della cerimonia.

Un netto diniego affidato a un imbarazzatissimo portavoce che non ha migliorato le attese di centinaia di docenti precari sardi in attesa di risposte adeguate circa una posizione lavorativa a dir poco drammatica, acuita dall’handicap del disagio insulare.
L’ironia graffiante e irriverente dell’Associazione Goliardica Turritana, e la chitarra di Antonio Fresi, studente del Liceo Musicale Azuni, hanno risollevato l’inaugurazione fra le più grigie viste negli ultimi anni.

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