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Breaking news. In Iran, ottomila arresti di giovani

gennaio 14, 2018 • Medio Oriente, z in evidenza

Loredana Biffo –

Rivolte in Iran: alla seconda settimana di proteste la repressione del regime si fa più via via sempre più forte, il numero degli arrestati durante le proteste è di almeno 8.000 persone ed è una stima per difetto perchè il regime tenta di contraffare le notizie. 

E’ stato lanciato un appello per un’azione urgente per liberare gli arrestati e proteggere le loro famiglie. I massicci e diffusi arresti di giovani compiuti in diverse città, cominciati con l’inizio delle proteste il 28 Dicembre, proseguono ancora. Secondo alcune notizie arrivate dall’Iran e da fonti interne al regime, il numero delle persone arrestate è arrivato almeno a 8.000, alla fine della seconda settimana di proteste. Negli ultimi giorni diversi prigionieri sono stati trucidati sotto tortura. Otto prigionieri sono stati impiccati per intensificare il terrore e tentare di far desistere i manifestanti.

Nonostante i tentativi del regime di nascondere il numero degli arresti, questo è talmente alto che i funzionari del regime in molte città, sono stati inevitabilmente costretti ad ammetterlo almeno in parte.

– Una settimana fa Mahmoud Sadeghi, membro del parlamento, ha detto che il numero degli arrestati era arrivato a 3.700.

– Il 2 Gennaio il vice-governatore di Teheran per la politica e la sicurezza, ha detto che erano state arrestate 450 persone a Teheran in soli tre giorni (dal 30 Dicembre al 1° Gennaio).

– “Il 30 e il 31 Dicembre, 396 persone sono state arrestate ad Arak e in altre città della Provincia Centrale. 65 sono ragazzi”, ha detto il giudice capo della Provincia Centrale il 4 Gennaio.

– Il vice-governatore del Golestan, il 3 Gennaio ha dichiarato: “Con l’arresto di circa 150 insorti a Gorgan, in città è ritornata la calma”.

– “Negli ultimi giorni, quando ci sono stati scontri e rivolte ad Hamedan, più di 150 persone sono state arrestate”, ha detto il governatore di Hamedan il 2 Gennaio.

– Il vice-procuratore di Mashhad il 3 Gennaio ha detto: “Un totale di 138 persone sono state arrestate durante i disordini”.

– Il comandante del Corpo delle Guardie della provincia di Kerman (Sarallah), il 2 Gennaio ha detto: “Durante i recenti disordini, più di 80 insorti sono stati arrestati e consegnati alle autorità”.

– “Nel corso delle proteste illegali di Kashan, sono state arrestate tra le 50 e le 60 persone”, ha detto il procuratore di Kashan il 1° Gennaio.

– Secondo Bahman Taherkhani, un parlamentare del Takistan, il 2 Gennaio “quasi 50 persone con intenzioni minacciose, hanno provocato disordini in questa città e dovranno essere punite in base ai loro crimini”. Ed ha aggiunto: “La presenza di individui con un ruolo predominante nei recenti disordini, è un altro segnale che questi disordini sono organizzati”.

– Secondo le notizie giunte dal carcere di Ahwaz e da quelli di altre città del Khuzestan, il numero degli arrestati nella provincia è di 1.600.

– Un parlamentare del regime, originario di Izeh, ha detto di non avere il numero preciso degli arrestati ed ha aggiunto che questi sono perlopiù adolescenti e giovani tra i 16 e i 24 anni. Secondo le notizie, ad Izeh sono state arrestate centinaia di persone.

La Resistenza Iraniana chiede a tutto il popolo, e soprattutto ai giovani, di sostenere gli arrestati e le loro famiglie e di lottare per il rilascio dei prigionieri. Chiede inoltre al Consiglio di Sicurezza, al Segretario Generale delle Nazioni Unite, all’Unione Europea e agli stati membri, al Governo degli Stati Uniti e a tutte le organizzazioni per i diritti umani, di condannare con fermezza il regime dei mullah per questi palesi crimini disumani e di adottare misure efficaci per far liberare gli arrestati.

Le numerose notizie provenienti da varie città del paese, che parlano di maltrattamenti inflitti ai prigionieri e del martirio di molti di essi sotto tortura, rendono assolutamente essenziale e urgente la creazione di una commissione investigativa da parte dell’Alto Commissario per i Diritti Umani e del Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, che indaghi sugli arresti arbitrari e i crimini compiuti nelle carceri del regime dei mullah.

 

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