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L’incontro tra Mogherini e Javad Zarif, l’intesa continua

gennaio 12, 2018 • Politica, z in evidenza

Redazione –

Il Comitato Affari Esteri del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana definisce  vergognoso invito di Federica Mogherini a Zarif in aperta sfida alle aspirazioni dei manifestanti iraniani che gridano “ Liberta’ e Democrazia ”

Javad Zarif, ministro degli esteri della dittatura religiosa al potere in Iran, incontrato Federica Mogherini a Bruxelles giovedì 11 Gennaio. L’incontro coincide con l’inizio della terza settimana delle proteste del popolo iraniano. Nelle ultime due settimane gli iraniani hanno protestato in più di 140 città e paesi di tutto l’Iran gridando “A morte Khamenei!” e “A morte Rouhani!”, nonostante le misure repressive adottate in violazione degli standard internazionali dei diritti umani.

Gli esponenti del regime hanno ammesso l’arresto di 3700 manifestanti. Ma il vero numero degli arrestati è molto più alto. I detenuti vengono sottoposti a tremende torture e, secondo Amnesty International, almeno cinque manifestanti sono stati uccisi mentre si trovavano sotto custodia.

In una tale situazione, ricevere ed incontrare l’inviato dei mullah, qualunque ne sia il pretesto o la scusa, è semplicemente riprovevole e vergognoso. Questo significa calpestare palesemente i diritti umani, contravvenendo ai valori dell’UE che afferma di difendere i diritti umani.

Qualunque dialogo con il regime teocratico che il popolo cerca di rovesciare, in assenza di una condanna pubblica e senza condizioni dei suoi crimini e dell’appoggio al diritto di libertà di espressione, libertà di associazione e del diritto ad un cambio di regime del popolo iraniano, equivale ad una complicità con il regime e i suoi crimini.

Se Federica Mogherini e i suoi colleghi hanno il minimo rispetto per la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, devono esprimere pubblicamente e inequivocabilmente il loro appoggio alla legittima richiesta del popolo iraniano di porre fine alla dittatura religiosa, condannando le repressione delle proteste e l’assassinio dei prigionieri sotto tortura.

La missione di Javad Zarif in tutti questi anni è stata quella di giustificare i crimini dei mullah e le loro attività belliche nella regione. Zarif ha ripetutamente incontrato e appoggiato noti terroristi come Hassan Nassrallah, segretario generale degli Hezbollah libanesi, Imad Mughniyah, capo dell’ala militare di Hezbollah che ha comandato personalmente molte delle sanguinose operazioni terroristiche compiute da Hezbollah. Zarif ha incontrato ed elogiato Bashar Assad, l’assassino del popolo siriano, in molte occasioni.

Il popolo iraniano al grido di “No al riformista, no all’estremista! Il gioco è finito!”, ha chiaramente dimostrato che non riconosce alcuna differenza tra le due fazioni del regime e di essere determinato a rovesciare tutto il regime nel suo complesso.

 

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