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Breaking news dall’Iran, tredicesimo giorno di rivolta

gennaio 9, 2018 • Articoli, Mondo, z in evidenza

 

Redazione –

Ad oggi la protesta dei giovani coraggiosi e ribelli di vari angoli del paese, è proseguita nel tredicesimo giorno delle rivolte che resistono alle guardie fivoluzionarie (foto). Sono ufficialmente 3700 le persone arrestate, ma le stime date dai pasdaran non sono certe.

Le manifestazioni di protesta dei familiari degli arrestati, degli studenti e dei dervisci Gonabadi detenuti, sono proseguite lunedì 8 Gennaio davanti al carcere di Evin a Teheran. La sera le famiglie si sono sedute a terra per fermare il traffico dei veicoli verso il carcere. La notte, le forze repressive hanno sparato in aria e lanciato gas lacrimogeno per disperdere i manifestanti.

Alle 19:00, centinaia di persone si sono riunite per protestare a Shelang Abad, Ahvaz.

La stessa sera sulla strada che costeggia il fiume ad Ahvaz e nella zona del parco, un gruppo di giovani ha gridato slogan come “A morte Khamenei!” e “A morte il dittatore!”. Nella zona di Hassirabad, la folla si è scontrata con gli agenti del regime e si è difesa dai loro attacchi.

Lunedì notte, una enorme folla di abitanti di Babol si è riversata nelle strade ed ha protestato a Bagh Ferdows.

Anche gli abitanti di Mahshahr hanno manifestato di notte. Un autobus ed un palazzo del governo sono stati dati alle fiamme in risposta agli attacchi delle forze repressive.

La base dei Basij a Mobarakeh (Isfahan) è stata attaccata dai giovani.

A Mashhad la gente che manifestava di fronte all’ufficio centrale delle tasse, è stata attaccata dai mercenari. Diversi autobus pieni di mercenari sono arrivati in aiuto delle truppe dislocate sul posto.

Lunedì i negozi degli orafi di Teheran, Orumieh, Tabriz e Yazd sono rimasti chiusi per protestare contro l’estorsione delle tasse da parte del regime. Gli agenti in borghese hanno minacciato i negozianti che avrebbero rotto le serrature e avrebbero annullato le loro licenze se non avessero riaperto i negozi.

A Islamshahr (provincia di Teheran), i lavoratori della Persian Gulf International Shipping Company hanno protestato per il secondo giorno consecutivo, per il mancato pagamento dei loro salari. Ed hanno gridato: “La nazione mendica e i mullah vivono come dei!” e “Oggi è giorno di lutto. Ai lavoratori è stata tolta la vita!”.

Domenica 7 Gennaio a Valiasr Square, a Teheran, la gente ha gridato gli slogan “A morte Khamenei!” e “A morte il dittatore!”.

A Gilan-e-Gharb, la gente ha gridato: “Non abbiate paura! Non abbiate paura, siamo tutti insieme!” e si è scontrata con le guardie rivoluzionarie che l’aggrediva.

A Roodbar, la gente ha gridato gli slogan: “A morte Khamenei!” e “A morte il dittatore!”.

Gli abitanti di alcune zone di Kermanshah, soprattutto a Shahnaz Square, hanno gridato il loro odio verso il regime teocratico con lo slogan “A morte il dittatore!”.

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