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Diritti umani in Iran, gravi violazioni, condanna del parlamento europeo

dicembre 11, 2017 • Mondo, z in evidenza

di Loredana Biffo –

Mercoledì 6 Dicembre 2017, su iniziativa dell’Intergruppo Friends of a Free Iran al Parlamento Europeo, che gode dell’appoggio di diverse centinaia di parlamentari europei di vari gruppi politici, si è tenuta una conferenza in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti Umani, al Parlamento Europeo di Bruxelles. Oratore principale è stata Maryam Rajavi, Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI). Erano presenti decine di parlamentari europei e moltissimi assistenti parlamentari, diplomatici e giornalisti. Anche il veterano scozzese della politica, Struan Stevenson, è stato uno degli oratori ospiti.

Gérard Deprez, parlamentare europeo belga, che ha presieduto la conferenza, ha detto: “Noi chiediamo all’UE, ed in particolare all’Alto Rappresentante Mogherini, di dare priorità ai diritti umani e ai diritti delle donne nei suoi rapporti con l’Iran. Siamo amaramente delusi del suo atteggiamento che è solo ossessionato e occupato dall’accordo sul nucleare e dall’incoraggiare le aziende occidentali a recarsi in Iran. La esortiamo, ed esortiamo anche i governi europei, compreso il mio governo in Belgio, a condizionare le relazioni con l’Iran ad una sospensione delle esecuzioni e ad un chiaro progresso nei diritti umani”.

I membri del Parlamento Europeo hanno condannato le sistematiche violazioni dei diritti umani in Iran, il progetto sui missili balistici del regime, l’ingerenza e le attività belliche nella regione. Molti hanno espresso il loro appoggio alla piattaforma in 10 punti di Maryam Rajavi per il futuro Iran. I parlamentari europei hanno ribadito ciò che segue:

1. L’Europa non deve ignorare le diffuse violazioni dei diritti umani in Iran. Le visite a Teheran dei funzionari e dei parlamentari europei vanno a totale beneficio dei violatori dei diritti umani in Iran.

2. Il dossier sulle esecuzioni di questo regime, sulle torture e gli omicidi degli ultimi 38 anni ed in particolare quello sul massacro dei 30.000 prigionieri politici del 1988, devono essere presentati al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e i funzionari del regime e gli autori di questi crimini devono essere perseguiti.

3. Tutti i segnali suggeriscono che il regime iraniano sta affrontando una crisi enorme. Il popolo iraniano ha dimostrato, attraverso ripetute proteste, di volere un cambio di regime. E’ giunto il momento che l’Unione Europea si schieri al fianco del popolo iraniano nel suo desiderio legittimo di raggiungere un cambiamento democratico. Riconoscere il CNRI è essenziale, per porre fine alle precedenti politiche e per compensarne i catastrofici effetti. L’esperienza ha dimostrato che questo regime è incapace di riforme.

4. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) controlla gran parte dell’economia iraniana. L’IRGC ha ridotto alla fame e alla povertà il popolo iraniano ed è responsabile del massacro dei popoli della Siria, dell’Iraq e dello Yemen. Tutti gli accordi economici con l’IRGC e le aziende ad esso affiliate devono essere bloccati e questa organizzazione deve essere inserita nella lista nera. E’ essenziale espellere l’IRGC e le sue milizie mercenarie dalla regione.

I parlamentari europei hanno chiesto all’Alto Rappresentante dell’UE di basare qualunque relazione con l’Iran su un miglioramento della situazione dei diritti umani, la fine delle esecuzioni, della sua ingerenza nei paesi vicini e del suo programma sui missili balistici, poiché queste relazioni sono contrarie ai valori dell’Europa e alla pace e alla stabilità nella regione e nel mondo.

Maryam Rajavi’s speech at the European Parliament on the eve of the International Human Rights Day

Maryam Rajavi ha detto: “Il regime ha già esaurito le sue risorse strategiche. Dal punto di vista economico, si trova sull’orlo della bancarotta. Dal punto di vista sociale, è divenuto ancora più isolato. Ha fallito la sua strategia per distruggere la principale opposizione e non non è riuscito ad impedire il trasferimento dei membri del PMOI dalla prigione di Camp Liberty in Iraq”.

Maryam Rajavi ha aggiunto che in tali circostanze, il regime ha due mezzi di sopravvivenza: più repressione ed esecuzioni in Iran e aumento della sua ingerenza all’estero. Ciò riflette l’enorme crisi interna al regime, che cerca di nascondere espandendo la sua influenza nella regione. In realtà cerca di mettere in atto una vacua dimostrazione di forza, per scoraggiare la comunità internazionale ad adottare una politica decisa contro di esso.

I leaders del regime hanno detto esplicitamente che Siria, Iraq e Yemen sono le estremità strategiche del regime e se si ritirassero da questi paesi rischierebbero di essere rovesciati. Ed ha ribadito: “Fino a che la comunità internazionale non riuscirà ad incriminare questo regime per il suo comportamento distruttivo, i mullah porteranno avanti le loro pericolose imprese. La soluzione è mostrare fermezza, non fare concessioni. L’UE purtroppo ha abbandonato i suoi valori per promuovere i commerci con i mullah. Ed ha ignorato le massicce violazioni dei diritti umani in Iran”.

Ryszard Czarnecki, vice-Presidente del Parlamento Europeo, ha detto: “Fino a che continueranno le esecuzioni in Iran, fino a che la libertà di parola verrà repressa in Iran, fino a che le minoranze religiose, come i cristiani e i musulmani sunniti, verranno represse in Iran, noi non potremo e non dovremo avere una relazione normale con questo regime. Il nostro gruppo informale, Friends of a Free Iran, ha sempre detto che nelle nostre relazioni con l’Iran, l’Europa deve dare priorità ai diritti umani. Non dobbiamo accettare compromessi su questo”. Ed ha aggiunto: “Il regime iraniano teme davvero l’opposizione iraniana e spende moltissime energie e milioni e milioni di euro per combattere l’opposizione democratica con la leadership di Maryam Rajavi”.

I membri del Parlamento Europeo hanno condannato le sistematiche violazioni dei diritti umani in Iran, il progetto sui missili balistici del regime, l’ingerenza e le attività belliche nella regione. Molti hanno espresso il loro appoggio alla piattaforma in 10 punti di Maryam Rajavi per il futuro Iran. I parlamentari europei hanno ribadito ciò che segue:

1. L’Europa non deve ignorare le diffuse violazioni dei diritti umani in Iran. Le visite a Teheran dei funzionari e dei parlamentari europei vanno a totale beneficio dei violatori dei diritti umani in Iran.

2. Il dossier sulle esecuzioni di questo regime, sulle torture e gli omicidi degli ultimi 38 anni ed in particolare quello sul massacro dei 30.000 prigionieri politici del 1988, devono essere presentati al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e i funzionari del regime e gli autori di questi crimini devono essere perseguiti.

3. Tutti i segnali suggeriscono che il regime iraniano sta affrontando una crisi enorme. Il popolo iraniano ha dimostrato, attraverso ripetute proteste, di volere un cambio di regime. E’ giunto il momento che l’Unione Europea si schieri al fianco del popolo iraniano nel suo desiderio legittimo di raggiungere un cambiamento democratico. Riconoscere il CNRI è essenziale, per porre fine alle precedenti politiche e per compensarne i catastrofici effetti. L’esperienza ha dimostrato che questo regime è incapace di riforme.

4. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) controlla gran parte dell’economia iraniana. L’IRGC ha ridotto alla fame e alla povertà il popolo iraniano ed è responsabile del massacro dei popoli della Siria, dell’Iraq e dello Yemen. Tutti gli accordi economici con l’IRGC e le aziende ad esso affiliate devono essere bloccati e questa organizzazione deve essere inserita nella lista nera. E’ essenziale espellere l’IRGC e le sue milizie mercenarie dalla regione.

I parlamentari europei hanno chiesto all’Alto Rappresentante dell’UE di basare qualunque relazione con l’Iran su un miglioramento della situazione dei diritti umani, la fine delle esecuzioni, della sua ingerenza nei paesi vicini e del suo programma sui missili balistici, poiché queste relazioni sono contrarie ai valori dell’Europa e alla pace e alla stabilità nella regione e nel mondo.

 

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