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Bensussan e Bat Ye’Or in convegno a Torino

novembre 12, 2017 • Paralleli

 

 

di Alice Fubini –

1897, 1917, 1937, 1947, 1967. Sono queste le date più significative della storia dello Stato d’Israele e attorno a queste si sviluppa un convegno organizzato dal Gruppo Sionistico Piemontese assieme al Keren Kayemet LeIsrael e patrocinato dalla Comunità ebraica di Torino presso il Circolo della Stampa.

Un’intensa giornata di studi per riflettere sul rapporto tra Israele e il Sionismo attraverso gli interventi di Bat Ye’Or, saggista nota a livello mondiale come pioniera nello studio della Jihad e della dhimmitudine. Georges Bensoussan, storico francese di livello internazionale, direttore editoriale del Mémorial de la Shoah di Parigi.

David Meghnagi, assessore alla Cultura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, nonché professore di Psicologia presso l’Università Roma Tre. Domenico Quirico, inviato de La Stampa, profondo conoscitore della realtà politica mediorientale. Ad aprire la mattinata un intervento di Emanuel Segre Amar, presidente del Gruppo Sionistico. Nel pomeriggio invece è previsto un contributo video di Maurizio Molinari, direttore de La Stampa.

In apertura i saluti del consigliere Roberto Lanza, in rappresentanza del KKL Italia, la cui storia è intrinsecamente legata a quella del sionismo, legame iniziato nel 1901 a Basilea. “Dal riscatto della Terra alla cura dell’ambiente, questo il passaggio di mission del Keren, che si può definire la più antica organizzazione ecologica del mondo”.

È poi Dario Disegni, presidente della Comunità ebraica di Torino, a prendere la parola: “Si tratta di un convegno neccesario perché la realtà del sionismo è troppo spesso affidata a una lettura non rigorosa ma strumentale”.

A portare i saluti di Noemi Di Segni, presidente UCEI, è il vicepresidente Giulio Disegni: “Ormai – la sua riflessione – la parola sionismo è stata deformata”. Ed è stata questa deformazione ad aver trasformato il sionismo in un movimento negativo. “Iniziative come questa” conclude Noemi Di Segni, nel suo saluto, “servono a far capire meglio alla nostra società gli equilibri geopolitici attuali “.

A dare il via ufficialmente al convegno, e a moderarlo, Vittorio Robiati Bendaud. “La data che manca è il 2017: la sfida di oggi comporta la necessità di vivere e di sopravvivere”.

La prima sessione di interventi vede protagonisti Domenico Quirico, con una riflessione su come sia cambiato il Medio Oriente rispetto al 1967 e Georges Bensoussan, con un’analisi del periodo 1882-1914 e del conflitto tra mondo ebraico e mondo arabo.

Nella sessione pomeridiana la parola passa a David Meghnagi, per parlare dei luoghi comuni del conflitto mediorientale e dei caratteri del nuovo antisemitismo dei nostri giorni.
Ultimo contributo quello di Bat Ye’or, in cui verrà trattato più nello specifico il conflitto del 1967, evento che diede l’avvio all’alleanza tra la Comunità Europea e la Lega araba nel sostegno dato ad nuovo popolo palestinese contro Israele.

Questa alleanza ebbe due conseguenze principali: il nuovo antisemitismo/ antisionismo e la sostituzione in Europa della cultura giudaico-cristiana con una cultura islamo-post-cristiana, con la negazione certificata dall’Unesco delle radici storiche Ebraiche e cristiane.

Altre fonti: Moked.it

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