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La tappa di Sgarbi a Porto Torres

ottobre 4, 2017 • Paralleli, z in evidenza

 

di Luigi Coppola –

I buoni uffici dell’assessora alla cultura del comune turritano Alessandra Vetrano, del consigliere Claudio Piras, ma soprattutto il noto attaccamento alla tutela del patrimonio artistico del protagonista, hanno reso possibile una deviazione su Porto Torres di Vittorio Sgarbi nel percorso che lo riportava all’imbarco del volo di rientro nella penisola dallo scalo di Alghero. La sosta presso la basilica dei Martiri Turritani a Porto Torres (la chiesa di età romanica più importante nell’isola) sì è realizzata nella mattinata del 30 settembre.

Il popolare critico d’arte, già titolare di precedenti incarichi politici istituzionali aveva partecipato il giorno prima all’inaugurazione del Museo sulle origini genovesi, aperto a Castelsardo alla presenza del ministro Franceschini. Anche il sindaco locale Franco Cuccureddu ha favorito il pit stop turritano del sabato mattina.

Dove lo staff di Sgarbi è stato accolto all’ingresso della basilica dal parroco don Mario Tanca (presidente del Centro Studi San Gavino) e dall’epigrafista Giuseppe Piras. Il quale ha guidato il mini corteo in un breve ma essenziale sopralluogo che ha evidenziato le gravi criticità strutturali del tempio in costante peggioramento.

Numerosi i danni accertati (raccolti in una serie di scatti fotografici dai collaboratori di Sgarbi) che necessitano urgenti interventi di ripristino, evocati in più occasioni anche da altri esperti del settore negli ultimi anni. Colonne e pilastri nella zona meridionale dell’edificio appaiono gravemente compromessi e potrebbero minare seriamente l’agibilità della chiesa in un futuro non lontano.  La reazione sanguigna di Sgarbi non si è fatta attendere.

Dopo avere contemplato un dipinto di Casablanca raffigurante il martire turritano e aver posato in più scatti con alcuni bambini presenti in chiesa, l’ex sindaco di Salemi in procinto di partire, ha avviato un contatto con il direttore del ministero competente ing. Nicola Berlucchi. Ha preso impegno per un intervento personale diretto al ministro Franceschini, ipotizzando il coinvolgimento di eventuali sponsor privati. Prima di salire in auto ha salutato tutti i presenti lasciando un’ottimistica sensazione positiva.

Sarebbe auspicabile che insieme agli amministratori locali anche i vertici istituzionali regionali (rigorosamente sassaresi di origine) si unissero con atti concreti al pressing politico sul ministero romano. Salvare l’area della Basilica dei Martiri Turritani oltre ad essere una priorità esclusiva per un bene artistico, patrimonio universale, significa anche attrarre maggiori flussi turistici in un distretto socio economico opaco, dalle inesplorate potenzialità di sviluppo.

 

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