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Le tecniche artistiche e la Sardegna.

settembre 30, 2017 • Cultura e Società, z in evidenza

di Luigi Coppola –

Si realizza la prima volta in Sardegna un evento di assoluta rilevanza culturale la cui portata apre nuovi scenari di aspettative importanti per lo sviluppo dell’isola in ambito mediterraneo ed europeo. Lo scorso 23 settembre nell’Aula magna dell’Accademia delle Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari, si è svolta una giornata di studi dedicata alle “Tecniche artistiche e la Sardegna”. L’incontro, coordinato dai docenti dell’Accademia sassarese, Luigi Agus e Giorgio Auneddu Mossa è stato introdotto dalla professoressa Paola Pintus.

L’importanza del seminario, oltre gli autorevoli contributi dei relatori intervenuti, ha registrato l’esordio assoluto di un’iniziativa rilevante come la “Giornata Europea del Patrimonio”, organizzato in un’ Accademia di Belle Arti in Italia, con un incontro scientifico di alto livello per scoprire e rivelare l’arte della Sardegna del passato.
L’aspetto saliente, novità per l’isola, è stato nella stretta collaborazione fra la stessa Accademia sassarese e la Soprintendenza dei Beni Culturali di Cagliari e Oristano. Una sinergia inedita che ha prodotto importanti indagini e riferimenti, dai quali trarre nuove fonti di approfondimenti futuri, non solo in ambito didattico e accademico.

Presentando e moderando gli interventi Giorgio Auneddu Mossa ha ricordato l’importanza di queste iniziative qualificandole come “un atto comparato utile a riappropriarci delle qualità delle tecniche, espressione della volontà e della passione dell’Uomo”.
Un intento talvolta poco comunicato quello di “rivalutare la situazione tra il passato più nobile del Rinascimento, anche in Sardegna, nei confronti della rivoluzione (o di un’involuzione) del progresso tecnologico.”
Il primo contributo di Patricia Olivo (Soprintendenza di Cagliari) ha sviluppato “un raffinato esempio di bottega rinascimentale in Sardegna: la formella in ceramica policroma della Madonna di Bonacatu”, la cui datazione è confermata ai primi decenni del quindicesimo secolo.
L’analisi del manufatto, la cui provenienza presumibilmente trae origine dalla bottega di Donatello, ha svelato anche l’iniziativa meritevole del parroco oristanese, promotore e sostenitore di tutte le attività necessarie al restauro della preziosa icona custodita nel santuario di Bonacatu.

La seconda relazione di Maria Francesca Porcella (Soprintendenza di Cagliari) ha esposto con delle efficaci e affascinanti proiezioni digitalizzate, l’intervento di restauro relativo al Retablo della Madonna degli Angeli di Oristano, opera anch’essa risalente al quindicesimo secolo.
In entrambi casi presentati, i sofisticati lavori sono stati realizzati da specialisti del settore ubicati con i rispettivi laboratori artigianali di alta specializzazione in Toscana.
Se per la formella di Bonacatu, un tecnico esperto di origini americane si è trasferito nell’oristanese per eseguire tutte le fasi del restauro, le tavole di legno del Reatblo sono state trasferite con una serie di specifici imballi, monitorati in tutti i parametri essenziali alla loro conservazione, presso il committente prescelto a Prato.

Luigi Agus (Accademia di Belle Arti di Sassari) con un puntuale intervento su “I Raxis-Sardo, una sconosciuta famiglia sarda protagonista del rinascimento andaluso”, ha chiuso la sessione mattutina dei lavori. Ripresi nel pomeriggio con altri relatori rappresentanti le istituzioni promotrici la giornata di studi. Alma Casula (Accademia di Belle Arti di Sassari) ha discusso su “Gli altari lignei di Santa Maria di Betlem a Sassari, uno straordinario esempio di “effetto speciale” d’epoca barocca”. Maria Passeroni (Soprintendenza di Cagliari) su “Lo stacco ed il restauro dei dipinti murali (XVII sec.) nella chiesa di Sant’Agostino a Cagliari”.
Lo stesso Auneddu Mossa con il collega di Accademia Claudio Gamba ha terminato la serata con altrettanti interventi risaltanti la funzione storica delle Accademie, moderna evoluzione delle antiche botteghe dei Maestri rinascimentali.

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