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Iran: 13 esecuzioni in un giorno, tra cui due in pubblico e l’amputazione della mano a tre detenuti a Qom

settembre 26, 2017 • Agorà, z in evidenza

Loredana Biffo –

Riceviamo e pubblichiamo –

 

La Resistenza Iraniana chiede a tutte le autorità e alle organizzazioni per i diritti umani, in particolare all’Alto Commissario per i Diritti Umani, all’Inviato Speciale sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran e agli inviati sulle esecuzioni arbitrarie e la tortura, di condannare il regime teocratico per l’utilizzo delle esecuzioni e di pene medievali, come l’amputazione della mano.

Chiede inoltre alla comunità internazionale, soprattutto ad Unione Europea e Stati Uniti, di sanzionare il regime dei mullah per l’utilizzo di tali pene brutali. I leaders del barbaro governo iraniano, una vergogna per l’umanità contemporanea, devono essere rifiutati dalla famiglia delle nazioni e assicurati alla giustizia.

I boia che governano l’Iran, hanno giustiziato 33 prigionieri solo nel periodo tra il 12 e il 20 Settembre. Il 21 Settembre, hanno anche amputato la mano a tre prigionieri accusati di furto nel carcere di Qom.

Solo mercoledì 20 Settembre sono stati giustiziati tredici prigionieri nel carcere di Qom e in quello di Gohardasht a Karaj, nel carcere centrale di Karaj e in quello di Qazvin (Chubin Dar). Due esecuzioni pubbliche sono state compiute nelle città di Aq Qala (nella provincia del Golestan) e di Pars Abad di Moghan (nella provincia di Ardebil).

Tra il 12 e il 19 Settembre altri 20 detenuti, tra cui una donna, sono stati giustiziati nelle carceri di Khorramabad, Karaj, Ardebil, Tabriz, Mashhad, Borujerd, Zanjan e Kerman. Quattro sono stati giustiziati pubblicamente nelle città di Islamabad Gharb, Anbarabad, Ilam e Salmas. Yadullah Movahhed, capo della magistratura del regime a Kerman, ha definito i cinque prigionieri giustiziati nella sua città “causa di insicurezza e di iniquità”.

Il ricorso agli arresti e all’esecuzione delle persone per reati come traffico di droga e furto, avviene nonostante i più grossi ladri della storia iraniana siano i leaders del regime al potere, i cui furti astronomici e seriali sono il motivo costante delle lotte interne alle fazioni di questo regime, e che i trafficanti di droga in Iran e in molti altri paesi del mondo, da Canada e Stati Uniti, a vari paesi Europei, fino all’Estremo Oriente e all’Australia, siano controllati da Khamenei, leader supremo del regime e dalle Guardie Rivoluzionarie.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

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