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Questa è la scienza bellezze!

giugno 13, 2017 • Io Leggo

 

di Maria Teresa Busca –

Questa è la scienza bellezze! è un libro che trasporta il lettore nel futuro. Il fascino della scoperta scientifica e le problematiche che questa incontra nella vita reale sono il filo conduttore di questo saggio.
In particolare il volume, partendo dal 1978, anno in cui nacque la prima bambina concepita in vitro, analizza il dibattito culturale creatosi in Italia a partire da questo avvenimento, dibattito che ha raggiunto toni molto aspri anche perché ha toccato alcuni concetti come natura e famiglia che sono stati sempre fortemente impregnati dai dogmi del pensiero cattolico.
Come scrivono Flamigni e Mori “[…] l’accettazione o il rifiuto di ogni nuova tecnica sono subordinati all’elaborazione culturale che una specifica società è in grado di produrre.”
Le tecniche di fecondazione assistita, senza entrare nello specifico di quale si pensi di utilizzare, costringono ad affrontare e ridefinire sistemi di pensiero consolidati dalla cultura imperante e a interrogarsi su quali siano i valori morali in gioco e come li si possa ridefinire.
La fecondazione assistita è attualmente la tappa più importante nell’evoluzione della famiglia e la maggior difficoltà della sua accettazione e relativa legge, sta proprio nel fatto di considerare da sempre la famiglia un’istituzione immutabile.
La legge 40/2004 ne è la riprova, è esattamente “il frutto dell’atteggiamento antiscientifico diffuso nella società italiana che […] si è abbeverato sul piano teorico alla nuova evangelizzazione promossa da Giovanni Paolo II e si è coniugato sul piano politico con la dittatura benevola di Berlusconi”.
Nella prima parte il volume illustra le due fasi del dibattito sul controllo della riproduzione umana, ovvero quella sulla contraccezione e l’aborto e quella sulla riproduzione assistita. Poiché la famiglia è cambiata molto negli ultimi secoli, è opportuno evitare di continuare a pensarla come immutabile. Inoltre, sottolineano gli Autori, è altrettanto fuorviante considerare il tema della fecondazione assistita come un tema che riguarda esclusivamente le coscienze dei singoli, negando la sua valenza pubblica e sociale.
Particolarmente interessante, nella seconda parte, è la disamina del dibattito che ha portato all’approvazione della legge 40.
La storia di questa legge e dei suoi attori principali ha aspetti che sfiorano il brutale, come quando da parte cattolica si pose l’interrogativo: “l’embrione è una cosa o una persona?” e il tragicomico, quando il mattino del 7 giugno 1999, giorno della votazione della legge in Senato, la grande maggioranza dei senatori del centro destra non si presentò in aula a causa di problemi dovuti al traffico. E questi sono soltanto due degli episodi che Flamigni e Mori narrano con dovizia di particolari e competenza analitica.
La terza parte del volume è dedicata a un’accurata esegesi della legge 40, anticipando, fin dall’inizio della trattazione, che di questa legge “costruita sul progetto di geometri ignoranti, con la benedizione di negromanti superstiziosi, è rimasto solo un cumulo di macerie”.
Il turismo riproduttivo, sottolineano gli Autori, è stato la conseguenza di questa legge. Le coppie sterili si sono sentite costrette a emigrare per poter soddisfare le proprie esigenze riproduttive. Anche gli interventi della Magistratura vengono analizzati e così gli ultimi tre interventi della Consulta. La domanda che Flamigni e Mori pongono a questo punto riguarda il senso di nuova legge sulla fecondazione assistita.
Perché una nuova legge possa dare un risultato adeguato è opportuno iniziare a pensare che la fecondazione assistita non è nulla di “moralmente cattivo”, al contrario, allargando le possibilità di riprodursi segna un momento positivo. Se questo concetto viene accettato, la fecondazione assistita dovrà essere normata in modo da aumentare “la felicità umana sulla terra”.
Alcune pungenti osservazioni sul Fertility Day chiudono la trattazione e le ultime righe sollecitano il lettore a rendersi conto che vanno vinte le ataviche resistenze che vogliono bloccare l’innovazione scientifica e sociale, perché ciò che si deve temere è l’ignoranza, non certo la ricerca scientifica e il suo metodo razionale.
Questa è la scienza, bellezze!

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