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Conservatori, la vittoria senza maggioranza

giugno 9, 2017 • Europa

 

di Giorgio Salerno –

La straordinaria affermazione di Jeremy Corbyn seppellisce le terze vie, le pisapie e gli ulivi.
di Giorgio Salerno
Dopo l’apparizione, nel cielo della sinistra, di Bernie Sanders negli USA e di Jean-Luc Mélenchon in Francia, anche nel Regno Unito è nata una stella, anzi una star. Largo ai vecchi leoni, per riprendere la poesia di Shelley citata nel suo ultimo comizio da Jeremy Corbyn. Molti giovani affollavano la sala, molti erano rimasti fuori, sotto la pioggia battente, intorno al pulmino rosso della campagna elettorale, per dire a Jeremy, abbreviato in Jezz, “Go, Jezz go” come ad una rock star, come al Chuck Berry di “Go Johnny go”.

Corbyn, soprannominato ben presto Corbyn Hood, ha avanzato un programma di sinistra, radicale, anti austerità e che comprendeva, tra l’altro, anche la nazionalizzazione di vari settori privatizzati dalla Thatcher, come le ferrovie. Un programma ‘massimalista’, ottocentesco, fuori dalla realtà, che avrebbe portato il Labour ai suoi minimi storici (Blair dixit, con tutta la destra, non solo laburista), che non avrebbe vinto perché nelle società moderne, complesse, ‘le elezioni si vincono al centro’.
Quante volte abbiamo sentito queste sciocchezze interessate anche da noi? Vogliamo ricordare gli alfieri della terza via in Italia? il Veltroni di prima e dopo il Lingotto ? buona parte del gruppo dirigente del PD compresi molti che ne sono usciti? pensiamo che arriveranno delle autocritiche? Delle scuse? Niente di tutto cio’. Le facce di bronzo non possono cambiare.

Le percentuali di voto sono molto più veritiere dell’attribuzione dei seggi, dato il sistema uninominale vigente in Gran Bretagna: 42,40 % ai Conservatori di Theresa May e 40,8 % ai Laburisti. Uno scarto minimo, un’affermazione che registra, come ha detto Jeremy Corbyn davanti al seggio di Pakeman, «un gran giorno per la democrazia». Theresa May paga l’azzardo, Jeremy Corbyn va meglio di Ed Miliband, il suo predecessore laburista blairiano. I comizi gremiti, la corsa a registrarsi dei giovani, la rimonta nei sondaggi, non erano apparenza ma realtà.

E’ la vittoria di un’idea di sinistra, l’unica a nostro parere, che viene da lontano, dalle tanto vituperate, dagli ideologi delle terze vie, “categorie del novecento”
La working class (che esiste ancora), i pensionati, la classe media impoverita, quel mondo rappresentato in tanti film da Ken Loach, e gli ‘Angry young men’ i giovani arrabbiati di oggi, non più quelli ritratti da John Osborne decenni orsono, hanno spinto il signore di Islington Nord a percentuali che il Labour non ricordava da almeno un decennio.

La straordinaria affermazione di Corbyn avrà ripercussioni profonde anche in Italia. Veloce come sempre l’ineffabile Matteo Renzi ha già virato a ‘sinistra’ : si voterà con la legge elettorale che abbiamo per cui al Senato, dove la soglia di sbarramento è all’8 % per i partiti singoli ma solo al 3% per i partiti in coalizione, il PD si alleerà con Pisapia; alla Camera andrà da solo. Sarà d’accordo l’ex Sindaco di Milano? Scioglierà le sue ambiguità? Pisapia è molto più vicino a Renzi che alla sinistra radicale. Ricordiamo che voto’ sì alla riforma costituzionale Renzi-Boschi-Verdini.

Anche in Italia l’auspicio di chi scrive è che quel variegato mondo a sinistra del PD, ed alternativo al PD, si unisca e possa ambire ad un buon risultato elettorale. Che non abbia paura ad essere radicale, che abbia il coraggio di proporre un programma anti austerità e
che non si vergogni né della sua storia nè delle sue origini. In una parola : che la sinistra faccia la sinistra.

Cosa diceva la poesia citata da Corbyn?

“Levatevi come leoni dopo il torpore… fate cadere le vostre catene a terra…Voi siete molti, essi sono pochi” Noi siamo molti, essi sono pochi.

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