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Il morbillo abbassa le difese immunitarie, il vaccino le migliora

giugno 8, 2017 • Cultura e Società, z in evidenza

 

di Carlo Manfredi –

Gli ultimi casi di morbillo li avevo visti in figli di albanesi giunti in Italia dopo la caduta del regime di Tirana. Si erano insediati in un paesino dove da anni non se ne registravano più. Poi più nulla fino all’inizio del 2017, quando un giovane adulto di 38 anni affetto da morbillo è stato ricoverato a causa di una polmonite interstiziale con insufficienza respiratoria grave. Il caso, seguito a poca distanza da altri analoghi, ha messo l’opinione pubblica di fronte alle conseguenze della ricomparsa di una malattia da tutti giudicata del tutto benevola e ormai archiviata. Ma non si tratta di un fenomeno locale.
I casi di morbillo registrati in Italia da inizio anno al 9 aprile 2017 sono stati 1.473 (+ 230% rispetto al 2016). Il 33% ha presentato almeno una complicazione della malattia, il 41% è stato ricoverato e il 14% è finito al Pronto Soccorso. La maggior parte dei malati non era vaccinato e ben l’88% aveva più di 15 anni di età. Le complicanze del morbillo possono causare fra 30 e 100 morti ogni 100 mila persone colpite, maggiormente fra i bambini di età inferiore ai 5 anni e gli adulti di età > 20 anni, specialmente se malnutriti o con un sistema immunitario compromesso. In un caso ogni 100 si può verificare un’encefalite acuta, mortale nel 15% dei casi o causa di danni neurologici permanenti nel 25% dei casi. (tabella 1)
In Italia, la copertura  vaccinale non ha mai raggiunto una percentuale superiore al 95% necessaria ad impedire la circolazione del virus. Si è in tal modo accumulata una vasta coorte di giovani adulti suscettibili all’infezione che sono cresciuti in una società a bassa circolazione del virus che non hanno mai ricevuto l’offerta vaccinale o che non ci hanno mai pensato.
Per questo motivo in Italia si presentano epidemie di morbillo ogni 3-4 anni.
La vaccinazione limitata all’età infantile da sola può eliminare la malattia, ma ha bisogno di un lungo arco di tempo per raggiungere questo obiettivo. E’ perciò necessaria una campagne di vaccinazione straordinaria rivolta agli adolescenti e ai giovani adulti non immunizzati per invertire la tendenza e raggiungere la soglia di protezione del 95%.
Naturalmente dovrà essere affiancata da interventi formativi ed educativi e potrà dare risultati concreti in un tempo più breve se attuata insieme all’introduzione dell’obbligo della vaccinazione contro il morbillo per il nido e per la scuola dell’infanzia. Un intervento quest’ultimo insostituibile per tutelare i bambini vulnerabili o portatori di controindicazioni alla vaccinazione.

Educazione e formazione servono ad accrescere la consapevolezza del valore delle vaccinazioni anche perché molti rifiutano le vaccinazioni.
In particolare, alcuni ritengono che i bambini non vaccinati sarebbero globalmente più sani, meno soggetti alle patologie infettive, specie delle prime vie aeree, ai disturbi intestinali, alle patologie croniche, alle malattie patologie neurologiche e comportamentali e consumerebbero meno farmaci e interventi sanitari rispetto ai vaccinati.
In altre parole i vaccini indebolirebbero il sistema immunitario dei bambini rendendoli più esposti al rischio di contrarre malattie infettive rispetto ai bambini che non si vaccinano. Ciò si verificherebbe per l’eccessivo carico di antigeni vaccinali ai quali vengono sottoposti i bambini e per la presunta tossicità degli adiuvanti e dei conservanti. Uno studio su gli oltre 800.000 bambini nati dal 1990 al 2001 in Danimarca che ha preso in esame la relazione esistente fra tutte le vaccinazioni somministrate e i ricoveri per malattie infettive gravi quali polmonite, setticemia, infezioni virali del sistema nervoso, meningite, infezioni diarroiche e del tratto respiratorio superiore, non ha riscontrato nessun aumento di infezioni in seguito alla pratica vaccinale. Nello stesso Paese su 500.000 bambini è stata rilevata una diminuzione dei ricoveri per qualsiasi tipo di infezione nei vaccinati di recente contro MPR rispetto ai non vaccinati.
Uno studio ha analizzato un’ingente mole di dati epidemiologici raccolti in Inghilterra, Galles, Stati Uniti e Danimarca, dal 1950, prima l’introduzione della vaccinazione Morbillo Parotite Rosolia (MPR) quando il morbillo era una malattia comune, fino al 2010. I risultati indicano che il vaccino contro il morbillo rende immuni contro questa malattia e rinforza anche la capacità di difesa dalle altre malattie infettive assicurando così un’aspettativa di vita maggiore rispetto ai soggetti non vaccinati. Esattamente l’opposto dei timori che alimentano un atteggiamento contrario alle vacinazioni.
L’infezione da virus del morbillo provoca una grave soppressione delle difese immunitarie e cancella la memoria immunitaria facendo tabula rasa delle difese che il bambino si è costruito sia con le infezioni contratte naturalmente sia grazie alle vaccinazioni effettuate. Per recuperare lo stato immunitario precedente serve un periodo di 27 mesi durante i quali il soggetto è esposto a molte malattie infettive e ad un rischio maggiore di complicanze anche gravi e talora mortali.
Per questo motivo la vaccinazione contro il morbillo va oltre la salvaguardia del bambino dal morbillo ma si estende a proteggere dall’aggressione di altri agenti infettivi perché evita l’immunodeficienza indotta dalla malattia.
Il vaccino contro il morbillo stimola anche le difese immunitarie innate contro i microbi che entrano in azione subito prima che, in tempi successivi, si producano anticorpi specifici.
Il vaccino contro il morbillo evita la fragilità dovuta alla malattia contratta naturalmente e migliora la resistenza anche alle altre malattie infettive. Tenuto conto anche del fatto che il rischio di complicanze da infezione da virus del morbillo è nettamente più elevato di quello legato alla vaccinazione antimorbillo (tabella 1), non mettere in pratica queste conoscenze scientifiche significa rinunciare ad una prevenzione vera e alla portata di tutti.

Tabella 1 – Confronto fra frequenza delle complicazioni da virus del Morbillo e da vaccino antimorbillo

Complicanza/Reazione Morbillo Vaccino anti morbillo
Diarrea con disidratazione 1 : 12 0
Otite media 1: 100 0
Polmonite batterica 1 : 20 0
Decesso 1 : 100 0
Panenefalite Sclerosante Subacuta 1:100.000 0
Piastrinopenia 1 : 3.000 1 : 30.000
Anafilassi 0 1 : 1.000.000
Encefalite acuta 1 : 1.000 (mortalità 15%; sequele permanenti 25%) 1 : 1.000.000 (guarigione completa)

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