MENU

Venezuela, oppositori del regime Maduro eroi della democrazia

maggio 19, 2017 • Agorà, z in evidenza

 

di Raffaele Bonanni –

Il tentativo della opposizione in Venezuela, di mettere in ginocchio l’odiato regime di Maduro, è nuovamente fallito. I morti degli oppositori, ancora una volta si sono contati a decine, così come circa migliaia di feriti, a causa della spregiudicata repressione di Maduro. Ora si spera in un moto internazionale che vada in soccorso di quegli eroi della democrazia e della civiltà. Ma finora tutti sono stati abbottonati, persino il vulcanico Trump che farebbe bene a dire qualcosa per una regione considerata il suo giardino di casa.

È inspiegabile come ci sia tanta distrazione per quella parte del globo, quando crisi di quel livello sono seguite incessantemente dalle diplomazie è dalla opinione pubblica mondiale che in momenti come questi si mobilitano. Continua il dramma venezuelano stretto da una morsa di ferro di un Governo che ha demolito quel paese sotto ogni punto di vista: moralmente; economicamente; democraticamente. Il regime ha prodotto un vero e proprio cataclisma da quando iniziò ad opprimere il popolo con la Presidenza Chavez.
Negli anni, Caracas, da capitale di prim’ordine degli affari, si è trasformata in centrale di coordinamento di tutti i governi della sinistra radicale dell’America del sud e luogo di finanziamento dei terroristi operanti in sud America ed in altre aree del mondo. Basti vedere chi sono stati i consulenti internazionali, prima di Chavez, poi di Maduro.

Tutti ideologi di sinistra estrema tra cui anche Tony Negri per redigere la costituzione truffa fatta approvare qualche anno fa . Il regime, forte di giacimenti di petrolio “extrapesante” nella fascia dell’Orinoco ” – i più estesi del mondo – e dalla qualità paragonabile allo shale oil statunitense, ha usato questa ricchezza per una politica estera dissennata, e ha distrutto interamente, uno per uno, tutto il sistema produttivo ed economico del paese.

Una pretesa “grandeur bolivariana” intestata abusivamente al “Libertador” della libertà sudamericana. Simon Bolivar, condottiero che rese autonoma grande parte del continente sudamericano agli albori dell’800 dalla Spagna, era liberale. Invece Chavez e Maduro non sono altro che epigoni del comunismo mondiale.
Come tutti i regimi comunisti finora conosciuti, ha devastato l’economia di quel paese, imprigionando e uccidendo gli oppositori. Sono lontani i tempi di turisti Venezuelani che si recavano in Florida forti del Bolivar ( la moneta venezuelana ) per acquisti convenienti, datosi che era valuta persino più forte del dollaro. L’attuale rapporto è invece 1 dollaro per 9.9875 Bolivar.

Questo degrado è stato possibile dallo sperpero infinito di risorse non solo per finanziare i rapporti con altri paesi simili, ma anche da interventi continui interni, dichiarati contro la povertà, ma che in verità sono stati lo stratagemma per accattivarsi le simpatie del popolo, al quale più che offrire lavoro, conseguenza di politiche di investimenti virtuosi, si sono offerti regali in stile panem et circenses.

Gli italiani residenti in Venezuela sono davvero tantissimi, e nei tempi migliori sono stati il caposaldo più importante imprenditoriale di quella Nazione, all’epoca davvero la più ricca del continente del sud. Ho potuto rendermi conto io stesso in riunioni avute con loro tempo fa, impegnato a Caracas con le organizzazioni anti Chavez, del dramma che stanno vivendo le loro aziende, oramai collocate in un contesto economico rarefatto.
Molti di loro, privi di prospettiva, vorrebbero tornare in Italia, ma non possono farlo. In effetti sono liberi di partire e ritrasferirsi in Italia, ma è vietato vendere le loro proprietà e ricollocare i proventi della vendita in altri paesi che non sia il Venezuela. Così sono costretti a rimanere e vedere le loro proprietà sfarinarsi progressivamente.

Si aspetta che le autorità Italiane si occupino di loro, finora il Presidente Gentiloni è stato in silenzio e si aspetta dica qualche parola a favore di chi si batte per la democrazia in mezzo a tanto sangue e repressione e della condizione dei tanti nostri connazionali. In effetti non è che nella italietta militante delle libertà civili, sociali, democratiche, si manifestino sdegno, contro quel regime liberticida che appena qualche anno fa accolse con fervore internazionalista l’applauditissimo Chavez a Milano, in un comizio grottesco durato 3 ore.

Si spera ora in qualche presa di posizione forte di Papa Francesco per dare speranza a quel popolo ed incitarlo a resistere ai colpi della dittatura. Finora si è mostrato alquanto cauto, ma dovrebbe sapere più di altri, i danni gravi che il Chavismo ha prodotto sinora. Anche i guai nella sua Argentina, in combutta con il precedente Presidente Cristina Elisabeth Fernandez de Kirchner, fervente seguace del “Caudillo rosso sudamericano”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »