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L’Università di Sassari e l’orientamento

aprile 6, 2017 • Lavoro, z in evidenza

 

di Luigi Coppola –

Al via la quattordicesima edizione delle Giornate dell’Orientamento dell’Università di Sassari. La manifestazione volta a catturare l’interesse delle future matricole è iniziata il quattro aprile presso il polo didattico scientifico di via Vienna. Sono circa cinquemila i giovani visitatori, studenti di oltre quaranta Istituti di Istruzione Secondaria Superiore già accreditati e provenienti da tutta l’isola. Numerosi i ragazzi in arrivo in bus anche dal sud e dal centro dell’isola, soprattutto grazie al richiamo di due storici dipartimenti (già facoltà), eccellenze dell’ateneo sassarese: Agraria e Veterinaria.
Le giornate sono animate dalla presenza degli stand informativi dei dipartimenti di Ateneo che hanno organizzato una serie di eventi collaterali ben dettagliati con mappe e calendari sul portale istituzionale. Fra le migliori esposizioni risalta la presentazione delle iniziative internazionali dell’Ateneo. Un intenso esauriente workshop di pochi minuti allestito presso l’aula magna B del comprensorio e tenuto da alcuni brillanti studenti, smaglianti nella tshirt rossa d’ordinanza. I progetti di studio all’estero rappresentano il fiore all’occhiello per l’Università di Sassari che la vedono fra i primi posti nella speciale classifica degli atenei italiani. Una vocazione internazionale consolidata non solo nel più noto progetto Erasmus (registrato circa il 17% degli studenti sassaresi che lo hanno praticato su una media nazionale che gravita intorno al 7%) giunto al suo trentesimo anno di vita. I giovani speaker, testimonial in soggiorni esteri, hanno illustrato le opportunità del “Programma Ulisse”; uno strumento che ha fornito, sin dal 2011 ad oltre quattrocento studenti, la possibilità di svolgere un’esperienza di lavoro formativa in varie parti del mondo, acquisendo sul campo competenze inedite.
Una attività possibile grazie alla corretta fruizione dei fondi RAS, annualmente destinati all’ateneo sassarese a sostegno della mobilità internazionale dei suoi studenti. Nel biennio 2016/117 il budget di spesa per “Ulisse” è stato pari a trecentoventimila euro.
Le giornate di orientamento sono occasioni d’incontro e dialogo anche nel corpo docenti: professori che accompagnando i loro studenti, si confrontano con i colleghi di ateneo, un aspetto apparentemente scontato, quanto essenziale per la formazione dei futuri laureandi.
Nel corso della conferenza stampa inaugurale di metà mattina il Prorettore Vicario Luca Deidda ha diffuso i dati positivi e in controtendenza rispetto alla media nazionale che lanciano l’Ateneo sassarese in un ruolo inedito nello scenario accademico italiano.
Un incremento nel numero di iscrizioni pari al 13%, rispetto allo scorso anno. Un trand positivo trainato anche grazie all’apertura di due nuovi dipartimenti nello scorso anno (“Scienze e tecniche psicologiche dei processi cognitivi” e l’esclusivo corso di laurea interdipartimentale in “Sicurezza e cooperazione internazionale”) oltre la novità inserita quest’anno nell’offerta formativa per un totale di 53 indirizzi di laurea. Il corso di laurea magistrale in “Scienze dell’Alimentazione, Salute e Benessere dell’Uomo” è un percorso multidisciplinare che ingaggia i migliori ricercatori e docenti universitari di Sassari, disponibili nelle aree di Medicina e Agraria.
Le spiccate propensioni internazionali e inclusive sono state efficacemente illustrate dalla
delegata rettorale all’Orientamento, Rossella Speranza Filigheddu, e dalla collega Paola Pittaluga delegata alla Didattica. L’internalizzazione permea tutta la vita dell’Università sassarese non solo a beneficio degli iscritti sardi. Il flusso “in coming” riscontra presenze importanti grazie al successo di “Sardegna Formed”. Un progetto decollato nel 2015, sostenuto da vari partner istituzionali fra cui UNIMED, l’Unione delle Università del Mediterraneo.
Il protocollo mobilita gli studenti delle Università di Tunisi, Algeri e Rabat verso gli atenei sardi. In questo ambito sono oltre cinquanta gli studenti provenienti dall’area magrebina immatricolati ai vari corsi di laurea. L’aspetto inclusivo vive nell’accoglienza e nell’integrazione degli studenti che hanno ottenuto lo status di rifugiato politico in Italia.
Gli studenti con lo status di rifugiati attualmente iscritti all’Università di Sassari sono tre e provengono dall’Iran (corso di “Farmacia”), Costa d’Avorio (corso di “Sicurezza e cooperazione internazionale”), Mali (“Pianificazione e politiche per la città, l’ambiente e il paesaggio”).
Senza dimenticare l’assenza giustificata del Magnifico Rettore Massimo Carpinelli (recentemente eletto con il maggior numero di voti nel nuovo direttivo CRUI) impegnato in una missione istituzionale in Brasile, volta a stringere attività di cooperazione accademica in ambito scientifico e didattico con la Universidade de São Paulo, una delle più grandi Università dell’America Latina che conta circa 75.000 studenti iscritti.
L’orientamento per le “aspiranti matricole” si evolve ancora nel prossimo fine settimana con “Scienza in piazza”, costola di un progetto strategico in ambito UNISCO che rinsalda la già citata connessione tra Scuola e Università . Dal sei all’otto aprile presso il polo bionaturalistico di Piandanna l’azione comune di AIF (Associazione Insegnamento Fisica), SAT (Società Astronomica Turritana) insieme al prezioso lavoro di volenterosi docenti degli Istituti Superiori di Sassari metteranno in campo con gli studenti coinvolti il tema “I grandi della scienza”.

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