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Appendino: “Torino non è contro Israele”

aprile 5, 2017 • Agorà, z in evidenza

 

 

di Riccardo Ghezzi –

Milano, Torino, Napoli, Modena. L’offensiva del movimento antisionista Bds (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) è solo all’inizio ma si distingue per aggressività e capacità di infiltrarsi nei gangli istituzionali. La strategia ormai è chiara: conquistare il consenso all’interno delle amministrazioni locali, convincendo sindaci, assessori, consiglieri di maggioranza a sostenere iniziative, eventi, convegni organizzati dall’associazionismo palestinista e dai movimenti anti-israeliani. Con la retorica dei “diritti umani” e della “resistenza palestinese”, unita ai soliti feticci linguistici dell’occupazione e dell’apartheid, l’impresa non sembra impossibile. I palestinesi soffrono? E’ colpa di Israele. I territori contesi in Giudea e Samaria? Si tratta di occupazione illegale degli ebrei in Cisgiordania. Le intifade? Sono atti di resistenza contro gli invasori.

Deformazioni, manipolazioni, menzogne e diffamazioni contro Israele. Così il movimento Bds Italia ha conquistato la fiducia di sindaci che accettano di patrocinare eventi (come a Modena) o ospitano conferenze stampa nelle sale del comune (come a Torino), quando non dichiarano aperto sostegno alla causa (come a Napoli). Oppure l’adesione di consiglieri comunali del partito di maggioranza – Sumaya Abdel Qader (foto sotto) a Milano .

 

Sul sito L’Informale http://(http://www.linformale.eu/la-giunta-comunale-di-torino-da-oggi-collabora-con-il-movimento-bds/ è stata documentata l’anomalia di Torino: un convegno Bds spacciato per conferenza stampa di presentazione di una iniziativa benefica in una sala del  Comune, con il patrocinio della città di Torino.
Era presente anche il vicesindaco Guido Montanari. Recentemente, sulla vicenda è intervenuta il primo cittadino Chiara Appendino, assente all’evento, che ha tranquillizzato la comunità ebraica locale sostenendo che il convegno in questione fosse trasceso e che la sua giunta comunale si dissocia da qualsiasi interpretazione capziosa in chiave anti-israeliana delle vicende mediorientali, minimizzando anche il gemellaggio tra Torino e Gaza più volte sbandierato durante lo stesso evento nella sala del comune.

Il problema è che nella sala delle colonne, con il patrocinio del comune, è accaduto proprio questo: è stata fatta propaganda contro Israele. Si è parlato di apartheid, occupazione, colonizzazione, legge internazionale, crimini di Israele, addirittura il muro di protezione tanto esecrato è stato paragonato alle barriere del campo di Auschwitz. E’ mancato solo il riferimento al “genocidio”.
Insomma, le solite argomentazioni antisioniste, con le aggravanti della location, una sala del comune, e del patrocinio, oltre alla presenza di vicesindaco e presidente del consiglio comunale.
Il sito L’Informale, in un articolo del 22 marzo, ha riportato le dichiarazioni principali del vicesindaco e dei relatori, tra cui Patrizia Cecconi, presidentessa della onlus “Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese”, e Carlo Tagliacozzo del movimento Bds.
Cosa c’entrava il Bds e la propaganda antisionista con la presentazione di un’iniziativa benefica per sostenere le famiglie ospitate in un campo profughi palestinesi in Libano? Se l’è chiesto anche L’Informale è la risposta è scontata: Nulla.

 

Ai relatori, però, ha dato fastidio che venisse riportato quanto detto in quell’incontro. Patrizia Cecconi s’è scagliata contro gli “infiltrati sionisti” che “non hanno capito niente” ed hanno “riportato sciocchezze”. A farle eco l’ex assessore di Biella, Diego Siragusa, che ha contestato l’articolo de L’Informale condividendolo sul suo diario facebook, denunciando la presenza di un “sionista in incognito” che non si sarebbe nemmeno presentato e avrebbe scritto un “velenoso e volgare articolo”. Peccato che i virgolettati corrispondano letteralmente alle parole pronunciate dai relatori.


Scontata, quindi, la domanda finale che si pone L’Informale: perché parlare di infiltrati? Era un convegno Bds, oppure una conferenza stampa nel comune di Torino in cui veniva presentata un’iniziativa benefica? La seconda, in teoria. Ma nelle conferenze stampa di presentazione di iniziative benefiche non ci sono infiltrati, chiunque potrebbe partecipare.
Cecconi e Siragusa, però, non la pensano così. E, come altri, evidentemente ritengono che ogni tentativo di ostacolare e documentare la violenza, sia pure senza armi, del movimento Bds, illegale in altri paesi d’Europa, sia “censura”.

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