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Se l’America con Trump diventa il faro del regresso

febbraio 5, 2017 • Mondo, Uncategorized, z in evidenza

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di Matteo Cresti –

Cosa sta succedendo all’America? È la domanda che dopo l’elezione di Trump e soprattutto dopo il suo insediamento, sta torturando le menti di molti.
Perché gli Stati Uniti d’America non sono solo uno stato tra gli altri, un alleato dell’Europa e dell’Italia, ma sono ancora una superpotenza capace di mobilitare armi e armamenti, soldi e interessi, ideali e progetti. I progressisti di tutto il mondo hanno guardato all’America come al faro del progresso, non solo industriale ma anche morale. Ecco perché non si capisce come oggi gli Stati Uniti si siano ridotti a questo punto.

Trump ha vinto facendo leva sul malcontento della classe bianca operaia che ha perso il lavoro durante la crisi, o che comunque ha visto ridursi notevolmente il suo potere d’acquisto. Una classe operaia che non ha visto i benefici della ripresa economica, anzi ha “beneficiato” dell’acuirsi del divario tra ricchi e poveri.
Certo Trump non ha molto interesse per quella classe operaia, e lo sta dimostrando con la sua volontà di cancellare l’ObamaCare, che garantiva l’assistenza sanitaria proprio ai suoi stessi elettori. Sembra che per governare adesso abbia bisogno di dare un contentino a tutti coloro che lo hanno sostenuto.

Agli operai il muro al confine con il Messico, così nessuno verrà più a portargli via il lavoro. E adesso è venuto il momento dei conservatori cristiani, i cui predicatori si scagliano con veemenza contro contraccezione, aborto, eutanasia e matrimoni omosessuali.
Sembra questa la logica seguita da Trump nella nomina del nuovo giudice costituzionale: il non ancora cinquantenne Neil Gorsuch. In una cerimonia in stile reality show, con tutto lo staff e la famiglia riunito, Gorsuch e l’altro papabile Thomas Hardiman si sono presentati a Washington. E come in una finale di Miss Universo, è stato proclamato il vincitore.

Gorsuch è un esponente della destra religiosa e conservatrice. Il degno erede dell’italo-americano Scalia, morto quasi un anno fa in circostanze non proprio chiarissime (era in una specie di Resort dove si organizzano batture di caccia in stile safari, e alcuni hanno sostenuto che fosse stato ucciso, mentre altri che ad ucciderlo fosse stato ben altro). Scalia è stato uno dei giudici più conservatori e di destra che si siano visti negli ultimi decenni. Le opinioni alle sue sentenze, ultimamente quasi sempre in netto dissenso, erano intrise di richiami a visioni religiose.

Più e più volte si era espresso per una visione “originalistica” della Costituzione: essa va interpretata alla lettera, senza troppe interpretazioni e elaborazioni.
Per questo si era detto contrario anche all’estensione del matrimonio alle coppie omosessuali, perché spettava al parlamento e non alla Corte Suprema decidere su questioni di contenuto rilevanti.
Gorsuch ha esplicitamente dichiarato di porsi su questa linea. La sua precedente carriera, e le sue precedenti sentenze, non fanno però sperare niente di buono. Molto vicino agli ambienti religiosi, si è espresso a favore dell’obiezioni di coscienza per motivi religiosi nelle imprese private.

La causa era quella di alcune lavoratrici che chiedevano ai propri datori di lavoro (la catena Hobby Lobby Store) il rimborso degli anticoncezionali, come previsto dall’ObamaCare, la catena invece si rifiutava adducendo motivazioni religiose.
Dire che un privato può rifiutare delle prestazioni ai propri dipendenti su convinzioni religiose, significa anche dire che lo può discriminare e licenziare per questo motivo. Ci ricordiamo tutti le polemiche di qualche mese fa sui bagni per i transgender, o quelle sugli esercenti commerciali che si rifiutavano di vendere prestazioni alle coppie omosessuali.

Gorsuch è anche famoso per aver scritto un libro nel 2006 contro eutanasia e suicidio assistito. Sicuramente è il libro è piaciuto molto ai cattolici e alle confessioni cristiane conservatrici. In esso si difende una concezione delle sacralità della vita, della vita come bene intrinseco e non disponibile, si utilizza una versione del principio del duplice effetto (la distinzione tra un effetto solo previsto, e uno previsto ed inteso, molto cara alla dottrina cattolica), e del principio di precauzione (per cui anche se approvassimo una legge sull’eutanasia essa sarebbe pericolosa perché alle volte non sapremmo se la persona desiderava o meno morire).

Il fatto che sia così giovane, e che due dei membri della Corte Suprema siano invece abbastanza anziani, fa credere che per decenni si sentirà l’influenza di Trump (infatti i giudici sono nominati a vita).
Ma altre indiscrezioni trapelano da Washington. Sembrerebbe infatti che Trump stia per firmare un ordine esecutivo in cui si consente l’obiezione di coscienza per motivazioni religiose, proprio quello che sosteneva Gorsuch.
L’ordine andrebbe a colpire soprattutto donne e omosessuali. Le prime vedrebbero diminuire il loro diritto alla contraccezione e all’aborto, mentre gli omosessuali a vedersi riconosciuti il diritto ad una vita familiare e alla protezione sul lavoro.

Sembrano finiti i tempi in cui l’America era il sogno di tutti, quando l’Albertone nazionale nella periferia romana scimmiottava i costumi di oltre-oceano perché erano cool (anche se qualcuno anche in Italia vorrebbe proprio imitarli). L’America da paradiso di chi cerca fortuna e porto di accoglienza per la diversità, rischia di divenire il luogo della chiusura, della discriminazione e dell’isolamento. Altro che grande balzo in avanti, sembra un grande balzo indietro.
Non resta da sperare che l’opposizione sia feroce, e con Gorsuch sicuramente lo sarà. Perché i gesti di Trump non hanno influenza solo sulla nazione americana ma su tutti quanti noi.

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