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Sentenza della Consulta Costituzionale e socialisti anti-Italikum

gennaio 25, 2017 • Articoli, Comunicati Stampa

di Felice Besostri –

La guerra contro le liberticide leggi elettorali che, sotto l’alta guida del loro comandante in capo, i socialisti italiani, inferiori per numero e per mezzi, iniziarono nove anni fa contro le armate del Porcellum e che, con fede incrollabile e tenace valore, condussero per più di 100 mesi, è vinta. La gigantesca battaglia ingaggiata lo scorso anno, ed alla quale prendevano parte migliaia di socialisti e democratici indomiti, contro l’Italikum e le preponderanti forze renziane, è finita.

La fulminea e arditissima udienza di ieri e la sentenza della Corte Costituzionale, hanno sbarrato le vie della ritirata alle armate avversarie, travolte ad occidente dai socialisti dei reggimenti del Gruppo di Volpedo, ad oriente dalle compagnie dei socialisti del triveneto e dell’Emilia, al centro ed al sud dai reggimenti dei guastatori socialisti, ed ha determinato lo sfacelo totale del fronte avversario. Dal Monte Bianco a Trieste, dalla pianura padana alla Sicilia, l’irresistibile slancio dei socialisti e dei democratici italiani sta ricacciando indietro gli avversari in rotta, resistono solo alcune sacche di indomiti del maggioritario.

Dalla capitale d’Italia il comando in capo dell’esercito dei socialisti lancia l’ordine di procedere senza indugi nella lotta in campo aperto, anelante di ritornare sulle posizioni che i socialisti già occupavano e che mai aveva considerate perdute.

L’Esercito avverso, nell’accanita resistenza dei primi giorni dopo la sconfitta al referendum del 4 dicembre, ha subito perdite gravissime e nella ritirata sta perdendo quantità ingenti di materiali di ogni sorta. I resti di quello che fu uno dei più potenti partiti italiani risalgono in disordine le valli che avevano discese con tanta orgogliosa sicumera.

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La Corte Costituzionale ha bocciato il ballottaggio previsto dall’Italicum, la legge elettorale in vigore alla Camera, e ha modificato il meccanismo delle pluricandidature, che permettevano ai capilista di presentarsi in più di un collegio e scegliere successivamente dove essere eletti. Ha invece mantenuto il premio di maggioranza, che garantisce il 55 per cento dei seggi alla lista che raggiunge la soglia del 40 per cento. La Corte ha quindi trasformato l’Italicum in una legge proporzionale corretta da un ampio premio di maggioranza e ha specificato che la legge è immediatamente applicabile. Nelle prossime settimane la Corte pubblicherà le motivazioni della sentenza, che probabilmente conteranno ulteriori informazioni e indicazioni. Da oggi l’Italia ha ufficialmente in vigore due leggi elettorali, una per la Camera e una per il Senato, che sono entrambe il frutto di interventi della Corte Costituzionale su leggi precedentemente approvate dal Parlamento.

Ecco i punti sui quali si è pronunciata la Consulta:

Stop al ballottaggio, ok a premio di maggioranza – La corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il ballottaggio previsto dall’Italicum, la legge elettorale in vigore dal luglio 2016 ‘impugnata’ da un pool di legali in qualità di cittadini elettori. E’ stato invece giudicato legittimo il premio di maggioranza che la legge attribuisce al partito che supera il 40% dei voti.

Non opzione ma sorteggio per capolista eletto in più collegi – La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la disposizione dell’Italicum che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d’elezione. Bocciata la possibilità di opzione per il capolista eletto in più collegi, residua il criterio del sorteggio. E’ quanto ha deciso la Corte Costituzionale sull’Italicum. “A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalità, sopravvive comunque, allo stato, il criterio residuale del sorteggio previsto dall’ultimo periodo, non censurato nelle ordinanze di rimessione”.

I rilievi su questi aspetti erano contenuti in cinque ordinanze giunte dai tribunali di Messina, Torino, Perugia, Genova e Trieste.

“Un buon risultato anche se si poteva fare di più”. Questo, da Torino, il commento ‘a caldo’ di Roberto Lamacchia, uno degli avvocati del comitato che ha convinto il tribunale del capoluogo piemontese a rivolgersi alla Corte Costituzionale per un vaglio dell’Italicum. “Ha prevalso – spiega Lamacchia – il concetto del valore della rappresentanza dei cittadini e l’importanza del loro voto. Forse si è persa l’occasione per affossare definitivamente una legge che a nostro avviso era antidemocratica. Ma tutto sommato è un risultato positivo”.

altre fonti: Ansa

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