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Gli affanni delle banche russe

dicembre 8, 2016 • Economia, z in evidenza

 

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Redazione –

Un articolo apparso il 22 novembre su Moskovskij Komsomolets, giornale che vende 700000 copie nella regione di Mosca, sostiene che il sistema bancario russo è allo stremo e molte banche stanno fallendo. La Russia ha un sistema di assicurazione dei depositi in caso di fallimento della banca, chiamato DIA. Secondo dati forniti dal DIA, fra il 2004 e il 2009 l’ente aveva ricevuto 72400 domande di pagamento da parte di risparmiatori che non potevano ritirare i loro soldi dalle banche in cui li avevano depositati, mentre dal 2010 a fine ottobre 2016 ne ha ricevute ben 2,7 milioni!

La BBC ha indagato sul campo e alcuni risparmiatori intervistati hanno detto che il DIA non paga più, perché non accetta i documenti che i risparmiatori hanno in mano, ma vuole vedere i registri della banca, registri che spariscono quando una banca fallisce.

La situazione sembrerebbe grave, ma non si capisce quanto lo sia davvero e quanto venga gonfiata per motivi politici. L’autore dell’articolo è noto per essere un sostenitore di elezioni anticipate che diano a Putin il mandato di cambiare la costituzione e avere più ampi poteri in tutti i campi.

La Banca centrale russa chiude sovente le banche d’autorità quanto rileva comportamenti scorretti verso i risparmiatori o attività di riciclaggio di capitali illegali: ne ha chiuse 24 nei primi 10 mesi del 2016, attivando il DIA per liquidare i depositi dei risparmiatori.

Pare però che siano in difficolta tante banche ‘normali’, per mancanza di liquidità. Il sistema economico e finanziario russo dipende in larga parte dal mercato dell’energia, perciò è in difficoltà per i bassi prezzi di mercato dell’energia negli ultimi anni.

La situazione dovrebbe migliorare il prossimo anno, perché pare che la crisi globale abbia toccato il suo punto più basso e ora inizi una cauta e lenta ripresa, che porterà all’aumento della domanda globale e a un primo aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia.

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