MENU

Quando la stampa manipola la scienza. Il caso del report su Sessualità e Genere

ottobre 21, 2016 • Sui Generis, z in evidenza

4306-0-1152873420-k6nd-u431908145796139ke-1224x916corriere-web-sezioni-593x443

 

di Matteo Cresti

La Nuova Bussola Quotidiana, giornale ormai noto ai lettori di Caratteri Liberi, è il protagonista di questa vicenda. In un articolo del 20 ottobre, a firma di Tommaso Scandroglio, il giornale titolava: “’Gay non si nasce’, bufera su scienziati onesti”.
Il caso è quello di un Report su sessualità e genere pubblicato sul numero 50 del giornale scientifico The New Atlantis, in cui si faceva un accurato studio sulla letteratura in merito ai problemi concernenti l’orientamento sessuale, l’identità di genere e i problemi di salute delle persone lgbt. Il lungo articolo, più di 130 pagine è a firma di Lawrence Mayer e Paul McHugh.
Scandroglio fa sostenere ai due ricercatori la tesi che omosessuali non si nasce. Ma i due scienziati dicono una cosa ben diversa: “Sebbene l’orientamento sessuale non sia una scelta, non ci sono nemmeno evidenze scientifiche a supporto della tesi che l’orientamento sessuale sia una proprietà biologica fissa e innata” (p.13). Lo studio dice semplicemente che al momento non ci sono prove, non che sicuramente non ci sono prove a sostegno di questa tesi, o che la tesi è falsa. Aggiungono poi che sicuramente l’orientamento sessuale non è una scelta.
Quello che gli scienziati fanno notare è che esiste un problema definitorio di che cosa si intenda per orientamento sessuale e stimolo eccitante. Infatti ci si può riferire all’orientamento sessuale in base all’identità che il soggetto si attribuisce, al comportamento sessuale, o all’attrazione che esperisce. Un soggetto potrebbe provare attrazione sessuale per persone del proprio sesso, ma avere comportamenti sessuali di tipo eterosessuale (quegli omosessuali che si facevano un “famiglia di facciata”), oppure può avvenire il contrario (si pensi agli studi socio-antropologici sui marinai e i carcerati, che sperimentavano comportamenti omosessuali in mancanza di individui del sesso opposto). Questo sta alla base delle discordanze tra i diversi studi, perché categorizzano i soggetti in etero, omo e bisex in base a criteri differenti.
In ogni caso escludere i geni dalle radici dell’orientamento sessuale non significa dire che l’orientamento è una scelta, esistono tante altre cause fisiche, sociali, culturali, ambientali che possono essere prese in considerazione. Il duo suggerisce infatti, che le radici dell’orientamento sessuale siano composite. Si tratta di un unione di tante concause, dai geni, agli ormoni materni durante la gestazione, esposizione ad altri fattori naturali e sociali e le esperienze di vita. Lo stesso discorso può essere fatto per il fenomeno del transgenderismo.
I due concludono la parte riguardo all’orientamento sessuale scrivendo che non è necessario per vivere felici sapere se si è nati in questo modo oppure no, ma che “Dobbiamo considerare quale sorta di comportamento –sia sessuale che di qualsiasi altro tipo- tenda a condurre alla salute e alla realizzazione della propria vita, e quali tipologie di comportamento tendando a danneggiarli” (p.58). Che importanza ha sapere se si è nati gay, se la causa è nei geni, o negli ormoni? L’importante è cercare di essere felici per quello che si può. Se si abbandona la visione tradizionale del mondo, quella che Scandroglio ci propina, per cui la sessualità serve ad una sola cosa: a riprodursi, e tutto il resto è peccato, e si abbraccia invece una visione centrata sull’amore e la progettualità di una vita insieme, ecco che non fa più differenza l’orientamento sessuale. Anche se essere gay fosse una scelta, perché dovrebbe essere la scelta sbagliata?
La seconda parte dello studio è dedicata alla comparazione tra il tasso di morbilità tra la popolazione lgbt e quella eterosessuale. Scandroglio sembra sostenere che essere gay è indice di una maggiore predisposizione alle malattie, specialmente depressive, e che sarebbe correlato ad un maggiore tasso di suicidi. Qualche mese fa una posizione analoga venne espressa da un  prelato http://caratteriliberi.eu/2015/08/25/in-evidenza/la-salute-dei-gay-secondo-santa-madre-chiesa/ essere gay è sbagliato e infatti i gay si suicidano di più e hanno più problemi di depressione. Qui si confonde la correlazione statistica con la relazione causale. È sicuramente vero che i gay sono più propensi a questo tipo di condizione, ma forse perché la società non li accetta e devono subire discriminazioni e violenze?
È vero come dice Scandroglio che l’articolo ha suscitato grandi proteste nell’università da cui provengono i due studiosi, ma forse non per colpa di quello che gli “onesti scienziati”, come lui li chiama, hanno detto, ma per colpa dei disonesti giornalisti che invece di leggersi 130 pagine di letteratura scientifica, leggono un abstract e qualche citazione, puntando al sensazionalismo o tirando dalla propria parte quello che i poveri ricercatori hanno detto. Forse che la bussola gli si sia rotta?

Print Friendly, PDF & Email

Comments are closed.

« »