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“Proteggere i bambini e adolescenti LGBTI”, convegno nazionale Rete Lenford

ottobre 11, 2016 • Sui Generis, z in evidenza

 

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di Matteo Cresti

Si è concluso sabato il convegno nazionale di Rete Lenford avvocatura per i diritti LGBTI. Una due giorni intensa e stimolante che ha avuto come tema la tutela dei bambini e adolescenti LGBTI.

In genere siamo abituati a parlare di “minori”, un’etichetta che si applica sia al neonato che all’adolescente che sta per compiere diciotto anni. Nulla di più diverso, eppure entrambi vivono in una stessa situazione in cui non hanno acquisito la piena disposizione di loro stessi e dei propri diritti.
Questo il punto di partenza del convegno: i minori non sono tutti uguali, e si dovrebbe riconoscere il loro diverso status a seconda della competenza e della capacità decisionale.

Invece da “minori” diventano “minorati”, sono considerati soggetti incapaci e incompetenti, che non hanno il diritto di scegliere su nessun ambito della propria vita.
Oltre ad essere degli inferiori culturali, sono anche soggetti puri e privi di ogni sessualità, come se Freud non fosse mai esistito. La loro voce va ascoltata, e quando dimostrano competenza, maturità intellettuale, e capacità decisionale deve essere loro concessa la possibilità di decidere in modo autonomo.
È impensabile che la maturità necessaria per compiere scelte su se stessi e il proprio corpo si sviluppi in un sol giorno, essa è un processo, ed eventi e condizioni importanti possono accelerare la sua acquisizione.

Incominciare a differenziare i minori in bambini e adolescenti può aiutare a comprendere che essi hanno uno status diverso, che sono capaci di esprimere interessi e preferenze, che hanno esigenze e diritti che devono essere tutelati. Così deve essere tutelata anche la loro autonomia, o la possibilità di decidere sul proprio corpo in modo autonomo.

Tutelare i bambini e gli adolescenti a scuola, dove il bullismo, l’omofobia e la transfobia uccidono e fanno male non solo nel corpo, ma anche nello spirito. È infatti dimostrato che un ragazzo che vive in un contesto scolastico non favorevole abbia più difficoltà nell’apprendimento e nel rendimento scolastico.
Tutelare i transgender, garantendo loro l’accesso al cambiamento anagrafico senza obbligatoriamente sottoporsi ad un intervento chirurgico di riassegnazione, l’accesso agli ormoni bloccanti, che impediscono lo svilupparsi delle caratteristiche sessuali secondarie del proprio sesso biologico, e agli ormoni per lo sviluppo di quelle del genere d’elezione.

Spesso la percezione di quello che si è e non si è sorge molto presto, e allungare i tempi per l’accesso agli strumenti per la transizione può causare più sofferenza di quella necessaria.
Tutelare i bambini intersessuali, garantendo loro la propria integrità corporea, impedendo operazioni chirurgiche e interventi medici spesso non necessari, a solo scopo estetico, che li deturpano, li sterilizzano, rendono loro impossibile provare piacere, restituendogli un corpo pieno di cicatrici e che ha continuo bisogno di interventi medici, un corpo che prima era sano.

Tutelare coloro che più hanno bisogno di difesa. Ragazzi e ragazze vittime di famiglie e frequentazioni che non li accolgono, vittime di paesi in cui l’omosessualità è reato, e che cercano una speranza sui nostri lidi. Tutelarli anche dalla politica e dai media, che spesso li strumentalizza per spingerli a combattere battaglie che invece dovrebbero essere gli adulti a combattere.
Un convegno pensato per giuristi e avvocati, che devono confrontarsi con problemi concreti, ma anche per chi fa un altro mestieri, che è riuscito a far comprendere come molta strada sia stata fatta, ma ancora molta sia da fare.

Un convegno che si è tenuto in una città e in una regione non particolarmente inclusiva. Una città che ricordiamo per l’inutile quanto dannosa polemica sui “libri gender”, libri che parlavano di inclusione di tutte le minoranze e diversità, e che invece sono stati etichettati come libri “omosessualisti” che volevano “convertire i bambini all’ideologia gay”.
Una città in cui anche questa volta qualcuno ha avuto da ridire che arrivano di nuovo i gay, nuovi barbari, a fare propaganda, mentre altri giravano lo sguardo dall’altra parte. Tuttavia le persone LGBTI esistono, e hanno dei diritti, e anche da giovani hanno necessità a cui bisogna rispondere.
Presto il video dell’intera conferenza sarà disponibile sul canale You Tube dell’associazione.

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