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L’Università di Sassari in dialogo con Boeri

settembre 25, 2016 • Lavoro, z in evidenza

 

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di Luigi Coppola –

Tito Boeri inaugura l’anno accademico all’Università di Sassari.

Con una lectio magistralis su «Il lavoro futuro», l’economista Tito Boeri, presidente dell’INPS dal febbraio 2015, ha inaugurato il 455° anno accademico dell’Università di Sassari.
La cerimonia celebratasi nell’Aula Magna nella mattinata del 23 settembre è stata preceduta da un breve incontro con la stampa locale. Boeri ha anticipato i temi salienti del suo intervento legati indissolubilmente al nuovo mercato del lavoro senza celare un forte segnale di discontinuità culturale nel suo mandato istituzionale alla guida del primo ente di previdenza nazionale.

“Spesso, nei vari incontri, qualcuno mi dice: – fra poco sarò suo cliente -, riferendosi all’uscita dal lavoro.
Niente di più sbagliato. L’INPS vive dei soldi dei lavoratori e deve erogare servizi ai lavoratori e ai giovani che cercano di entrare nel mondo del lavoro”. Da questo principio, evolve l’impegno a sdoganare ataviche concezioni legate, almeno a livello prioritario nelle agende dei politici, agli assegni di quiescenza. In Italia mediamente vicini all’ottanta per cento dell’ultimo reddito pro capite percepito nel lavoro attivo. Fermi fra il quaranta e cinquanta per cento negli altri paesi europei, ovviamente ancorati in altri contesti economici e con applicazioni previdenziali diverse.

Il docente bocconiano smonta con decisione un altro mito, il polo manufatturiero. Nettamente in declino in tutti gli stati economicamente avanzati del mondo e delocalizzato in altre realtà dove il costo della mano d’opera (non qualificata) tende a zero.
Sul lavoro futuro, destinato ai giovani, la relazione in Aula Magna risponde a quattro domande essenziali.
Alla prima, “chi crea lavoro?” , Boeri, fortemente a suo agio nel relazionarsi con gli studenti, presenta una lista di discipline che non si limita alle innovative legate alla I.T. o ai software della rete Internet. Nel paniere dei saperi essenziali rientrano la clean-tech, la robotica, oltre una manifattura avanzata. Ciò che potrà apparire scontato è importante da ribadire circa le nuove competenze richieste: tutte quelle che richiedono un uso intensivo del capitale umano.
Circa la geografia del lavoro, dati oggettivi alla mano, la domanda più forte è chiaramente presente nei cluster europei prossimi alla ricerca scientifica attiva. Dove sorgono i principali atenei universitari collegati alle imprese, forti di maestranze di alta specializzazione.
In tale contesto l’Italia rimane indietro sul nuovo lavoro proprio per l’assenza di questi distretti di dimensione europea. Unitamente al basso investimento nel capitale umano, allo scarso training impegnato sui luoghi di lavoro, alle troppe lauree proposte in settori improduttivi. Con una immigrazione che funziona al contrario: giovani cervelli in uscita e soggetti con bassa scolarità in entrata
. Sul dibattito contemporaneo circa l’opportunità di stare in Europa, Boeri non batte ciglio. “L’Europa è per i giovani, chi può muoversi deve farlo.
Purtroppo oggi questa libera circolazione del lavoro è compromessa dalle paure legate alla immigrazione Che favoriscono movimenti populisti e il ripristino delle frontiere”.
Rispetto a tutte le buone intenzioni permangono per chi un lavoro ancora lo possiede, tutte le criticità che si prospettano nei sopravvenuti cambiamenti. Basti pensare ad esempio, all’impresa del ricongiungimento dei contributi previdenziali esistente nel sistema nazionale.

Boeri ha avanzato su questi temi la proposta dell’INPS di un numero di sicurezza sociale europea, un modo per coordinare le informazioni tra sistemi di protezione sociale di diversi paesi europei a tutela dei lavoratori. La cerimonia è stata introdotta dal saluto del Magnifico Rettore Massimo Carpinelli che ha segnalato il forte rinnovamento dell’offerta formativa dell’Ateneo. Caratterizzata da 4 corsi di laurea internazionali e dal raggiungimento di una sostenibilità virtuosa in termini economici e finanziari. Trenta secondi netti di intensi applausi per Michela Loi, delegata degli studenti nel cda dell’ateneo.
“Quando penso all’Università e a cosa dire, immagino sempre una pietra ed un cuore” – ha esordito la Loi. Che, ricordando gli straordinari target raggiunti nell’ateneo di Sassari (primo posto in Italia per l’internazionalizzazione e terzo nella classifica dei medi atenei, nella classifica Repubblica – Censis), non si è risparmiata nel ricordare, con cordiale efficacia, alla schiera dei politici locali, seduti nelle prime fila, l’indecente situazione delle rete infrastrutturale dell’isola. Resa ancor più drammatica dall’azzeramento dei collegamenti internazionali sullo scalo di Alghero. Con il concomitante aggravio del penoso sistema di collegamento interno su gomma.

Nulla è stato invece detto sul versante pensionistico e sul fatto che un dipendente dopo 40 anni e oltre di lavoro debba fare un mutuo ventennale con la banca per avere una pensione cui avrebbe già diiritto, dopo che è stata alzata l’età pensionabile e poi il lavoratore sia costretto a pagare ulteriormente per avere quanto già versato durante gli anni di lavoro. Il Buon 455esimo anno accademico è davvero un impegnativo auspicio.

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