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Parigi, “Lo travail”, la mobilitazione continua

settembre 18, 2016 • Lavoro, z in evidenza

 

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di Loredana Biffo –

Dopo una breve pausa ad agosto, una nuova mobilitazione è in atto in Francia per contrastare la legge sul lavoro voluta dal governo, la protesta è ripresa irrompendo sulla scena a Parigi.
I sindacati CGT, FO, FSU, UNEF, UNL E FIDL si sono opposti chiamando i francesi quattordicesima giornata di mobilitazione (contando il 1 Maggio scorso), contro la legge El Khomri  adottata il 21 luglio. Il testo di legge è stato promulgato e secondo i suoi detrattori deve essere ritirato senza condizioni. Sono state chiamate allo sciopero di ieri i lavoratori della funzione pubblica, la posta, la SNCF, il RATP, Air France, controllori aerei e parte dei lavoratori dello spettacolo.

Il testo sul lavoro, adottato definitivamente il 21 luglio dal Parlamento, dopo un terzo ricorso del governo all’articolo 49, capoverso 3, della Costituzione che permette un’adozione senza dibattito né voto, promulgato da Hollande e pubblicato sulla Gazzetta il 9 agosto non è andato giù ai francesi che sono determinati a chiederne lo stralcio, in particolare sulla parte che riguarda il tempo di lavoro che permetterebbe alle imprese di adattarlo alle loro esigenze organizzative

Un scadenzario pubblicato alla Gazzetta ufficiale recentemente prevede che la grande maggioranza degli emendamenti vengano ritirati in ottobre, i più screditati: sul tempo di lavoro, gli accordi offensivi che permetteranno alle imprese di modificare la loro organizzazione per il miglior profitto, ed il referendum in impresa. La famigerata pubblicazione del controverso articolo sull’inversione della gerarchia delle norme in materia di tempo di lavoro, che premia gli accordi di impresa sugli accordi di ramo, è quella più attesa dalle aziende che ne temono lo slittamento alla fine dell’anno, mentre le parti sindacali ne chiedono lo stralcio.

People clash with riot police during a demonstration against the French government's proposed labour reforms on April 28, 2016 in Lyon, southeastern France. / AFP PHOTO / PHILIPPE DESMAZES

Il combattimento è tutto sul piano giuridico, dopo 5 mesi di mobilitazioni con tanto di violenze da parte delle forze dell’ordine. Un manifestante di 46 anni è stato raggiunto da una granata lacrimogena partita da vicino e ha perso un occhio stando al referto medico, altri manifestanti sono stati feriti oltre ad alcuni poliziotti.
Una foto presa dal fotografo NnoMan dopo l’impatto  mostra una pozzanghera di sangue e, tutto accanto, un pezzo di tubo di una granata lacrimogena. Gli ospedalieri coi loro sindacati che erano presenti alla manifestazione hanno potuto sul posto constatare l’estrema violenza poliziesca che si è scatenata contro i manifestanti. Secondo il sindacato CGT dopo l’ospedalizzazione dei manifestanti  ha dichiarato che si è trattato di una violenza  senza precedenti.

Diversamente dalle volte precedenti non è ancora stata fatta alcuna riunione intersindacale per decidere sul futuro del movimento. Le misure che scatenano il malcontento riguardano i tempi di lavoro e il licenziamento, queste non sono ancora state esaminate dal Consiglio Costituzionale in agosto. La discussione verte sul fatto che legge El Khomri violerebbe la convenzione dell’organizzazione delle Nazioni unite, particolarmente sulla domanda della libertà sindacale. 

 

 

 

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