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Patriottismo all’italiana, tutti contro Charlie

settembre 2, 2016 • Agorà, z in evidenza

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di Loredana Biffo –

In seguito alla pubblicazione della vignetta di Charlie Ebdho sul terremoto in Italia, s’è scatenata l’indignazione a furor di popolo. Naturalmente nessuno è più Charlie, e quelli che già non lo erano rimarcano orgogliosamente di non esserlo mai stati.

Per non parlare di coloro che “si fanno un travaso di bile” dicendo che questi francesi dovrebbero scrivere e far satira sul loro ventre molle invece di deridere le vittime del terremoto. Avranno qualche problema di memoria, perchè questi fecero una vignetta da brivido sulla mancata sicurezza nell’attentato di Nizza (vedi foto),  “eh ma quella non è offensiva per le vittime” – questo è il mantra che ripetonono  (sic!) e giù a disquisire sulla probità e qualità del disegno, salvo l’aver compreso compreso nè il contenuto nè il bersaglio della satira.

Ma si sa, l’Italietta dell’ipocrisia non si indigna per il fatto che la gente muore sotto le macerie a causa di stragi annunciate in un paese altamente sismico che è alla berlina del mondo per il fatto che fior fior di ingegneri progettano sistemi antisismici che vengono poi venduti al Giappone.

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Proprio dal Giappone è arrivata la considerazione che da loro un sisma di queste dimensioni è nella norma, nel paese del sol levante e che non provocherebbe danni perchè “loro” si sono attrezzati.

Ma tant’è che il patriottismo all’italiana emerge rigurgitando la bile di cui è composto, inondando il web di insulti e auguri di sparatorie allo spudorato giornale satirico francese, con tanto di “se l’è cercata”, riferito all’attentato che ne ha decimato la redazione che ora ha cambiato sede e vivono blindati sotto scorta con annessa una “stanza antipanico”.  Erano tutti Charlie, perché c’era Maometto lì. Perché in Italia Dio che veniva posseduto dal profeta non l’avevamo visto, perché non era nostro il sangue su cui si rideva. Perché quando gli bruciavano la redazione non muovevamo un dito, ipocriti inquilini dei sepolcri imbiancati.

Oggi qualche illuminato patriota inneggia persino all’Isis. Perché in quel giornale hanno scritto una battuta sul terremoto (“morte 300 persone in un terremoto in Italia, ancora non si sa se abbia urlato Allah Akbar prima di tremare”) e hanno fatto una vignetta dura che mostra tre effetti del terremoto come fossero un menù: un ferito fasciato e sanguinante diventa “penne al sugo”, un uomo ustionato e pieno di escoriazioni è “penne al forno”, cadaveri sotto strati e strati di macerie, “lasagne”.

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Per Charlie Hebdo quelli sono i piatti, le pietanze in cui mangeranno le cricche. Il più classico “magna magna” italiano. Battuta che facciamo sempre ma che non si dica dall’estero, questi francesi pensassero alle loro magagne (sic!).

Forse sfugge a molti che siamo noi popolino l’oggetto della derisione (o forse è proprio questa accusa di connivenza con un potere corrotto che suscita l’ira e l’orgoglio falsamente nazionalista), non i morti e se non si è in grado di capire la satira, allora non ci si deve stupire di nulla, nemmeno di quanto questo paese sia caduto in basso.

Un paese che ha inneggiato al Duce e poi lo ha impiccato; ha assistito alla barbara uccisione di Pasolini, bistrattato da tutti e oggi sulla bocca dei più che oggi usano le sue poesie, opere e film per farsi i gargarismi. La nostra indignazione che si pesa un tanto al kilo, proprio come la pastasciutta che tanto amiamo. Ma tanto è sufficiente un Sms di donazione per metterci a posto la bile, poi tutto ritornerà alla normalità e i paesi distrutti faranno la fine che sappiamo. Intanto però abbiamo il bersaglio Charlie che ci distoglie dal prenderci qualche responsabilità, che fortuna …

Al di là dell’indice di “sgradimento” che i perbenisti politycal correct possano avere, il giudizio draconiano non deve intaccare la libertà di satira ne tanto meno di vita di chi disegna o  scrive. Perchè oggi quella aggiunta di sale può disgustare il nostro raffinato palato borghese, ma domani disgusterà quello di qualcun altro, e dire frasi che incoraggiano la violenza contro di loro è da irresponsabili, per usare un eufemismo. A nessuno è venuto in mente di paragonare l’offesa alla vignetta molto discutibile sulla cellulite del Minsitro Boschi o quelle fresche di questi giorni sulla “donna fattrice” in perfetto stile fascista. Strano paese l’Italia, sempre più indifendibile.

Oggi più che mai, in nome della libertà – anche di critica – a patto che si accendano i neuroni, ci schieriamo dalla parte di Charlie, e della facoltà di giudicarlo nel valore artistico, ma non certo in quello di esistere.

Pochi giorni fa sono stata al cimitero di Père-Lachaise a Parigi, e davanti alla lapide di Bernard Verlhac, il pensiero è andato al giorno dell’assalto sanguinoso, mentre tutti piangevano i maestri della matita e della satira, celebrando l’eroismo di un direttore che ha tentato disperatamente di salvare i suoi disegnatori e redattori, non è stato possibile non tornare a chiedersi come e quanto sia follemente arrogante chi sostiene che si possa uccidere per la parola o la satira. A tal proposito è sempre opportuno ricordare che molti vivono sotto scorta – spesso lontani dal loro paese – per aver commesso il “reato di opinione”. Mala tempora.

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2 Responses to Patriottismo all’italiana, tutti contro Charlie

  1. Giuseppe Pascolini ha detto:

    Ecco un’altra persona che ritiene di essere più intelligente degli altri. Se permette, la gente ha il diritto di essere a favore di chi gli pare quando questo signor ” chi gli pare” dice una cosa che condivide, contro quando dice una cosa che non condivide. Oppure Lei è contro il libero arbitrio? Aver mostrato indignazione quando gli islamici hanno ammazzato alcuni redattori della rivista non significa aver sposato le posizioni del giornale. Questa loro è stata una stupidaggine, se non peggio, e difenderli, non si offenda, è stupido.

    • Francesco Urbani ha detto:

      Signor Giuseppe Pascolini, trovo il suo commento a dir poco inutile dato che non argomenta le sue ragioni in nessun modo se non insultando. Se deve fare discorsi da bar le consiglio di unirsi al populismo di Facebook dove avrà senz’altro successo. Dal suo commento si capisce che lei non è d’accordo con quanto scritto ma personalmente non ho capito il perché. Se mi venisse a dire che non è d’accordo perché non ha apprezzato la vignetta non avrei nulla da dire perché è un suo parere. In ogni caso ci tengo a sottolineare il fatto che quella di Charlie Hebdo è una rivista satirica, il cui unico scopo, in quanto SATIRICA, è quello di indignare e far si che si parli del problema e non quello di far ridere o essere accomodante (quello lo fanno i comici). La satira per sua definizione è pungente. Può piacere o meno ma lo scopo della satira è quello.
      Complimenti per l’articolo che al contrario di tutto quello che si continua a leggere altrove è ben scritto e ben argomentato!

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