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La china scivolosa del PD milanese

agosto 31, 2016 • Politica, z in evidenza

maryan10

di Maryan Ismail –

Il PD milanese ha fatto la sua scelta.
Il 3 Agosto ho ricevuto una email dal Segretario del PD Metropolitano Milanese contenente un invito ufficiale alla Festa dell’Unità 2016 e in particolare per la giornata del 27 Agosto in cui scriveva: ”nel pomeriggio si terrà una sessione di formazione sull’Islam durante la quale mi farebbe piacere poter ospitare una tua testimonianza”.

Appena letta, ho risposto a Bussolati per sapere cosa intendesse per “testimonianza” e se per caso non avesse in animo di organizzare un confronto.

La risposta è stata che voleva che io davvero testimoniassi il mio modo di essere mussulmana e di come vivo la mia spiritualità. Strana richiesta da fare ad una persona che fino all’altro ieri sedeva in segreteria metropolitana: mi conosce, ma evidentemente non mi ha mai capita.
Però come sempre essendo ben disposta verso qualsiasi segnale di dialogo, mi sono resa disponibile.

Alcuni giorni fa ho ricevuto una email in cui si presentavano i relatori della sessione a porte chiuse, cioè solo tramite iscrizione e tre nominativi di mussulmani, tra cui il mio, che avrebbero reso le loro testimonianze.
Ma sul programma ufficiale non appare nessuno dei nomi di noi “testimoni”. E fin qui passi.

Ma leggendo il programma della giornata sull’Islam, mi rendo conto che il PD non solo ha fatto la sua scelta, ma dimostra in pieno ciò per cui mi sono dimessa.

Caro Bussolati, leggo con stupore che nella serata parleranno Brahimi Baya vicino al pensiero di Tariq Ramadan nonché seguace dell’Imam Abdessalame Yassine fondatore del movimento islamista Al Adl Wal Ihsane, Stefano Allievi, prossimo alle posizioni dell’UCOII, il simpatico Gad Lerner che si è divertito a prendermi in giro in uno dei suoi pessimi articoli e Paolo Branca, unica voce critica della serata.

Sottolineo “nessuna donna” . Come è possibile che non appaiono nomi di invitati/e che non appartengono a queste solite aree? Non un laico, un Sufi, un malikita della comunità marocchina milanese,un muridi senegalese, uno sciita, un accademico islamico, un mussulmano italiano della Coreis? Non è possibile che siano tutti in vacanza o eventualmente presenti con il solo ruolo di “comparse” tra il pubblico.

Tutto si chiarisce e dimostra quanto il PD Milanese e non solo, voglia rappresentare sempre di più l’ideologia ortodossa, escludendo ancora una volta volontariamente la voce dei mussulmani laici e integrati nel tessuto sociale da decenni.

Mi viene da pensare che il PD milanese sia diventato il megafono dell’UCOII e dintorni. Ma vi rendete conto che avrete sempre contro tutto l’Islam non legato ai fratelli mussulmani? Nessuno, ed io per prima,vuole soffocare alcuna espressione religiosa islamica, ma per contro il PD non ha nessun diritto di soffocare le nostre voci. E allora segretario vorrei comprendere il senso della tua strana lettera di invito.

Da un lato indichi come “ricostruzione palesemente diffamatoria” la mia posizione sia sul bando moschee (invito a leggere i documenti del bando che dovrebbero essere a disposizione per chiunque volesse approfondire l’argomento e vediamo chi ha ragione), sia per ciò che riguarda la mia protesta politica per il diverso trattamento ricevuto durante la campagna per le amministrative, facendola passare come rabbia per l’insuccesso elettorale (vero Lele Fiano?), dimenticandoti che ho sempre chiaramente espresso la mia posizione: mai con il Caim e l’UCOII.
In un passaggio arrivi addirittura a dire che ledo l’altrui reputazione tramite attacchi personali e diffamo il partito con dichiarazioni false quando affermo che ho quasi subito una “epurazione” per ridurre al silenzio il mio dissenso.

Dall’altra parte però dichiari che non procederai a querelarmi (aggiungo che non è neanche la prima volta che lo paventi) perché la tua volontà è quella di voler dialogare e affrontare temi complessi come quello dell’Islam, muovendoti con lo spirito giusto che “apre ponti e canali di dialogo con tutte quelle persone che dimostrino di avere a cuore i valori della nostra Repubblica e del Partito Democratico”.

Come riesci a conciliare una casa democratica che ospita posizioni differenti con l’assenza nel panel di più ospiti islamici e un trattamento a dir poco sprezzante che mi vuoi riservare come mussulmana, invitandomi ad entrare dalla porta di servizio e confinandomi in uno spazio che sa di contentino calato dall’alto.

Concludi il tuo invito dicendomi che “nulla può contro il dialogo”.
Hai perfettamente ragione e sono totalmente d’accordo con te, ma tu e forse il PD (spero vivamente di no) non volete il dialogo, ma l’accondiscendenza, l’accettazione e l’obbedienza verso il “vostro Islam” che state promuovendo in ogni dove nei circoli, nelle segreterie territoriali e con i rappresentanti europarlamentari del Partito.

E’ pericolosa la superficialità assoluta che dimostra costantemente il PD nelle cose che stanno dietro al mondo associativo mussulmano. L’argomento non può essere ridotto ad un “vogliamoci bene”. Non vi siete accorti che state giocherellando con il fuoco. Lo dico da mussulmana che ha sempre messo la faccia in quello in cui crede.

Mi spiace ma mi trovo costretta a declinare l’invito se non altro per non dover subire l’ennesimo atto di maleducazione.

 

 *Maryan Ismail, storica portavoce della comunità somala di Milano e candidata, non eletta, nelle liste del Pd alle comunali, due mesi fa ha lasciato il partito in polemica con la scelta dei vertici milanesi di sostenere la candidatura di un’altra musulmana, Sumaya Abdel Quader, responsabile culturale del Caim vicina alla Fratellanza, eletta in Consiglio comunale con il Pd.

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