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Appendino, il progetto per le periferie e l’idillio con monsignor Nosiglia

agosto 31, 2016 • Torino Intorno, z in evidenza

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di Giulia Dalla Verde

Dopo la dieta vegana non poteva mancare l’agopuntura: il rimedio firmato Chiara Appendino per la cura delle periferie, in contrasto con le massicce e inutili dosi di antibiotici fornite dalle grandi opere. La citazione presa a prestito dall’architetto e politico brasiliano Jamie Lerner campeggia all’interno del piano “AxTO”, il dossier con cui Torino tenta la corsa ai diciotto milioni di euro promessi dal bando Renzi per le periferie.

L’«agopuntura urbana», in riferimento alla medicina tradizionale cinese, ha come obiettivo la rivitalizzazione di una zona partendo da interventi semplici, poco invasivi ma mirati, nella convinzione che, se coinvolto e attivato l’interesse degli abitanti, si mettano in moto dei meccanismi in grado di moltiplicare gli effetti dell’azione originaria.
Come un paziente collaborativo ha più probabilità di guarire, così il quartiere del cittadino consapevole si riabiliterà più velocemente.
Secondo Lerner, un chiaro esempio di agopuntura urbana è la ristrutturazione della High Line di New York, che dal 2009 ospita un parco sopraelevato costruito lungo i binari della ferrovia in disuso dal 1980. Nei suoi vent’anni di esperienza da sindaco di Curitiba, Lerner ha cercato di mettere a punto la teoria: un esempio, riservare una tariffa speciale dei servizi pubblici ai cittadini più poveri in cambio dell’impegno nella raccolta differenziata.

I destinatari dell’agopuntura a cinque stelle saranno soprattutto le zone del Parco Dora e di Barriera di Milano, quelle periferie della città al centro invece del mantra Appendino e della sua campagna (e vittoria) elettorale. I criteri per individuare le zone bisognose sono stati tre: scolarità, occupazione e degrado edilizio abitativo, applicati non sulle circoscrizioni, ma sulle novantaquattro zone statistiche che compongono la città.
Alla fine, solo il centro, la collina e il quartiere Crocetta possono dirsi esenti dal trattamento che prevede una serie di interventi diffusi e mirati, con la speranza che l’agopuntura faccia il suo effetto: la cura di un punto malato che si estende indirettamente anche nelle zone circostanti. Il progetto più sostanzioso (4,7 milioni di euro) sarà il completamento del Parco Dora, realizzato per la celebrazione dei 150 anni dell’Unità di Italia e mai terminato.

Seguono poi le iniziative a sostegno delle imprese nelle circoscrizioni più a rischio (1,4 milioni) e il contributo alle attività delle Case del Quartiere, punti nevralgici tra cui verrà distribuito un milione di euro. E poi ordinaria manutenzione: parchi giochi, strade, impianti sportivi, mercati, videosorveglianza. E per mettere una toppa alla mancanza delle biblioteche civiche nelle periferie, verrà sperimentato il “Torino Bibliobus”, una biblioteca mobile che porterà i libri dove scarseggiano le strutture a disposizione del cittadino.

“AxTo” non guarda solo al bando di Renzi, ma prevede uno sviluppo lungo il triennio 2017-2019, con la speranza di conquistare altri quaranta milioni di euro tra investimenti pubblici e privati.
Ed è verso questa prospettiva a lungo raggio che si sono incontrati Appendino e Nosiglia, uniti per le periferie: «vogliamo iniziare un percorso collaborativo per mettere a sistema le forze, per il bene di Torino», si legge nel comunicato firmato da sindaca e arcivescovo.

Nosiglia ha dimostrato a più riprese di apprezzare Appendino, nonostante la sintonia si fosse leggermente incrinata qualche settimana fa con la celebrazione delle prime unioni civili torinesi.
È però per la prima volta che la giunta comunale incontra ufficialmente a Palazzo di Città l’arcivescovo e tutto l’ordine sacerdotale, in uno strano gioco di specchi che non ha precedenti nella storia di Torino: davanti alla sindaca ha presto posto Nosiglia, l’assessore alle politiche sociali Schellino si è trovato di fronte il direttore della Caritas.

E Giusta, assessore alle famiglie? Ha indossato la veste di titolare alle deleghe sull’università, seduto di fronte a Luca Peyron, referente della pastorale universitaria. Nessun accenno ai precedenti nervosismi sulla querelle famiglia-famiglie, si è discusso di povertà, migrazione e case popolari, per una riunione quanto più ecumenica possibile, con al centro il desiderio di Appendino, ben accolto dai suoi interlocutori, di coinvolgere nel progetto per le periferie anche le reti degli oratori e delle parrocchie.
E mentre l’idillio tra sindaca e monsignore prosegue, l’ex
sindaco si sfoga su Twitter, rimanendo sul tema: «18 milioni per le periferie: fondi del Governo Renzi, prenotati dalla Giunta Fassino. Bene che li si usi, ma a Cesare quel che è di Cesare».

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