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Turchia e Russia, i sultani e la tregua

luglio 15, 2016 • Mondo, z in evidenza

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Redazione

Che cosa è successo di significativo nella guerra nel nord della Siria quest’anno, dopo l’intervento dell’aviazione russa? Turchi e Arabi hanno dato ai ribelli sunniti attrezzature anti-aeree moderne con cui i ribelli hanno preso ad abbattere gli aerei di Assad dal 13 marzo in poi. I Russi hanno fornito attrezzature anti-aeree moderne ai Curdi, che il 13 maggio sono riusciti ad abbattere per la prima volta un elicottero turco. Nel frattempo gli Americani hanno dato il via libera all’avanzata dei Curdi iracheni e siriani gli uni verso gli altri lungo il confine con la Turchia.

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Nella prospettiva di creare una striscia continua di territorio curdo, che potrebbe prima o poi estendersi fino al mar Mediterraneo. Si verrebbe così a costituire un corridoio curdo che dal nord dell’Iran e dell’Iraq, zone ricchissime di petrolio, potrebbe portare il petrolio fino al mare, senza passare attraverso territorio altrui. L’operazione sanguinosamente intrapresa dall’ISIS di conquistare un territorio continuo dai giacimenti di petrolio del nord della Mesopotamia al Mediterraneo riuscirebbe così ai Curdi e non all’ISIS, al termine della lunga guerra civile. Se ciò avvenisse, il principale vantaggio geostrategico della Turchia verrebbe meno.

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Il vantaggio geostrategico della Turchia è il controllo sia del Bosforo, sia dei percorsi via terra che collegano l’Asia Centrale, il Caucaso e la Russia al Mediterraneo. Tutto il commercio da e verso quelle zone deve passare attraverso la Turchia per toccare le sponde del Mediterraneo. Un tempo i mercanti dovevano pagare dazi e pedaggi all’Impero Ottomano su tutto il commercio con l’Oriente . Oggi la Turchia può controllare l’export di energia dal Caucaso e dall’Asia Centrale verso il Mediterraneo, perché oleodotti e gasdotti debbono attraversare il suo territorio e le navi cisterna debbono passare attraverso il Bosforo. Se si crea un corridoio terrestre curdo in competizione, che dal cuore dell’Asia Centrale corre lungo i confini sud della Turchia, i vantaggi geostrategici della Turchia vengono dimezzati, senza contare che i Curdi che vivono dentro le frontiere turche potrebbero dichiarare la secessione e unirsi agli altri Curdi, togliendo alla Turchia larghe fette di territorio.

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A questo punto a Erdogan non rimaneva che cercare un compromesso con la Russia, per avere il sostegno russo nell’opporsi alla creazione di uno stato curdo nel nord della Siria, che invece gli Americani vedrebbero con favore. Il futuro della Siria verrà discusso e concordato fra le potenze regionali, i Russi e gli Americani. Erdogan dovrà giungere al tavolo delle trattative trovandosi già in accordo con tutte le parti che si oppongono alla nascita dello stato curdo, Russi inclusi.

Gli Americani alla fine accetteranno la soluzione che meglio garantisce la pacificazione della regione, anche se non prevedrà la creazione dello stato curdo. I Curdi corrono il rischio di ritrovarsi, come sempre, abbandonati in favore di giocatori regionali più forti, giocatori che già hanno un loro stato come base di partenza da cui negoziare. Chi non ha stato non ha voce nei consessi internazionali, può soltanto ricorrere alla ribellione violenta, o accettare accordi presi da altri.

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