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L’Università di Sassari apre l’archivio di Antonio Segni

luglio 1, 2016 • L'eco della memoria, z in evidenza

 

Presentazione archivio Antonio Segni_Uniss (2)

di Luigi Coppola

E’ stato dichiarato «di notevole interesse storico» dalla Soprintendenza archivistica per la Sardegna il 3 giugno 2002 (d.lgs 490/1999), l’archivio di Antonio Segni è stato presentato alla stampa nella mattinata del 30 giugno, nei locali del Dipartimento di Storia dell’Ateneo di Sassari in viale Umberto.
Un luogo intriso di storia, già dimora della famiglia Segni (la conferenza si è svolta in quella che fu la sala da pranzo d’epoca, dominata da un imponente quadro raffigurante il Segni presidente), sede della “Fondazione Antonio Segni” che ne ha promosso l’iniziativa. Il complesso archivistico contiene documenti e note storiche che collegano la fine del diciannovesimo secolo con la metà degli anni Settanta.

Mario Segni, presidente della Fondazione, ha introdotto l’assise ricordando gli ingenti sforzi per ricostruire il grande patrimonio documentale. «Mio padre era un grafomane» – ha ricordato a proposito del “primo versamento” che censiva oltre dieci mila documenti. Un fitto carteggio con le più alte personalità del tempo tra cui Aldo Moro, Amintore Fanfani, Pietro Nenni; i capi di Stato stranieri, Konrad Adenauer e Richard Nixon.

Lo storico Manlio Brigaglia, ha diretto il riordino del primo versamento del fondo documentale. Definitosi “custode legale dell’archivio”, Brigaglia ha ricordato Segni protagonista nella stesura di quella “Riforma Agraria Generale”. Che animò un forte dibattito, una “lotta continua”, con gli interlocutori di partito e di governo; da Moro a Fanfani sino al più liberista Luigi Einaudi.
Salvatore Mura, autore del Diario e del volume degli scritti politici di Antonio Segni, ne ha approfondito la lunga fase politica. Attiva in più ministeri nel ventennio trascorso tra il 1944 e il 1964.

Di particolare rilievo uno stralcio tratto da una lettera indirizzata il 21 settembre 1947 al Presidente del Consiglio De Gasperi. Un forte appello speso in favore delle famiglie del sud d’Italia per la tutela delle loro piccole proprietà terriere, garanzia di lavoro e sostentamento. Non mancano le carte personali, quelle di carattere più strettamente familiare relative alla sua formazione scolastica e universitaria. Mario Segni mostra ai presenti cimeli originali di una intima corrispondenza con Sandro Pertini.

Al primo nucleo documentario, tra il 2010 e il 2012, si sono aggiunti altri quattromila pezzi versati di recente. La volontà della famiglia di valorizzare la grande rilevanza storica nazionale, di renderla fruibile, ha favorito la redazione di un inventario unico che comprendesse l’intera produzione documentaria.
Il primo ottobre 2012, grazie ad un contributo concesso dalla Regione Sardegna, nell’ambito delle attività concernenti il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, è stato avviato il lavoro di riordinamento e di inventariazione sotto la responsabilità scientifica di Carla Ferrante, direttrice dell’archivio di Stato di Cagliari.

L’Archivio raccoglie le testimonianze della operosità scientifica di Antonio Segni con manoscritti di libri e articoli pubblicati, bozze corrette, corrispondenze con i principali giuristi del tempo (da Chiovenda a Calamandrei, da Mossa a Satta, Mortati, Dossetti).
Colleziona importanti aneddoti della vita personale dello statista. Descrive il ventennio topico del Novecento svelando gli intrecci politici e i mutamenti cruciali che la politica ebbe a gestire.
Uno dei più ricchi archivi storici presente oggi in Italia. La seconda fase, decisiva e in divenire, riguarderà la digitalizzazione di questi documenti. Un attività che non dovrebbe sfuggire all’attenzione delle istituzioni, il MiBact in primo luogo. Una opportunità strategica non solo da offrire a studenti e studiosi internazionali.
La possibilità di intraprendere insieme all’Università e alle istituzioni locali il percorso per un progetto di ampio respiro internazionale con una offerta museale e turistica di alto impatto, è evidente.

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