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Una proposta perversa o il sentimento del contrario

giugno 18, 2016 • Uncategorized, z editoriale

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di Giorgio Salerno

Come mai un intellettuale di peso come Alberto Asor Rosa sente oggi il bisogno di esternare, in un lungo articolo sul Manifesto, la bizzarra ipotesi che per contrastare Renzi sia necessario votarne i candidati? E come mai un fine filosofo e pensatore come Massimo Cacciari, critico da sempre del PD, “un partito mai nato” come lo defini’ egli stesso, dichiari che pur giudicando indigeribile la riforma costituzionale voterà Si al referendum di ottobre?

A poche ore dai ballottaggi per i sindaci impazzano i consigli, gli inviti, le proposte per dare indicazioni di voto. Chi invita a turarsi il naso, e le orecchie, chi a votare per quel candidato verso il quale fino ad un minuto prima ne veniva denunciata l’ineleggibilità, (come i radicali milanesi verso Sala), o chi cammina con la testa rivolta all’indietro alla ricerca di un mitico centro-sinistra delle origini.

Allora ci troviamo di fronte a comportamenti spiegabili con un impulso di masochismo? Teorico e politico, ben inteso. Per dirla brutalmente: Renzi mi fa schifo ma bisogna votarne i candidati.
Ci perdoni il professor palindromo ma la proposta che viene fuori dal suo saggio è francamente una proposta, questa sì veramente indecente, direi perversa che esige una chiarificazione.

La tesi di fondo è che per una sinistra veramente tale, ma che voglia governare, non vi sia altra strada percorribile se non quella di un nuovo centro-sinistra. Perno di questa nuova edizione non puo’ non essere il PD essendo improponibile un centro sinistra con il Movimento 5 Stelle. Votando oggi i candidati anti PD contribuiremmo alla sconfitta di Renzi e quindi del PD, facendo fallire la prospettiva del centro-sinistra ed aprendo la strada alla vittoria delle destre o dei 5 stelle. Il nemico è alle porte.

Nell’attuale situazione storica, dice Asor Rosa, per conseguire il governo del paese non vi è “altra risposta se non un governo fortemente ragionante e solidamente strutturato di centro-sinistra. Gli uomini di sinistra che pensano attualmente ad altro, non sbagliano: vaneggiano”.
Ma cosa dice, professore ! mi pare che vaneggi lei, mi scusi. Innanzitutto ella pensa che sia attraente per grandi masse la riproposizione di una formula logorata e che tante delusioni ha provocato nel popolo di sinistra?
Non è stato il Ministro Treu del primo governo Prodi ad attuare le riforme che hanno iniziato a precarizzare il lavoro? Per fare un solo esempio. E poi cosa intende esattamente con l’espressione, che ricorre più volte nel suo saggio, di un governo “fortemente ragionante e solidamente strutturato”? forse che i precedenti governi non fossero ragionanti e strutturati?

Asor Rosa cita come controprova della sua prima affermazione lo scarso risultato ottenuto dalle liste di sinistra al primo turno del ballottaggio. Un’analisi più approfondita dimostrerebbe che non tutte e dappertutto hanno raggiunto risultati insoddisfacenti ed inferiori alle aspettative ma soprattutto che il tentativo è appena agli inizi ed è ancora da definire perdurando contraddizioni all’interno di questo schieramento.

“Esiste per la nostra sinistra una soluzione politico-istituzionale credibile, e magari autorevole, e cioè un governo di centro-sinistra ragionante e solidamente strutturato, senza il PD?” si domanda Asor Rosa e si risponde che no, non esiste e non esiste la possibilità di costruire qualcosa che gli somigli con il Movimento 5 Stelle. Extra ecclesiam nihil salus est.

L’analisi del Movimento 5 Stelle appare superficiale e di maniera, non vi è, pour cause, uno sforzo di comprensione. Certamente ancora oggi la creatura di Grillo sfugge ad una sicura classificazione e non dimentichiamo che esso nacque sull’onda di una indignazione con il primo vaffa day a Bologna. Interpreta certamente un disagio sociale ma non ci sembra che sia assimilabile tout court alla Lega od al partito di Nigel Farage. Inoltre ha dimostrato di saper cambiare nel corso di questi anni ed oggi non è già più quello delle origini.

Ricordo che quando dal palco di piazza San Giovanni, a Roma, nell’ultimo comizio che concludeva la campagna elettorale del 2013, Casaleggio cominciò ad evocare Berlinguer, Berlinguer, la stragrande maggioranza dei presenti accompagnò in coro questo nome. Una furbata? Un atto ipocrita?
Forse, ma l’ipocrisia non è un omaggio alla virtù? Più di recente Di Maio, ad una domanda sul voto che i 5 Stelle avrebbero dato al referendum costituzionale di ottobre, voto contrario alla riforma Renzi-Boschi-Verdini, come quello annunciato di Casa Pound, il giovane vice presidente della Camera rispose “noi votiamo come i partigiani dell’ANPI”.
Dare per scontato che ogni possibilità di incontro sia impossibile, in una situazione di rapido cambiamento, ci sembra voler rinunciare a tentare nuove strade.

Asor Rosa a questo punto della sua analisi, visto che solo con il PD la sinistra puo’ pensare di incidere governando nell’ambito di un nuovo centro-sinistra, si rende conto che il principale avversario di questa prospettiva è “senza ombra di dubbio, Matteo Renzi, che è…capo di un governo tendenzialmente più di centro-destra che di centro-sinistra”.
La cosa scandalosa – e qui concordiamo con l’analisi del professore – è che ciò sia avvenuto con l’acquiescenza di quella maggioranza e di quel partito bersaniano che se non aveva vinto le elezioni aveva pero’ conquistato la maggioranza dei seggi alla camera.

Allora è necessario cambiare la legge elettorale che rende attualmente impossibile l’alleanza di centro-sinistra; questa battaglia è ancora più importante di quelle per far vincere il NO
“Per arrivare ad ottobre in condizioni di sopravvivenza (parlo in questo caso anche della sinistra strettamente intesa) e garantire la possibilità dell’unico passaggio positivo possibile, occorre che non prevalgano gli avversari più potenti e determinati della prospettiva di centro-sinistra, e cioè la Destra (sempre più estrema) e il Movimento 5 Stelle”.
Quindi occorre che il PD non si disgreghi, “bisogna scegliere nell’immediato il male minore”. Quindi vota PD e turati il naso.

Dispiace che un fine intellettuale come Asor Rosa, un uomo che per molti di noi è stato un maestro, sia oggi in modo così contraddittorio, sofferto, contorto, approdato in sostanza alla difesa dell’esistente.
E’ lo stesso Asor Rosa che nel lontano maggio 1968 dette alle stampe la rivista quadrimestrale “Contropiano” insieme a Massimo Cacciari? Strano destino di due pensatori affascinati dalle contorsioni intellettuali e dalle arrampicate sugli specchi.

Il grande Pirandello, in una riflessione sull’umorismo, noto’ che se ci capita di assistere, per strada o altrove, alla caduta di qualcuno, siamo portati a ridere per l’apparenza buffonesca della situazione. In realtà il malcapitato coinvolto nella caduta si è fatto male e questo dovrebbe indurci a provare un sentimento di compassione mentre invece nasce quel ‘sentimento del contrario’ che è appunto la comicità che porta alla risata immediata. Ecco è forse questo sentimento del contrario che ha influenzato un po’ troppo il Professore di Letteratura Italiana.

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