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Unioni civili, medioevo e formiche

maggio 27, 2016 • Ipparchia Docet

formiche-coppia

 

di Matteo Cresti

Una lunga fila di politici, operose formiche operaie, si reca alla Corte di Cassazione. Cosa vorranno mai Roccella, Quagliariello, Gasparri, Malan, Centinaio, e Sacconi, adesso? Ma certo, come non prevederlo, l’abrogazione delle unioni civili.

Hanno depositato ai piedi della somma magistratura, un quesito piccino piccino. Un quesito per un referendum: l’abrogazione delle unioni civili.
Dopo anni e anni di agognata attesa per una legge sulle unioni tra persone dello stesso sesso, non vedevamo l’ora anche di un referendum che l’abrogasse. Il medioevo ci piaceva troppo, faceva pendant con la nostra politica.

E poi si sa che le ambientazioni medievali fanno audience: Game of Thrones docet.
E dopotutto è una cosa molto utile: ci aiuta a pensare ai problemi reali del paese, e qui ci richiamiamo a pensieri molto più alti, come quelli di Bagnasco.

Chissà forse è arrivata una chiamata diretta dal Vaticano: “Allora vogliamo pensare alle cose importanti per il paese?!? Vedete di far abrogare le unioni civili”.
E poi che dire dell’altra bella idea di Pro Vita: una certificazione per i politici che hanno davvero a cuore la famiglia.L’iniziativa presentata da Brandi e Fiore, con il patrocinio di Malan al Senato, non ha avuto tutto il successo sperato. A fare richiesta del prestigioso bollino solo 62 candidati, tra aspiranti sindaci e consiglieri.

L’unica famosa è Giorgia Meloni, si sa che dopotutto avere figli al di fuori del matrimonio è prova provata di solidità famigliare. Ma forse il bollino “qualità familiare” faceva troppo discount. Ma che ci possiamo fare, di questi tempi… Anche un prendi tre paghi due può far raccattare qualche voto.

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