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Riforma costituzionale, tra populismo e incompetenza

maggio 25, 2016 • Politica, z in evidenza

Costituzione

di Antonio Caputo*

Anche il ministro Boschi annuncia che lascerà la politica nel caso in cui i cittadini boccino la riforma costituzionale del governo. E, rincarando la dose, trova naturale che il Governo promuova un referendum popolare sulla propria legge. Questo è un metodo plebiscitario estraneo ai sistemi della democrazia parlamentare.

Il Comitato del NO è costituito da 50 professori di diritto costituzionale e tra costoro vi sono ben 7 Presidenti Emeriti della Corte Costituzionale.
Renzi e la Boschi sono corsi ai ripari nel vano tentativo di dare credibilità giuridica alla svolta autoritaria che hanno messo in atto, e così hanno dato vita al comitato del SI’ raccattando 184 professori, non tutti di diritto costituzionale, includendo anche i professori di storia del diritto e di economia, associati e ricercatori.

E’ proprio, dei sistemi tirannici il bagno di folla per essere acclamati con un si o un no indirizzati alla persona. In democrazia nessuno e’ insostituibile, signorina Ministra. Anzi la democrazia dovrebbe sfavorire il consolidamento di caste chiuse impermeabili al ricambio e al controllo . Come e’ gia’ stato con il “porcellum” che ha creato questa artificiale maggioranza in parlamento.
E come diverrebbe sistema intangibile con il figliastro del porcellum, italicum , combinato con la sgangherata , costosa e inefficiente riforma costituzionale, che sostituisce il vecchio con un nuovo Senato non elettivo di consiglieri regionali e sindaci graziati con immunità parlamentare, la più screditata tra le categorie del ceto politico.
Percettori di indennità rilevanti a carico dei contribuenti elargite dalle regioni oltre a rimborsi spese incontrollabili per le loro trasferte romane (con inevitabili portaborse al seguito).
Cosi’, dividendo il paese, si distrugge una Repubblica.
Renzi anche egli ha detto che lascera’ la politica in caso di vittoria del no, “qualunque governo sia espresso da un libero Parlamento sarebbe il “paradiso degli inciuci” . Da cui egli riconosce essere nato il suo Governo, ex ore tuo te judico.
Effettivamente dopo la legge Acerbo del 1923 , molto simile all’italicum , il Presidente del Consiglio del tempo,eletto col listone fascista che gli attribui’ un rilevante premio di maggioranza, inferiore a quello dell’italicum, colse l’occasione per instaurare un regime, trasformando il parlamento , “aula sorda e grigia “senza più “inciuci” in “bivacco di manipoli”.

Difendere il sistema parlamentare significa difendere il pluralismo politico e la democrazia intesa come bilanciamento e separazione dei poteri contro ogni tentazione oligarchica . Oligarchia generatrice di accentramento e accaparramento in capo a gruppi di potere incontrollati della gestione della res publica. Con inevitabili familismi, clentelismi, corruzione, di un sistema castale arroccato che non comunica con i cittadini, relegati nel ruolo di popolo televisivo passivo.
Esiti di democrazia “recitativa” e di populismo. I cittadini dovrebbero eleggere “lui “a premier assoluto, rendendo superfluo il parlamento e il presidente della Repubblica , per poi aspettare 5 anni e avere quindi l'”onore” di rieleggerlo?

Credendo nella favola per gonzi dei risparmi che così può riassumersi:
RISPARMI SENATO: dai capitoli S.1.1.1. del bilancio 2015 del Senato.
Indennità parlamentare euro 40.100.000 (tutti risparmiati? Sì, secondo il nuovo art.69 Cost. Boschi/Renzi – in realtà l’articolo 40, comma 5 ultimo periodo lascia intendere che i senatori a vita e di diritto continueranno ad essere remunerati con le vecchie norme, quindi almeno 5 indennità parlamentari restano per un costo di 626.562 euro annui)
quindi si risparmiano 39.473.438 euro
S.1.1.2. del bilancio 2015 del Senato:
Diaria ed altre spese o rimborsi per lo svolgimento del mandato: euro 37.266.000 (resterà? Da 320mi la riduciamo in 100mi e diventa 11.645.626), quindi si risparmiano 25.620.375
Il totale del risparmio nella partita uscite sarebbe quindi di 65.093.813 euro annui
Ma nel capitolo S.3.5.1 del medesimo bilancio sono segnalati 126.000.000 euro di ritenute fiscali su tutti i redditi prodotti in Senato. Secondo una dichiarazione pubblica del senatore questore, almeno 15.000.000 di queste ritenute sono operate per il versamento dei predetti emolumenti ai senatori e, quindi, lo Stato cesserà di introitarli al cessare degli emolumenti.
Secondo il questore Malan , quindi, la partita al netto delle imposte versate si riduce a meno di 50 milioni di euro di risparmio per le casse dello Stato, derivante dalla Revisione costituzionale Renzi/Boschi. Meno di un euro a cittadino italiano (per la precisione 0,83 euro per ognuno dei 60 milioni di abitanti della penisola)

.CACCIABOMBARDERI Joint Strike Fighter F-35:
Il 21 maggio 2015, Roberta Pinotti, ministra della Difesa, ha presentato il documento programmatico pluriennale per il triennio 2015-2017 che conferma la partecipazione dell’Italia al programma Joint Strike, con un budget complessivo di circa 10 miliardi di euro. Il numero di velivoli da acquistare è stato fissato a 90 unità (di cui 38 da acquisire entro il 2020). Ciò significa che ogni cittadino italiano pagherebbe 166,6 euro a testa.
Anche solo un F35 in meno consentirebbe un risparmio maggiore del Senato: 1,85 euro invece di 0,83 euro!!
Vero e’ che  si è «persa una grande occasione» per cambiare davvero in meglio l’Italia..
I discorsi di Renzi e della Boschi sono espedienti un po’ troppo, volgari .
«Sono discorsi da cattiva sezione di partito. Non è questo il modo di affrontare un tema serio e decisivo per la vita di un Paese», secondo Ugo De Siervo, Presidente emerito della Corte Costituzionale e professore a Firenze, dice di Renzi, che evidentemente ha imparato poco. Da lui e pochissimo ricorda. ..Sarà una Camera delle Autonomie? In apparenza si, è definita una Camera delle Autonomie . Ma non si specifica cosa si intende per “autonomie”.
Si azzera l’autonomia delle Regioni ordinarie e si rafforza troppo quelle delle Regioni a statuto speciale che continueranno ad essere enormi centri di spesa. Si complica il processo legislativo, moltiplicando la conflittualità per l’iter delle leggi che rischia di essere più accidentato di oggi. E dopo avere in apparenza quasi tutto tolto alle Regioni poi si attribuisce loro competenza esclusiva in materie vastissime come industria, artigianato, miniere (peraltro in contraddizione con quanto accaduto nel referendum no triv sulle trivelle).
Manicomiale , confusa e frutto di incompetenza il mantra di questi pessimi legislatori e’ che il meglio e’ nemico del bene e che la riforma poteva essere fatta meglio, e che e’ comunque un grandissimo passo aver svecchiato le istituzioni del Paese. Ma non si puo’ distruggere il senso stesso del diritto e travolgere a colpi di mano il senso di appartenenza dei cittadini ad un insieme di regole condivise.
Dice il professore De Siervo di Renzi, e noi con lui, «Ma non può essere così: se in una riforma ci sono 5 cose buone e 5 cattive sono le seconde che prevalgono, perché rischiano di far saltare il sistema. Quello che viene scritto in Costituzione determina il funzionamento o il mal funzionamento di un Paese». Se non passa il referendum però salta il governo (sic)

A domanda: Considera un ricatto politico da parte del premier legare l’esito del referendum alla vita del governo?
Risponde il Professore di Renzi e noi con lui : «Io dico che non si può e non si deve collegare la vita politica ordinaria a vicende costituzionali. De Gasperi non partecipava alle sedute della Costituente, e certo non perché non seguisse o non ne conoscesse i lavori…».
Nel 47 Calamandrei citato a sproposito da Renzi, che giunge anche con la ministra a scomodare Berlinguer e Ingrao, a loro attribuendo cose che non hanno mai pensato se riferite all’horribilis testo della Verdinii/Boschi, scrisse.:
«Ma nella preparazione della Costituzione il governo non ha alcuna ingerenza: il governo può esercitare per delega il potere legislativo ordinario, ma, nel campo del potere costituente, non può avere alcuna iniziativa neanche preparatoria. Quando l’assemblea discuterà pubblicamente la nuova Costituzione, i banchi del governo dovranno essere vuoti; estraneo del pari deve rimanere il governo alla formulazione del progetto, se si vuole che questo scaturisca interamente dalla libera determinazione dell’assemblea sovrana».
(Piero Calamandrei in “Come nasce la nuova Costituzione”, 1947).
Ricordiamo a Renzi che il Generale, dopo avere perso il referendum/plebiscito ( anche allora si trattava di una riforma in senso autoritario del sistema costituzionale francese, dopo la guerra d’’Algeria), tornò effettivamente, ne ora è ragionevole pensare che il buon Matteo rimarrà a Roma incollato ad una poltrona, checchè ne dica la signorina Boschi.

*Antonio Caputo – Avvocato –  Coordinatore Comitato piemontese e valdostano per il no Salviamo la costituzione

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