MENU

“La pietas” secondo il vangelo, salvate i vicini

maggio 15, 2016 • Ipparchia Docet, z in evidenza

 

291176-400-629-1-100-papa-francesco

di Claudia Sterzi e Giovanna Cambiano

“Non è necessario scegliere chi debba soffrire di più, Francesco.
Possono soffrire meno sia le persone che gli animali, uno non esclude l’altro, anzi.
La sofferenza non ha bisogno di una quota fissa da distribuire, di uno standard da rispettare, meno sofferenza per tutti si puó, meno sofferenza per le persone, meno sofferenza per gli animali, sennó che si dice a fare “Liberaci dal male”, caro Francesco, Liberaci dal male, no dividi il carico di sofferenze tra uomini e animali, Liberaci.
Almeno il padre nostro, visto che sei papa, sallo”.

Come se non bastasse ci si mette anche il grande teologo e biblista Paolo De Benedetti, classe 1927, pensatore della «teologia degli animali, secondo il quale “Il paradosso, in questo caso, si vede nel rifiuto che la coscienza oppone alla chiamata di comunione, di affetto e di sensibilità tra tutto ciò che ha la vita, uomo, animale o albero”. Per il teologo l’uomo è comunque “superiore” agli animali, ma il rapporto con loro è comunque speciale e “spetta alle religioni farlo capire”.

Come sempre la religione arriva dopo pensando di arrivare prima. La solita dissonanza cognitiva, perchè, siamo in molti a ritenere gli animali degli esseri senzienti degni di rispetto e amore, ma soprattutto con la possibilità di evitarne sofferenze inutili, cominciando per esempio col cessare la strage di capretti nell’occasione della pasqua. Conserviamo per loro la “vera pietas” a cui ci esorta il pontefice.

Per non parlare del fatto che gli animali sono intrinsecamente puri, contrariamente agli esseri umani che troppo spesso sono intrinsecamente malvagi. Se ne facciano una ragione, lui, il Papa e i “vicini trascurati”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »