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Diritti dei minori, a Palermo l’appello dell’Unicef per la tutela

gennaio 25, 2016 • Politica, z in evidenza

 

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di Dario Cataldo

Una tavola rotonda dal titolo “Enhancing respect for children rights in the Eu Agenda on migration” per tutelare i più deboli. Il risultato? Un Decalogo che dia priorità ai diritti di bambini e adolescenti coinvolti nelle tratte e flussi migratori.

Il Documento è un appello lanciato la scorsa settimana da Palermo, presso il Tribunale per i minorenni, sotto la supervisione dell’Unicef e dall’Intergruppo per i diritti dell’infanzia del Parlamento europeo.

Tra i punti salienti della Dichiarazione, la protezione e le cure da garantire ai bambini; il diritto a richiedere la protezione internazionale e relativa abolizione di detenzione da collegare allo status di migrante; la garanzia degli standard minimi per la tutela delle fasce più deboli; l’assoluta competenza degli operatori preposti ai soccorsi; il rispetto della dignità dei minori per evitare di precluderne lo sviluppo futuro; privilegiare l’unione e non la separazione familiare per evitare traumi.

Una serie di raccomandazioni alla base di un Paese che possa definirsi “civile”. In considerazione del fatto che la crisi economica e sociale costringe innumerevoli disperati ad abbandonare il proprio luogo d’origine, i flussi migratori in Europa toccano numeri mai visti: 1 milione di persone, 1/3 del quale è costituito da bambini. Un dato allarmante che fotografa un’odissea senza fine.

Paolo Rozera, direttore generale dell’Unicef Italia, a seguito dell’incontro ha precisato che: “L’Unicef ha organizzato questo primo incontro per affrontare le specifiche esigenze di protezione dei bambini e dei ragazzi nel contesto dell’Agenda Ue sulle migrazioni e per formulare proposte al fine rafforzare l’impegno comune delle istituzioni e delle organizzazioni impegnate nella tutela dei minorenni migranti e rifugiati che arrivano in Europa”.

Il Focus dell’evento è ascrivibile all’interno dell’Agenda Europea sulle migrazioni lanciata nel Maggio del 2015. I sistemi di prima accoglienza per i migranti – gli hotspot – devono garantire un reinserimento, non uno stritolamento. La ricollocazione all’interno del territorio europeo con il sistema delle quote è una via ben precisa tracciata dal programma.

Caterina Chinnici, presidente dell’Intergruppo sui diritti dell’infanzia sottolinea che: “L’istituzione degli hotspot pone questioni molto delicate in merito alle procedure di registrazione, riconoscimento ed eventuale rimpatrio, per cui trovo di estrema importanza che in questa fase iniziale siano attuate tutte le misure necessarie per garantire il pieno rispetto dei diritti fondamentali di ciascun migrante con particolare attenzione ai minorenni”

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