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Massimo Lopez, “Sing and Swing” e la sua seconda vita

dicembre 13, 2015 • Cinema e Dintorni, z in evidenza

 

 

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di Luigi Coppola

Ritorna a Sassari Massimo Lopez dove aveva calcato i suoi primi passi in ribalta, in un ruolo impegnativo al fianco del suo fratello maggiore Giorgio, già diplomatosi all’Accademia di Arti Drammatiche.

Circa quaranta anni dopo, risale sulla scena del nuovo teatro Verdi, “carico” di quel ricordo, in un ruolo diverso: un jazz singer supportato da uno straordinario quartetto swing.
Massimo Lopez rinasce in una nuova carriera che sublima una sua passione dell’infanzia: l’amore per i grandi vocalist del jazz mondiale, a partire da Frank Sinatra e Tony Bennet. Un amore coltivato per lunghi anni e sbocciato poi, grazie alla collaborazione con una delle più prestigiose formazioni swing italiane, la Jazz Company, guidata da Gabriele Compeglio. Che segue l’attore nel corso delle sue tournée teatrali da diverse stagioni.
Nella prima delle due serate, (11 e 12 dicembre) inserite nel palinsesto sassarese, l’attore marchigiano ci concede dieci piacevoli minuti nel foyer, prima di salire in scena.

Possiamo considerare il Jazz una sua seconda vita, rispetto alle sue molteplici esperienze vissute da attore ?
«Questo mio nuovo genere di spettacolo è in produzione da diversi anni. Nasce da una passione per lo swing, il jazz, il crooning e Frank Sinatra che ammiravo e cantavo sin da ragazzino.. In tarda età , dopo tanto teatro e prosa, circa 10 anni fa, fu l’altro mio fratello Alessandro, che è anche il mio produttore e manager, a consigliarmi questa cosa. In particolare a dedicarmi a dei concerti tributo per Frank Sinatra. L’incontro con il Maestro Compeglio ha fatto il resto. La soddisfazione più grande è stato aver portato recentemente questo spettacolo proprio in America con un pubblico sia americano che italiano. E’ stato un bel successo.»

Maestro Lopez, quando si pensa alla sua persona, inevitabilmente la si associa al trio (con Tullio Solenghi e Anna Marchesini). Ha mai pensato insieme ai suoi colleghi, se non a una reunion, a qualche progetto analogo? Rispetto all’attuale scenario nazionale ritiene fattibile una proposta di quel genere?
«Se ci fosse il trio, che tutti aspettavano come la manna dal cielo, ci sarebbero delle buone cose. Con il trio, ho un rapporto di forte amicizia quotidiana nel privato. Ci fu un periodo nel quale pensammo di proporre un progetto legato ad un rifacimento dei “Promessi Sposi”. I nostri referenti dell’epoca ci chiedevano di quanti giorni avessimo bisogno per la realizzazione, piuttosto di ragionare sui mesi, necessari per un lavoro di quella portata. Capimmo che non c’erano le intenzioni e decidemmo di lasciare al pubblico un bel ricordo del trio. Oggi non c’è l’idea di riproporre il trio in teatro, ce lo diciamo sempre. Ma nulla è da escludere, neppure un dramma…per ora si va avanti con lo swing e il jazz.»

“Sing and Swing” rivisita autori storici del Novecento: Cole Porter, George Gershwin, Jimmy Van Heusen, Richard Rodgers, con una antologia delle canzoni più famose dagli anni trenta ai cinquanta. Brani culto in tutto il globo, grazie alle memorabili interpretazioni dei beniamini di Massimo Lopez. Che entra in scena dopo una special guest di Caterina Compeglio, figlia del Maestro Gabriele, impegnato al sax.
Gli ottimi musicisti che completano la ribalta, permeata da luci blu cobalto, coerenti alle suite cool della serata, vedono Marco Serra alla batteria, Ezio Rossi al basso elettrico ed il più giovane Fabio Gangi alla tastiera. Bersaglio prediletto nella fabula brillante di Lopez.
Istrionico nell’alternare potenti estensioni vocali in alcuni pezzi storici a divertenti gag e irresistibili imitazioni. Impressionante il suo vocalese: scat, emissioni gutturali e
pause sincopate che tracimano ilarità irrefrenabili in platea.

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