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Bjorn Larssen racconta il mare

luglio 28, 2015 • Cinema e Dintorni, z in evidenza

 

presentazione nuovo libro

 

di Luigi Coppola

Non tutti gli scrittori vanno per mare, ancor meno quelli che, andandovi, ne riescano a renderlo protagonista in libri e romanzi di successo.
Bjorn Larssen incarna, di certo, una preziosa eccezione che conferma la regola. Lo scrittore, nato in Svezia, ovvero, “di lingua svedese”, come (precisa) ama definirsi, dal ventuno al ventisei luglio, è stato ospite in Sardegna della terza edizione di Éntula, il festival del libro diffuso su tutta l’isola, dalle città ai paesini più remoti. Lo scrittore nato in Svezia ha dato vita a numerosi incontri letterari da Alghero a Porto Torres.

Dove avviene l’epilogo del tour sardo, grazie alla ospitalità offerta dal Museo del Porto, in collaborazione con Assovela e Libreria Koinè. Una ricca conversazione con i lettori, moderata da Simonetta Giordo, trasforma la serata in una piacevole esplorazione sui temi più cari dell’autore: il mare, la libertà.

Molte le domande, gli approfondimenti. L’occasione di questa mini crociera letteraria è data dalla presentazione dell’ultima fatica di Larsson, per i tipi di Iperborea, «Raccontare il mare». Una navigazione articolata in più luoghi, realmente vissuti dalle traversate solitarie dell’autore, in un arcipelago di isole varie. Rappresentate, con metafore e fabula accattivanti, da più soggetti e stati d’animo: il marinaio, la barca, l’armatore, il congiunto rimasto a terra, lo scrittore, il lettore.
Il testo si realizza in una raccolta di prefazioni che Larsson ha scritto ai libri che parlano di mare. L’occasione di riepilogare la sua vita intima con il mare (ha vissuto per anni in una barca, divenuta la sua casa, provvista anche dei suoi immancabili testi), ma al contempo il modo giusto per dipanare paradossi e derubricare manierismi e stereotipi. Spesso recepiti dalla massa acritica come surrogati da scaffale se non miti da supermarket.

Una summa di luoghi comuni frantumati in un ironico “dietro le quinte”, con l’arguta competenza letteraria, catturano l’interesse di tutti i presenti nella sala del suggestivo polo museale turritano. Migliore location non poteva accogliere questa “regata dell’animo”, calda nel clima, torrido nella calura, di una eccezionale afa estiva. Purtroppo non refrigerata dalla frescura dei condizionatori d’aria, unici assenti ingiustificati nella crociera di Larsson. Rispetto all’immaginario collettivo, il mare non è una primaria fonte d’ispirazione e il «marinaio non ama il mare» – attacca lo scrittore. Che ammette il grande amore vissuto alla barra del timone nella sue notti stellate, come il senso di paura intensa durante la burrasca. Salvando una ristretta cerchia di “conoscitori del mare”: Conrad, o London, Stevenson e Melville, sono pochi gli autori ispirati dal mare nell’idea di Larsson. Che non nasconde una smisurata passione per due colleghi, uno ligure, Biamonti, l’altro, suo connazionale, Martinson. Un premio Nobel, poco noto, perché mai tradotto in Italia.

Molteplici le visioni offerte dall’autore, sollecitato dagli spunti arguti della Giordo e dalle diverse richieste dei partecipanti. Sull’approdo di una barca, luogo di arrivo piuttosto che di partenza, Larsson non lascia molti margini: “il porto dà l’idea di una sicurezza, ma non per tutti .(avvia la narrazione di una furia meteo, distruttrice in un piccolo porto scandinavo con tante barche distrutte e devastazioni diffuse dopo il suo passaggio). Un pieno di tranquillità, a volte declinata in una illusione. Perché la letteratura deve contemplare scenari diversi, anche quelli che non vorremmo mai immaginare” – confida lo scrittore. Che, citando anche Levi, percorre rotte ammalianti quali l’immaginazione e la libertà. C’è l’occasione per ricordare anche un suo amico italiano, presente in molte prefazioni ai suoi libri, Paolo Lodigiani, fratello di Emilia, già “madre” di Iperborea Edizioni.

Quando il sottoscritto gli chiede l’importanza che, insieme ad altri suoi colleghi scandinavi, accredita alla casa editoriale italiana, nata sul finire degli Ottanta e se esista nel Nord Europa, un caso inverso (un editore scandinavo scouting nei talenti italiani), Larsson si sofferma volentieri: “è una fortuna per me essere pubblicato da Iperborea. In Svezia se operano circa cinquemila addetti nell’editoria, forse uno o due parlano l’italiano. C’è anche un problema legato alla lingua. Queste iniziative nascono grazie all’idea di singole persone”.
E’ volata via oltre un’ora, c’è ancora il tempo di scambiare omaggi e autografi con l’autore, pronto a salpare verso nuovi approdi.

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2 Responses to Bjorn Larssen racconta il mare

  1. enrico ha detto:

    Interessante come sempre.

  2. enrico ha detto:

    E’ sempre un piacere leggere di queste notizie.

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