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Crocetta e l’Antimafia, il giorno più lungo. Siamo ai titoli di coda?

luglio 17, 2015 • Politica, z in evidenza

FRASE SHOCK SU BORSELLINO, CAOS CROCETTA CHE SI AUTOSOSPENDE

di Dario Cataldo

Si infittisce il giallo intorno alle sorti di Rosario Crocetta. Autosospensione sì o autosospensione no. Il presidente della Regione Sicilia è tormentato dopo le indiscrezioni pubblicate sulle pagine dell’Espresso in cui ci sarebbero i presupposti per uno scandalo di proporzioni inaudite. Il motivo? Le ingiuriose frasi pronunciate da Matteo Tutino su Lucia Borsellino, la figlia del compianto Paolo.

L’Ex primario di chirurgia plastica del noto ospedale di Palermo, Villa Sofia, è stato intercettato mentre al telefono con il Governatore si augurava la morte dell’Assessore dimissionario della giunta Crocetta. Più nel dettaglio, auspicava che Lucia, facesse la stessa fine di un uomo che per coraggio e spirito di abnegazione al lavoro e alla giustizia, ha donato la propria vita. “La Mafia è una montagna di merda” gridava Peppino Impastato prima che venisse trucidato.

In una telefonata tra il più alto rappresentante politico dell’Isola e il suo chirurgo preferito, deputato tra l’altro allo sbiancamento del suo ano a spese del “servizio pubblico”, corrono ben altre parole sui modi mafiosi, sulle vittime della mafia e sulla figlia di Borsellino, la quale ha avuto la dignità di dimettersi poco prima che si alzasse il polverone, a testimonianza che i valori sono una merce rara, che non si comprano al supermarket. “Non posso che sentirmi intimamente offesa e provare un senso di vergogna per loro – dichiara la diretta interessata.
Non rinnego nulla ho fatto quello che potevo in un contesto, evidentemente, poco edificante”.

In poche settimane, Crocetta ha subito l’abbandono di tre Assessori, una mozione di sfiducia e l’incarcerazione di Tutino, accusato di abuso d’ufficio, falso, truffa e peculato. All’inizio della lunga giornata il Presidente Crocetta prende le distanze da quanto detto dal suo medico, trincerandosi dietro il più classico dei “Non ho sentito la frase su Lucia, forse c’era zona d’ombra, non so spiegarlo; tant’è che io al telefono non replico.

Ora mi sento male. Voglio essere sentito dai magistrati su questa storia della frase di Tutino. Quello che mi sta accadendo oggi e la cosa più terribile della mia vita. Dimettermi? Sono accusato di qualcosa? Ho fatto qualcosa? Il destino della Sicilia può essere legato a una frase, che non ho sentito, pronunciata dal mio medico? Non lo so”. Ormai però è troppo tardi, il dado è tratto. Il silenzio di Rosario in una telefonata quasi surreale ha scatenato un fragoroso rumore.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esprime solidarietà nei confronti dell’Ex Assessore. Fa seguito il commento della seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato, Pietro Grasso, che dichiara: “Parole schifose che offendono la dignità di Lucia Borsellino, la memoria di Paolo, la Sicilia e l’Italia intera. Un abbraccio a tutta la famiglia Borsellino”.
È la sua maggioranza? Cosa ne pensa il Partito democratico che tiene ancora in piedi il Governo?

Il vicesegretario Debora Serracchiani prende le distanza scrivendo tramite Twitter: “Un paladino dell’antimafia come Crocetta sa che i silenzi possono fare più male delle parole. A Lucia Borsellino tutta la mia solidarietà”. Antonello Cracolici, capogruppo del Pd all’Ars rincara la dose affermando che: “Le notizie di stamane ci spingono a prendere atto che, a questo punto, andare avanti è praticamente impossibile. È il momento che, innanzitutto il presidente della Regione, valuti l’opportunità di chiudere la legislatura”. Una brutta faccenda, proprio alle soglie del 19 Luglio, in cui si commemora l’anniversario della Strage di Via D’Amelio.

Dopo il frastuono, l’improvvisa quiete, l’acqua sul fuoco gettata dalla procura palermitana che scompiglia le carte in tavola. “Agli atti dell’ufficio non risulta trascritta alcuna telefonata del tenore di quella pubblicata dalla stampa tra il governatore Crocetta e il dottor Matteo Tutino – ribadisce il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, aggiungendo che “i carabinieri del Nas hanno escluso che conversazioni simili siano contenute tra quelle registrate nel corso delle operazioni di intercettazione nei confronti di Tutino”.

Nel continuo batti e ribatti, l’Espresso sottolinea con una nota che “La conversazione intercettata tra il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta e il primario Matteo Tutino risale al 2013 e fa parte dei fascicoli segretati di uno dei tre filoni di indagine in corso sull’ospedale Villa Sofia di Palermo”. In tutto questo, Crocetta è in una sorta di limbo dal quale non riesce a uscire fuori. Cosa fare? Smentire, difendersi, dimettersi? Di fatto, dal totale caos in cui il suo Governo è caduto, lui chiosa tra pianti e singhiozzi dichiarando: “E’ vero che la Procura smentisce? Oggi mi hanno ammazzato. Perché, perché.

“Ma quanto è potente questa mafia che mi vuole fare fuori? Avrei potuto anche farla finita oggi”. Le presi di posizione di una vittima illustre di Mafia come Lucia Borsellino sembrano indurre a valutazioni diverse, ben lontani dall’accanimento mafioso di cui parla Crocetta. La cronistoria di una della giornate più lunghe della politica siciliana sembra non essere terminata.

Si crede che sia solo la punta dell’iceberg che cela una montagna. Comunque vadano le cose, lo psicodramma del Presidente getta nella bufera una regione che naviga verso acque inesplorate.
Le sorti politiche e sociali dell’antica Trinacria sono legate all’evoluzione di uno scandalo che da queste parti rimanda ai tempi di Salvo Lima, non per l’epilogo bensì per l’aria inquinata che si respira.

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