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Boldi, da grande voglio fare il sindaco di milano

luglio 16, 2015 • Politica, z in evidenza

MassimoBoldi02

 

di Matteo Cresti

A volte è troppo facile fare ironia. Pare proprio che te le servano su un piatto d’argento.
Massimo Boldi, sì, proprio lui, il noto comico autore di decine di cinepanettoni, ha dichiarato in un’intervista al settimanale Panorama che si candiderà come sindaco di Milano: “Mi candido con chiunque mi voglia… Voglio affiancare Sant’Antonio alla Madonnina, da sola non ce la fa più!”. Ancora non sa bene con chi candidarsi, perché in genere prima si decide di diventare sindaco e poi dopo si trova qualcuno con cui candidarsi (magari un partito che non prenda lo zero virgola qualcosa).

Comunque con Grillo non si candiderà, spiega, perché sebbene sia un amico, i cinque stelle sono troppo rissosi, e nemmeno con Salvini, visto che si candidò nel 1992 con i socialisti di Craxi proprio per arginare la Lega (viene da pensare: “cavolo, che argine”). Ha parole anche per il PD e per Renzi “Mi piace. Sa fare il cabaret” (forse l’unica cosa sensata, dopotutto in politica serve saper intrattenere. Dopo anni di barzellette maschiliste e omofobe, di sorrisini, di animatori travestiti da politici, di politici che sono animatori, giustamente il cabaret è quello che ci serve. Quale economista non concorderebbe che la ricetta alla disoccupazione è proprio il cabaret).

La notizia è questa. Quasi banale nella sua comicità. Probabilmente non avrà un seguito.
Una notizia come ormai tante altre. Non ci avremmo nemmeno fatto caso. Ma il problema è proprio questo. Che ci siamo assuefatti. Senza fare moralismo spicciolo, o gli austeri bacchettoni, vogliamo semplicemente cogliere un dato di fatto. Chiunque può candidarsi in politica, anche senza avere vere e proprie competenze. E per carità è tutto lecito. Abbiamo visto i risultati di anni di politica fatta dai professionisti (bisognerebbe però allora ricordare che c’è differenze tra la professione e la professionalità). Forse sarebbe meglio avere meno politici di professione e più politici professionali, ma ahimè mala tempora currunt (ah, ecco che cadiamo nel moralismo, avevamo promesso di non farlo…).

Prima si decide il posto che si vuole ricoprire e poi si scelgono le idee cui appoggiare. Giustamente, non è che io credo in certi valori e cerco di portarli avanti. No, ovvio. Io cerco un posto di lavoro come sindaco, e trovo qualcuno che me lo dia, se poi questo condivide o meno i mei stessi valori non ha molta importanza. Eh, certo, io decido di diventare papa, quindi mi faccio prete. Oh tempora, oh mores (ci risiamo con i bacchettoni…).
Una domanda: è un complimento dire ad un politico che è un bravo barzellettiere? Sembrerebbe di sì. Dove sono i tempi di quando Churchill diceva “Non ho altro da offrire se non sangue fatica, lacrime e sudore”? (Ecco che il moralismo si rifà avanti…). Ai posteri l’ardua sentenza.
Viene da pensare che dopo tutto su una cosa Boldi ha ragione: la Madonnina da sola non ce la fa più.
Sant’Antonio aiutaci tu.

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