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I tlaidomidici e la giustizia negata

luglio 9, 2015 • Agorà, z in evidenza

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Matteo Cresti

Thomas Quasthoff è uno dei più importanti baritoni al mondo. La sua interpretazione del Winterreise di Schubert è ormai un classico, vetta d’arte irraggiungibile. Come Verdi non venne ammesso al conservatorio. Non venne ammesso perché aveva gli arti troppo corti. Thomas Quasthoff è affetto da focomelia, una rara patologia in cui gli arti non sono completamente sviluppati (per essere chiari e scusate la brutalità, ma qui non si sta parlando certo di frivolezze, la maggior parte delle volte si presenta un mano attaccata alla spalla).

Spesso questa malformazione è associata a patologie cardiache e intestinali. Thomas Quasthoff è affetto da focomelia perché la madre ha assunto durante la gravidanza un antiemetico: la talidomide. Thomas Quasthoff è forse il più celebre dei talidomidici, un esercito di migliaia di persone vittime di un farmaco responsabile di gravi danni al feto nelle donne in gravidanza.

La talidomide venne assunta da migliaia di donne in gravidanza come antiemetico, tra gli anni ’50 e gli anni ’60, quando poi venne proibita per i gravi effetti che aveva sui feti. Feti, poi bambini e persone, che hanno avuto una vita dura e difficile, piena di sofferenze e problemi fisici, a causa di farmaco venduto come innocuo. Come è stato possibile? Semplice, all’epoca non erano obbligatori anche i test su animali gravidi, quindi non erano stati fatti. Non si era pensato “siccome lo prendono le donne incinte per attenuare le nausee, chi sa se avrà effetti sui nascituri?” No, non lo si era pensato, o se a qualcuno sarà balzato in mente avrà subito pensato ai costi aggiuntivi che questo avrebbe avuto. Già i costi, costi che la società adesso deve ripagare, e che quei ragazzi e ragazze pagano e hanno pagato costantemente con la loro vita.

I talidomidici ancora chiedono giustizia, ancora cercano di ottenere risarcimenti. Venne fatto un processo, in Germania, per accertare le responsabilità della casa farmaceutica che aveva messo in commercio il farmaco, la Grünenthal, che però si è concluso con un nulla di fatto.
Solo nel 2012 si sono rassegnati a chiedere scusa, per aver messo in commercio e consigliato un farmaco che avrebbe dovuto rendere la lieta attesa un po’ più dolce, e che invece ha reso la loro vita tanto amara. Ancora però aspettano. Aspettano un risarcimento. Sono andati fino al Parlamento Europeo, per chiederlo, per chiederlo alla Germania. Ma ancora attendono, e chissà ancora quanto dovranno attendere.

Il nostro paese offre un risarcimento mensile, ma anche questo non a tutti, solo a quelli nati fino al 1966. Gli altri, quelli nati fino al 1969 non ne hanno diritto. Sembra che però la situazione stia per cambiare, che il parlamento stia per estenderlo a tutti (è stato approvato l’iter accelerato in commissione Affari Sociali alla Camera, speriamo che però lo sia davvero, accelerato).
E così continua la loro battaglia, che è una battaglia di tutte le vittime degli errori e degli imbrogli delle case farmaceutiche, che è una battaglia per i diritti e la salvaguardia di tutti.

Nel frattempo i talidomidici continuano la loro vita, dimostrano a tutti che anche con la disabilità si può andare avanti e si possono fare grandi cose. Thomas Quasthoff ce lo ha insegnato. Sono ormai tre anni che ha annunciato il suo ritiro dalla scene, a 53 anni, per problemi di salute, ma continua ad essere impegnato nella didattica e nella cultura. Ha segnato un notevole traguardo nel mondo della musica. Anche se ti mancano le braccia, e non vieni ammesso al conservatorio perché non puoi suonare il pianoforte, ce la puoi fare lo stesso.
Una piccola nota: per quei strani casi della storia, recenti studi hanno scoperto che la talidomide potrebbe essere usata per combattere il morbo di Crohn nei bambini piccoli. Chissà che non possa redimere tutto il male che ha causato.

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3 Responses to I tlaidomidici e la giustizia negata

  1. mauro ha detto:

    a me sembra una notizia inesatta: ora il risarcimento copre solo fino al 1965, e l’iter accelerato è purtroppo per includere solo i nati nel 1958 e nel 1966, e non fino al 1969
    il link dell’emendamento è http://www.camera.it/leg17/126?idDocumento=0263

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