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I comuni leghisti e la tassa etnica

giugno 25, 2015 • Agorà, z in evidenza

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Fino a 400 euro per un certificato. “I comuni leghisti discriminano gli immigrati”
Ci ha provato nel 2014 l’amministrazione di Bolgare (Bg), poi condannata dal tribunale. Ora tocca ad altri quattro comuni tra Bergamo e Brescia. Asgi scrive una lettera ai sindaci. Intanto in Parlamento si chiede di mettere un tetto alla tassa

Non basta la condanna di un Tribunale a fermare i comuni leghisti che vogliono innalzare il costo dell’idoneità alloggiativa, il documento obbligatorio per gli immigrati che vogliono avere un permesso di soggiorno. A quasi un anno di distanza dalla sentenza, ci riprovano in quattro ad alzare il costo della tassa, sperando di rendere più complesso regolarizzare la propria presenza nei comuni.
A suo tempo, ci aveva provato l’amministrazione di Bolgare, nel bergamasco: 500 euro invece che 150. Ad agosto 2014 il Tribunale di Bergamo ha condannato il comune a restituire la differenza a chi aveva pagato la tassa, obbligatoria per gli immigrati che vogliono un permesso di soggiorno. “Il Tribunale di Bergamo – si legge nella sentenza – ha riconosciuto il carattere discriminatorio di quello che era stato uno dei provvedimenti discriminatori più eclatanti visti negli ultimi anni in provincia di Bergamo, dove si era tentata un’operazione di tassazione punitiva su base etnica con il pretesto di far fronte ad alcuni episodi di cronaca che nella zona avevano visti coinvolti cittadini stranieri”.

Ora anche altri tre comuni della bergamasca e uno bresciano, sempre a guida Lega Nord, hanno adottato la stessa misura: a Telgate si pagheranno 325 euro, ad Albino 160, a Seriate 220 e a Pontoglio 425. Il prezzo medio della tassa negli altri comuni si aggira tra i 30 e i 50 euro.
L’Asgi, che aveva già vinto la prima causa, ha scritto alle amministrazioni chiedendo loro di ritirare i provvedimenti e ripristinare i costi precedenti. Intanto la vicenda è arrivata anche nelle aule del parlamento: ci sono in corso due interrogazioni parlamentari per chiedere al governo “di assumere iniziative, anche normative, al fine di evitare che il potere di determinazione della tassa per il rilascio del certificato di idoneità alloggiativa possa incidere negativamente sulla libertà di circolazione dei migranti e sulla determinazione delle politiche migratorie”, si legge nell’ultima, presentata dal deputato di Sel Celeste Costantino il 5 maggio.

Asgi vorrebbe che fosse chiarita una soglia massima, invalicabile per ogni Comune. Per altro, il Governo è tenuto anche a rispettare la direttiva europea 2003/86/CE sul diritto all’unità familiare. Affinché sia garantito, “occorre stabilire un sistema di regole procedurali che disciplinino l’esame della domanda di ricongiungimento familiare, nonché l’ingresso e il soggiorno dei membri della famiglia; tali procedure devono essere efficaci e gestibili rispetto al normale carico di lavoro delle amministrazioni degli Stati membri nonché trasparenti ed eque al fine di offrire agli interessati un livello adeguato di certezza del diritto”, si legge nella direttiva europea.

Altre fonti: redattoresociale.it

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