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I morti arrivano…su Berlino

giugno 18, 2015 • Politica, z in evidenza

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di Dario Cataldo

Provocazione nella capitale tedesca. Un gruppo di artisti appartenenti al gruppo “Centro di bellezza politica”, indignati per il distacco che l’Europa delle Istituzioni sta dimostrando nei confronti del problema legato alle migrazioni nel Mediterraneo, ha organizzato per Domenica prossima un’azione di protesta nei confronti dell’emblema del potere e dell’austerità: Angela Merkel. “Die Toten kommen” – ovvero I morti arrivano – è questo il titolo della performance da inscenare sotto le finestre del Palazzo della cancelleria tedesca.

I cadaveri morti in uno dei tanti naufragi consumati di fronte la Sicilia sono stati esumati – previo consenso dei familiari – “in presenza di autorità religiose e nel rispetto delle salme”, spiega il gruppo di attivisti. Certo è una insolita forma di dissenso nei confronti dell’esecutivo, nel centro del quartiere di Berlino in cui ha sede il Governo del cancelliere di ferro. Ad alcuni potrebbe risultare di cattivo gusto, irrispettoso verso coloro i quali hanno già in vita hanno subito terribili angherie.

Spiegano però gli artefici della dimostrazione che a seguire, ci sarà la posa di una simbolica pietra che possa dare il via ai lavori per “un grande cimitero-memoriale” che possa onorare il ricordo dei tanti migranti morti nel Mar Mediterraneo. A pochissima distanza si trova Potsdamer Platz, il luogo simbolo delle vittime della Shoah. L’allusione poco velata rimarca le colpe di scellerate politiche europee e tedesche – perché senza girarci intorno non passa nulla che Angela non voglia – che oggi come ieri continuano a produrre eclatanti conseguenze. Il nutrito gruppo di artisti si sta prodigando per sensibilizzare le coscienze collettive, affinché si attuino serie manovre per ripensare al controllo delle frontiere.

Il caso di Ventimiglia in Italia dimostra come la mancata cooperazione internazionale sia deleteria e poco dignitosa per tutti. Non è possibile lavarsene le mani, come il più vigliacco dei Ponzio Pilato. La politica del respingimento repressivo è perdente perché non argina il flusso costante della disperazione.
Quale ipotesi per tamponare l’emorragia che è ormai sotto gli occhi di tutti? Forse l’anacronistico muro di 4 metri che l’Ungheria vorrebbe utilizzare per amplificare il concetto del “Noi” contro “Loro”?

Lo scorso 5 giugno, presso la Sala delle Bandiere, la sede del Parlamento Europeo a Roma, si è svolta la conferenza stampa avente come tema “l’Agenda Immigrazione”, promossa dall’Unione Europea. Fausto Durante, responsabile delle politiche europee e internazionali per la Cgil ha dichiarato che esistono due limiti dell’Agenda. Il primo: “Le previsioni numeriche sui flussi dei migranti non sono prevedibili; è sbagliato concentrare il numero di richieste di asilo (75%) solo per i cittadini eritrei e siriani; in questo modo non si considerano i focolai di guerra, le persecuzioni razziali, religiose e politiche che esistono in molti altri Paesi”. Il secondo limite, più a carattere tecnico: “la mancata previsione di vincoli stringenti per i singoli Stati, che possono così tirarsi fuori, indebolisce l’intera dimensione europea dell’agenda e il programma di distribuzione nazionale dei migranti”.

Il prossimo 19 Giugno, i sindacati confederati italiani si riuniranno con i loro corrispettivi spagnoli per cooperare alla manifestazione che il 20 Giugno in Spagna si terrà a fianco di migranti e rifugiati. Le mobilitazioni saranno orchestrate anche in Italia, Portogallo, Germania, Grecia e Francia perché, come chiosa Durante: “sul tema dell’immigrazione dobbiamo creare una rete solidale del Mediterraneo che permetta di costruire una politica integrata”.

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